3/9/2026
La Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura ha presentato, presso l’Italian Pavilion coordinato da MiC e Cinecittà all’Hotel Excelsior di Venezia Lido, nell'ambito della 83ma edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il rapporto “I numeri del cinema e dell’audiovisivo italiano 2025”.
Report “I numeri del cinema e dell’audiovisivo – Anno 2025″
Presentazione “I numeri del cinema e dell’ audiovisivo italiano – Anno 2025″
“I dati del 2026 parlano chiaro, le risorse complessivamente sbloccate quest’anno a sostegno del cinema e dell’audiovisivo hanno raggiunto circa 750,3 milioni di euro, tra tax credit e ulteriori strumenti di sostegno. Un risultato che conferma quanto questo comparto sia centrale per l’economia culturale del Paese, e che ci spinge a proseguire nel lavoro di squadra con il sistema bancario e finanziario per costruire strumenti sempre più efficaci, capaci di accompagnare la crescita e la competitività delle nostre imprese anche sui mercati internazionali” ha dichiarato il Sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni.
“La fotografia del settore che ci viene fornita dallo studio consente di comprenderne le trasformazioni, misurare gli effetti delle politiche di sostegno e cogliere il valore che il cinema e l’audiovisivo generano per il Paese. Questa edizione dei ‘numeri’ estende ulteriormente il proprio sguardo, offrendo una lettura sempre più esaustiva di un comparto dinamico, capace di produrre cultura, economia e occupazione e di generare un impatto positivo nei territori. La conoscenza di questi dati permette di avere strumenti più solidi per affrontare le sfide del presente e costruire le politiche per il futuro” – ha dichiarato il Direttore generale Cinema e audiovisivo Giorgio Carlo Brugnoni.
Il rapporto è strutturato in quattro capitoli:
Produzione cinema, Produzione audiovisivo, Tax credit internazionale, L’Italia sul set.
Sommario - I numeri del cinema e dell’audiovisivo italiano – Anno 2025
Produzione cinema
- Le opere cinematografiche di lungometraggio che hanno completato la procedura di classificazione nel 2025 sono 403 (+0,8% rispetto al 2024). Rispetto al 2021 la crescita è invece del +29%.
- I film 100% italiani sono 272 (150 di finzione e 122 documentari) cui si aggiungono 92 coproduzioni per un totale di 364 film italiani ammissibili, in linea con i valori del 2024.
- Le coproduzioni maggioritarie sono 42, quelle paritarie sono 3, mentre le minoritarie sono 47. Le cifre sono in lieve flessione (-10,6%) rispetto allo scorso anno.
- Il costo totale dei film prodotti è di 799 milioni di euro (-4,6% sul 2024).
- La quota maggiore degli investimenti pubblici nazionali è data dal tax credit: nel 2025 i crediti di imposta per la sola produzione valgono 215 milioni di euro.
- Le opere di iniziativa italiana classificate nel 2025 hanno ottenuto contributi selettivi per un totale di 35 milioni di euro (+16% rispetto al 2024).
- Il numero di registe di film di finzione e documentari diminuisce rispetto all’anno precedente (18% nel 2025 rispetto al 20% del 2024).
- Per la prima volta, l’incasso in sala del 2025, 180 milioni di euro, raggiunge i valori pre Covid del 2019, ma con più film in sala e meno spettatori.
- Le opere cinematografiche di cortometraggio che hanno completato la procedura di classificazione nel 2025 sono 110 (+52% sul 2024).
- Il costo totale dei cortometraggi nel 2025 ammonta a circa 6,6 milioni di euro. Le opere hanno ricevuto contributi selettivi per un totale di circa 0,36 milioni di euro. Il tax credit produzione richiesto ammonta invece a 1,75 milioni di euro circa.
Produzione audiovisivo
- Le opere audiovisive (tv e web) per le quali è stata consegnata la copia campione nel 2025 sono 226, +41% rispetto al 2021 ma in calo sul 2024 (-18%).
- Il costo totale delle opere audiovisive è di 814 milioni di euro (-19% rispetto a 1 miliardo di euro del 2024).
- Nelle coproduzioni, i capitali italiani superano quelli esteri, con 56 milioni di euro investiti da produttori italiani rispetto ai 47 milioni di euro delle società estere.
- Nella copertura dei costi, la quota maggiore degli investimenti pubblici nazionali è data dal tax credit: nel 2025 il credito d’imposta per la sola produzione vale 231 milioni di euro.
Tax credit internazionale
CINEMA
- Tra il 2016 e il 2025 è stata fatta richiesta di credito di imposta internazionale per 231 film per un totale di oltre 738 milioni di euro.
- Le opere per le quali è stata fatta domanda di credito d’imposta nel 2025 sono state 36 (erano 13 nel 2024) per una richiesta totale di 198 milioni di euro.
- L’investimento totale (2016-2025) su cui è stato richiesto il credito d’imposta è di 1,98 miliardi di euro.
TV E WEB
- Tra il 2016 e il 2025 è stata fatta richiesta di credito di imposta internazionale per 212 opere audiovisive (tv e web) per un totale di oltre 481 milioni di euro.
- Le produzioni audiovisive per cui è stata fatta richiesta di credito d’imposta nel 2025 sono state 26 (erano 20 nel 2024) per una richiesta totale di quasi 105 milioni di euro.
- L’investimento totale (2016-2025) su cui è stato richiesto il credito d’imposta è 1,3 miliardi di euro.
L’Italia sul set
- SLC-CGIL ha ricevuto 235 richieste di inizio set nel 2025 (erano 215 nel 2024).
- Ottobre ha registrato il picco di 38 set attivati.
- 155 set attivati nel 2025 (il 66%) sono lungometraggi; seguono 50 miniserie, 18 opere tv, 9 opere di media serialità.
- 159 produzioni (il 68%) sono 100% italiane; le produzioni estere e le coproduzioni internazionali sono rispettivamente 40 e 36.
- Le produzioni partite nel 2025 (esclusi i proseguimenti 2024) hanno lavorato per circa 1.658 settimane; di queste 1.598,5 su territorio italiano; Roma il set più gettonato.
- Gli addetti coinvolti nelle varie lavorazioni sono circa 18.000 (circa 2000 in più rispetto al 2024).
- SLC-CGIL stima 801.552 giornate lavorative per il 2025.
- Gli Stati Uniti guidano la classifica delle nazionalità delle opere estere (40%), il doppio di Germania e Regno Unito, primi Paesi europei, con il 20% delle produzioni.
- Con 11 coproduzioni, la Francia è il principale partner dell’Italia (31% sulle 36 totali), a cui seguono 6 con la Svizzera (17%) e 5 con la Spagna (14%).

