Intervista a Francesca Medolago Albani sulle opportunità professionali nel settore dell’audiovisivo

18 gennaio 2020

 

L’intervista di ScuolaZoo a Francesca Medolago Albani, Responsabile Pianificazione Strategica di ANICA, in occasione della presentazione del progetto per le scuole “Dentro la macchina dei sogni – L’industria e i mestieri del cinema”, sviluppato per far conoscere agli studenti l’industria cinematografica e le sue potenzialità occupazionali.

 

Sogni una carriera nel cinema? Scopri le professioni legate a film e serie con ANICA

Vi piacerebbe lavorare nel mondo del cinema, ma pensate che sia un sogno irrealizzabile? In realtà ci sono tantissime opportunità e ANICA ci spiega come sfruttarle grazie a un progetto che coinvolge direttamente gli studenti delle scuole superiori.

Orientamento professionale: il progetto ANICA per scoprire come lavorare nel mondo del cinema
Scegliere cosa fare da grandi non è mai semplice. A volte pensiamo che le nostre qualità e talenti non servano a molto oppure crediamo che alcuni settori, come il mondo del cinema, siano riservati a pochi eletti. Certo, per realizzare i propri sogni ci vuole determinazione, studio e saper affrontare una bella concorrenza, ma le opportunità lavorative sono tante e in continuo cambiamento. Nel settore audiovisivo, infatti, non ci sono solo attori, registi e sceneggiatori, ma anche tantissime altre figure di tipo artistico, tecnico o legate all’uso di tecnologie che sono molto ricercate. Basta sapere quali sono! Per questo ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive Multimediali) ha creato un progetto dal titolo “Dentro la macchina dei sogni – L’industria e i mestieri del cinema” per far scoprire agli studenti delle superiori tutte le professioni e le opportunità che ci sono nel mondo del cinema. ScuolaZoo ha intervistato Francesca Medolago Albani – Responsabile Pianificazione Strategica di ANICA – per sapere un po’ di più su questa iniziativa e per darvi alcuni consigli su come muovere i primi passi nel settore dell’audiovisivo.

 

 

L’intervista ad ANICA: i consigli per intraprendere una carriera nel settore dell’audiovisivo
Andiamo subito al sodo: è possibile pensare di lavorare nel mondo del cinema nel 2021? Perché spesso si pensa sia un sogno realizzabile solo da pochi…

Certo, e non solo oggi, ma anche negli anni a venire. L’audiovisivo è di per sé un settore in continua evoluzione ed espansione, inseguiamo la domanda del pubblico che ha fame di contenuti nuovi, film o serie che siano. Questo accade oggi più che mai: tutti noi abbiamo consumato più audiovisivo durante il lockdown, e dopo. Più domanda significa più prodotti da creare e quindi più lavoro per realizzarli. E soprattutto più lavoro qui in Italia. Il prodotto italiano è molto tenuto in considerazione all’estero e tante produzioni internazionali vengono a girare qui, attratte dalla qualità delle nostre troupes.

Cosa significa lavorare nel cinema?

Quando pensiamo alla lavorazione dei film, ovviamente ci viene in mente tutto ciò che appare nelle clip di backstage, quindi il set, le persone attorno alla macchina da presa o agli attori, e il mondo della post-produzione, ossia il lavoro di montaggio, gli effetti visivi. Ci sono però tantissime persone che lavorano prima e dopo queste fasi, nello sviluppo, nella pre-produzione e nella distribuzione, dando un contributo fondamentale alla riuscita del film.

Quali opportunità ci sono oggi nel mondo del cinema?

I mestieri che vedete nei titoli di coda sono tutte opportunità di lavoro. Dietro ogni opera audiovisiva c’è il lavoro di centinaia di professionalità – davvero, non sto scherzando – ognuna ugualmente importante e necessaria alla creazione del prodotto finito, cioè un film così come lo torneremo a vedere in sala, una serie, un documentario o i cartoni animati…

Quali sono i mestieri legati al cinema magari poco conosciuti ma molto richiesti e interessanti?

Non ci sono mestieri più o meno richiesti, sono tutti richiesti! Non ce n’è uno di cui si possa fare a meno quando si realizza un film. Possono esserci produzioni più grandi e produzioni più piccole, ma i profili professionali sono presenti sempre. Le opere audiovisive nascono come collettive. Rispetto all’interesse, le persone che lavorano in questo settore dicono sempre: “siamo fortunati perché facciamo qualcosa che ci piace”, proprio perché tutti possono scegliere di coltivare la specializzazione che li appassiona di più. Ce ne sono così tante!

Indipendentemente dai mestieri, quale è la caratteristica fondamentale/necessaria per lavorare nel cinema?

Essere appassionato, innanzitutto, e ben disposto al lavoro di squadra, proprio perché l’opera audiovisiva è frutto di uno sforzo collettivo. Ma bisogna anche essere consapevoli che l’organizzazione del lavoro è molto gerarchica, in tutte le fasi di lavorazioni, e quindi saper rispettare le regole, “la linea di comando”, diciamo, è un requisito fondamentale.

L’intervista ad Anica: tutto sul progetto “Dentro la macchina dei sogni” per le scuole superiori
Cosa è ANICA e in cosa consiste il progetto nelle scuole “Dentro la macchina dei sogni”?

ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive Multimediali) rappresenta i produttori cinematografici e audiovisivi, i distributori cinematografici, le imprese tecniche e di servizi per la filiera, nonché operatori digitali e aziende integrate con sede in Italia.

“Dentro la macchina dei sogni – L’industria e i mestieri del cinema” è un’iniziativa, totalmente gratuita, realizzata da noi con il contributo del Piano Nazionale “CIPS – Cinema e Immagini per la Scuola”, promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo e dal Ministero dell’Istruzione. Con l’anno scolastico 2020/2021 siamo arrivati alla seconda edizione. La nostra è una rassegna cinematografica pensata per le scuole secondarie di secondo grado, con l’intento di far scoprire ed approfondire i mestieri e le professioni di tutti coloro che lavorano “dietro la macchina da presa”, il cuore dell’industria cinematografica.

Quali sono gli obiettivi di questo percorso?

L’obiettivo principale della rassegna è quello di far conoscere l’industria cinematografica, il suo sistema organizzativo e le sue potenzialità occupazionali. Avvicinare, quindi, gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado ai mestieri del cinema e orientarli a scoprire nuovi percorsi professionali. In questa seconda edizione, inoltre, gli studenti e i docenti sono coinvolti attivamente in tutte le fasi del progetto a cominciare dalla scelta del film, che sarà poi oggetto di studio, selezionato in una rosa di titoli italiani recenti candidati al Premio David di Donatello, che è un riconoscimento dato dall’Accademia del Cinema Italiano.

Come si svolge? Cosa faranno i ragazzi e le ragazze partecipanti?

La nostra è una rassegna “itinerante”, nel senso che coinvolge studenti di diverse città italiane, quest’anno siamo a Brindisi, Cagliari, Reggio Calabria e Salerno (l’anno scorso a Roma, Napoli, Milano, Nuoro). I ragazzi passano con noi due giornate scolastiche: nella prima vedono un film, nella seconda invece incontrano alcuni dei professionisti che hanno lavorato sul film, approfondendo aree di interesse come sviluppo e sceneggiatura, produzione, post-produzione, distribuzione e marketing. Con i professionisti gli studenti avranno la possibilità di avere un contatto diretto, chiarire dubbi e curiosità, ascoltare esperienze e percorsi di formazione.

Come si inserisce il progetto in questo anno scolastico dove tutto è in trasformazione e continuerà ad esserlo?

Il cinema non si è fermato in questi mesi così difficili, le produzioni hanno continuato a girare, i film hanno continuato a uscire, anche se in streaming; non si fermano quindi nemmeno i progetti legati al cinema come il nostro. Certamente è un anno sfidante, ma saremo creativi e flessibili: le attività, da progetto, si svolgeranno in presenza, in sale cinematografiche che potranno ospitare in sicurezza gli studenti. Se questo non fosse possibile, l’iniziativa si svolgerà online tramite piattaforme dedicate. Vorrei dire però che sono più di 1500 gli studenti e i docenti accompagnatori che hanno chiesto di partecipare all’iniziativa, nonostante il periodo particolarmente critico: un segnale forte e importante non solo dell’interesse per il mondo dell’audiovisivo, ma anche del desiderio di vivere la socialità della scuola e del cinema. E noi faremo di tutto per soddisfarlo.

In sostanza, quale consiglio dareste a chi oggi vuole provare a lavorare nel mondo del cinema?

Innanzitutto, coltivare i propri interessi e capire se si ha un talento, non necessariamente artistico, anche tecnico, tecnologico. Sono il punto di partenza per capire quali sono le proprie inclinazioni, capacità, aspirazioni. Sulla base di quelle, studiare le aree di professionalizzazione, i cosiddetti “reparti”, del cinema per arrivare poi al mestiere specifico. “Dentro la macchina dei sogni” vuole appunto mettere gli studenti in condizione di sapere che esistono dei percorsi lavorativi e formativi, e quindi aiutarli a esprimere una scelta consapevole.

Se vi abbiamo incuriosito e volete candidare la vostra città per la prossima edizione del progetto scriveteci alla mail dentrolamacchinadeisogni@anica.it!

Intervista di Alice Giusti

 

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