Roma, 5 novembre 2026 – «La presenza dell’Unione Editori e Creators Digitali di Anica a questo tavolo è il segno tangibile di una premessa fondamentale di questa proposta: la creator economy è una dimensione imprenditoriale e industriale del settore culturale, creativo ed audiovisivo. Un settore solido ed in crescita che merita di essere sostenuto e promosso. Crediamo che la nostra Unione abbia contributo positivamente a rappresentare le istanze del mercato valorizzando il ruolo fondamentale delle agenzie e delle associazioni come interlocutori primari delle istituzioni, dei professionisti e delle piattaforme», ha dichiarato Carlo Rodomonti, Presidente dell’Unione, intervenendo alla conferenza stampa alla Camera dei Deputati per la presentazione della proposta di legge “Disposizioni concernenti la disciplina dell’attività di creatore di contenuti digitali”. All'incontro, dopo i saluti istituzionali della vicepresidente della Camera Anna Ascani, sono intervenuti la capogruppo PD in Commissione Cultura Irene Manzi, il vicepresidente della XI Commissione Andrea Casu e la vicepresidente dell’Unione, Anna Manzo.
«La valenza strategica della proposta risiede nel non limitarsi a fotografare lo stato attuale ma nel voler sostenere uno sviluppo che renda il settore competitivo e solido. Ringraziamo la vicepresidente della Camera e prima firmataria del provvedimento, Anna Ascani, e il Partito Democratico per aver raccolto le istanze della filiera e per il lavoro svolto. Ci auguriamo che l'iter parlamentare giunga presto all’approvazione. Creator, cinema e audiovisivo appartengono allo stesso ecosistema culturale e industriale e meritano un'attenzione coerente con il loro contributo alla crescita del Paese. Apprezziamo sicuramente l’impostazione: la proposta punta su autoregolamentazione volontaria, formazione certificata e codici di condotta, evitando un approccio sanzionatorio. La formazione è un volano di sviluppo e riguarda anche trasparenza pubblicitaria e tutela dei minori, due temi su cui il rapporto con le community e il pubblico deve essere affrontato con serietà e professionalità. I creator sono il volto umano del web e vanno tutelati, insieme a chi li segue», continua Rodomonti.
«La creator economy è un ecosistema ricco e diversificato di professioni - dai registi ai produttori, dai fotografi ai videomaker - società di produzione e agenzie che operano in un sistema complesso in cui operano piattaforme internazionali, broadcaster, vecchi e nuovi media in modo trasversale. I creator non si limitano a produrre contenuti, sono anche curatori e punti di riferimento per la scelta di film, serie e libri. Competenze e culture che possono essere strategici anche per rinnovare i modelli produttivi tradizionali», ha proseguito il presidente dell'Unione.
«Il Fondo previsto dalla proposta rappresenta un primo passo importante per lo sviluppo di un settore di cui le giovani generazioni sono protagoniste. Investire nei creator, da parte delle istituzioni e delle aziende, significa investire nel Made in Italy e in un comparto capace di generare valore economico, culturale e industriale», ha concluso Rodomonti.

