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MIC

 

30/4/2026

Il Ministero della Cultura ha pubblicato - con il DM rep.29 del 26/01/2026 - la Direttiva generale per l’azione amministrativa e la gestione anno 2026.

La Direttiva tiene conto dell’assetto organizzativo dipartimentale dell’Amministrazione in continuità con gli obiettivi individuati con la precedente Direttiva per l’anno 2025. Nel 2025 è stata, infatti, portata a compimento la riorganizzazione mediante la nomina di tutti i dirigenti titolari degli uffici di livello dirigenziale generale. Sono stati, inoltre, nominati il dirigente di livello generale per l’attuazione del Piano Olivetti per la cultura, Stefano Lanna e il dirigente di livello generale a capo dell’Unità di missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato, Angelo Piero Cappello.

La Direttiva 2026 prevede il completamento degli investimenti legati al Piano di ripresa e resilienza (Pnrr), attuazione di strategie e piattaforme digitali per il patrimonio culturale, conclusione degli interventi di accessibilità nei musei, archivi e biblioteche e i programmi di efficientamento energetico che interessano numerosi teatri, cinema e musei, nel rispetto della sostenibilità ambientale, completamento l’attuazione della riorganizzazione ministeriale, assicurando piena operatività ai Dipartimenti, rendere operativo e potenziare il Piano Olivetti per la rigenerazione culturale nei territori marginali e periferici e attuare i progetti di cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato.

 

A seguire una sintesi dei principali contenuti della Direttiva.

 

PRIORITÀ POLITICHE E OBIETTIVI

Con l’Atto di indirizzo, emanato in data 31 ottobre 2025, sono state individuate le priorità politiche da realizzarsi nell’anno 2026 e nel triennio 2026-2028, focalizzando gli obiettivi da affidare alla responsabilità operativa e gestionale della dirigenza amministrativa e tecnica. Il 2026 costituisce un anno cruciale per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la cui conclusione è prevista nel dicembre dello stesso anno.

L’azione del Ministero sarà pertanto mirata al completamento degli interventi di attuazione del Piano, delineati secondo le seguenti linee di azione:

  • Strategie e piattaforme digitali per il patrimonio culturale;
  • Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi;
  • Migliorare l’efficienza energetica, in cinema, teatri e musei;
  • Attrattività dei borghi;
  • Tutela e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale;
  • Programmi per valorizzare l’identità dei luoghi: parchi e giardini storici;
  • Sicurezza sismica nei luoghi di culto, restauro del patrimonio FEC e siti di ricovero per le opere d’arte (Recovery Art);
  • Sviluppo industria cinematografica (Progetto Cinecittà);
  • Capacity building per gli operatori della cultura per gestire la transizione digitale e verde.

Saranno portati a compimento i progetti di digitalizzazione concernenti piattaforme integrate per la fruizione a distanza e la gestione del patrimonio culturale. Saranno, inoltre, conclusi gli interventi di accessibilità nei musei, archivi e biblioteche volti ad ampliare i servizi rivolti a persone con disabilità e i programmi di efficientamento energetico che interessano numerosi teatri, cinema e musei, nel rispetto della sostenibilità ambientale. In fase di avanzata realizzazione e di prossima conclusione sono gli interventi dedicati ai borghi storici e le opere di messa in sicurezza sismica nei luoghi di culto e nelle sedi culturali. Il progetto Cinecittà continuerà a crescere come polo internazionale dell’audiovisivo; le attività di capacity building hanno consolidato la formazione e le competenze degli operatori culturali.

 

PRIORITÀ I – ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL MIC

Dopo le riforme strutturali avviate nel 2025, il 2026 segna una fase di consolidamento e di piena operatività: l’obiettivo è rendere la macchina amministrativa più agile, trasparente ed efficace, capace di accompagnare le politiche culturali con una gestione snella e innovativa.

 

PRIORITÀ II – TUTELA E CONSERVAZIONE (Dipartimento Tutela patrimonio – DIT)

La tutela del patrimonio culturale e paesaggistico, fondamento costituzionale e missione originaria del Ministero, si rinnova nel 2026 con strumenti più efficienti ed efficaci, capaci di garantire sicurezza e qualità degli interventi. In una fase storica caratterizzata da mutamenti climatici, emergenze ambientali e crescenti minacce al patrimonio, occorre rafforzare la protezione attraverso misure integrate, scientificamente fondate e coordinate con il sistema delle autonomie territoriali.

 

PRIORITÀ III – VALORIZZAZIONE E PROMOZIONE (Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio – DIVA)

La valorizzazione costituisce il ponte fra tutela e cittadinanza: rende accessibile il patrimonio e lo trasforma in opportunità di crescita culturale, educativa ed economica. Nel triennio 2026-2028, essa si orienterà a promuovere una più ampia partecipazione, a rafforzare il ruolo internazionale dell’Italia e a migliorare la qualità complessiva dell’esperienza culturale, anche attraverso nuove forme di partenariato e il ricorso a strumenti digitali.

Le priorità politiche del Ministero sono:

  1. Realizzare mostre, eventi e iniziative di rilievo internazionale, in collaborazione con istituzioni italiane e straniere;
  2. Migliorare i servizi museali e culturali, con particolare attenzione al welfare culturale e all’inclusione sociale;
  3. Incentivare il partenariato pubblico-privato, il mecenatismo e le forme innovative di sostegno, compresi i prestiti onerosi di opere;
  4. Ampliare l’accessibilità fisica, sensoriale e cognitiva dei luoghi della cultura, con progetti mirati a giovani, scuole e comunità fragili;
  5. Valorizzare anniversari e ricorrenze storiche come occasioni di rafforzamento dell’identità nazionale e di promozione del turismo culturale;
  6. Migliorare la qualità e la fruizione dei luoghi della cultura attraverso l’ampliamento dei circuiti integrati e la collaborazione con enti pubblici non statali, con soggetti privati, tra cui gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti;
  7. Monitorare il grado di soddisfazione degli utenti attraverso l’utilizzo degli appositi strumenti di verifica e rilevazione degli esiti;
  8. Prevedere interventi di valorizzazione del patrimonio culturale che ne preservino la protezione e il decoro;
  9. Prevedere azioni volte a valorizzare la redditività economica degli istituti e luoghi della cultura, anche attraverso il prestito a titolo oneroso delle opere d’arte per mostre in Italia e all’estero;
  10. Garantire tempestività nello svolgimento delle procedure di affidamento dei servizi aggiuntivi negli istituti e luoghi della cultura, anche al fine di incrementare le tipologie di servizi cedibili a terzi;
  11. Attuare i programmi di intervento finalizzati a realizzare la piena accessibilità degli istituti e luoghi della cultura, anche mediante il superamento delle barriere fisiche, senso percettive e cognitive.

 

PRIORITÀ IV – ATTIVITÀ CULTURALI E CREATIVE (Dipartimento per le attività culturali – DIAC)

Nel 2026, l’impegno del Ministero si concentra nel rendere più forti le filiere produttive, nel favorire le nuove professionalità e nel garantire l’accesso diffuso ai beni e ai servizi culturali, con una particolare attenzione al settore editoriale, al cinema e all’audiovisivo, alla musica e alle arti performative.

Pertanto, in tale ambito, le priorità politiche del Ministero sono:

  1. Rendere operativo e potenziare il Piano Olivetti per la rigenerazione culturale nei territori marginali e periferici;
  2. Sostenere la filiera editoriale libraria, con misure a favore delle librerie storiche, giovanili e di prossimità;
  3. Rafforzare le politiche di promozione della lettura, consolidando il ruolo delle biblioteche come presidi culturali e civici;
  4. Promuovere progetti culturali nelle scuole e università, in sinergia con altri dicasteri e con gli enti territoriali;
  5. Consolidare il sostegno alle Fondazioni lirico-sinfoniche, favorendo la sostenibilità organizzativa e gestionale;
  6. Monitorare e rafforzare il sistema di incentivi fiscali e contributi previsti dalla legge 14 novembre 2016, n. 220, per il cinema e l’audiovisivo, rendendoli sempre più strumenti di competitività internazionale;
  7. Incentivare le nuove professioni creative, la tutela del diritto d’autore e la valorizzazione dell’architettura e dell’urbanistica contemporanee;
  8. Svolgere un ruolo attivo nei negoziati in seno all’Unione Europea e al Consiglio d’Europa affinché i rispettivi strumenti normativi e amministrativi arrechino benefici alla produzione e alla distribuzione di opere originali italiane e alla competitività delle aziende;
  9. Proseguire le iniziative per l’adozione del “Piano strategico di sviluppo della fotografia”;
  10. Realizzare progetti di formazione di figure professionali dello spettacolo, in collaborazione con il Ministero dell’università e della ricerca e con il Ministero dell’istruzione e del merito;
  11. Curare il rafforzamento del Piano Nazionale Cinema e Immagini nelle scuole e, in collaborazione con il Ministero dell’istruzione e del merito, potenziare le attività di formazione degli insegnanti, rendendo strutturale l’utilizzo del linguaggio cinematografico nei piani scolastici;
  12. Sviluppare le strategie di promozione del cinema e dell’audiovisivo italiani sui mercati internazionali e potenziare l’attrattività del nostro Paese per gli investimenti internazionali, incentivando altresì lo studio e la conservazione delle fonti cinematografiche conservate all’interno degli archivi storici come quello Luce o della Cineteca Nazionale;
  13. Integrare l’attività di formazione di Cinecittà con l’attività di alta formazione offerta dal Centro Sperimentale di Cinematografia, al fine di valorizzarla e svilupparla ulteriormente;
  14. Promuovere e sostenere l’arte e l’architettura contemporanee, anche attraverso la diffusione della cultura urbanistica e architettonica;
  15. Promuovere e sostenere le industrie culturali e creative;
  16. Promuovere il libro e lo sviluppo dei servizi bibliografici e bibliotecari nazionali;
  17. Assicurare la salvaguardia della proprietà intellettuale e del diritto d’autore;
  18. Promuovere laboratori sperimentali, imprese digitali e start up culturali capaci di generare nuovi linguaggi e modelli produttivi.

 

IL CONTESTO NAZIONALE

Sono di seguito delineati i principali ambiti operativi sui quali, nel corso dell’anno 2026, convergeranno particolari attività strategiche.  

 

PIANO OLIVETTI

Il Ministero, con il supporto del Direttore generale Stefano Lanna nominato ai sensi del decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 201, si impegna a realizzare, nel 2026, gli obiettivi del Piano Olivetti previsti dal medesimo decreto, al fine di promuovere una rinnovata coscienza e sensibilità culturale.

Saranno in particolare assicurate le seguenti azioni:

  • l’incentivazione dello sviluppo della cultura come bene comune accessibile e integrato nella vita delle comunità;
  • la promozione della rigenerazione culturale delle periferie, delle aree interne e delle aree svantaggiate;
  • la promozione della produzione culturale e artistica giovanile;
  • la valorizzazione delle biblioteche, con il loro patrimonio materiale e digitale;
  • la promozione della diffusione e della fruizione delle biblioteche scolastiche e delle librerie per bambini;
  • la promozione della filiera dell’editoria libraria, anche attraverso il sostegno alle librerie caratterizzate da lunga tradizione;
  • la tutela e la valorizzazione del patrimonio e delle attività degli archivi e degli istituti storici e culturali;
  • la promozione e valorizzazione di tutte le attività di spettacolo;
  • la promozione e valorizzazione del cinema e del settore audiovisivo;
  • la promozione e la digitalizzazione del patrimonio librario e dell’alfabetizzazione digitale.

 

Comitati, borghi e Capitale italiana dell’arte contemporanea

Sarà posta particolare attenzione al potenziamento della partecipazione dell’Amministrazione ai comitati costituiti per la celebrazione dei centenari e degli anniversari di figure storiche importanti per la cultura nazionale, per rispondere in maniera sempre più dinamica alle istanze dei territori. Proseguirà l’attività di valorizzazione dell’esperienza e della memoria storica dei borghi d’Italia, mirando ad operare una riconnessione del tessuto socioeconomico di città e paesi, con un’offerta culturale che punti a riprodurre nei borghi i paradigmi dell’attrattività tipica delle aree metropolitane, contrastando concretamente ed efficacemente la tendenza allo spopolamento. Sarà rinnovata anche per il 2026 l’iniziativa “Capitale italiana dell’arte contemporanea” promossa da questo Ministero con l’obiettivo di creare una nuova consapevolezza del valore sociale della cultura per la formazione dell’identità nazionale: un riconoscimento volto a incoraggiare e sostenere la capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della promozione e valorizzazione dell’arte contemporanea, anche attraverso la realizzazione e la riqualificazione di spazi e aree dedicate alla fruizione. Per l’anno 2026 il titolo è stato assegnato al Comune di Gibellina (TP) con il dossier “Portami il Futuro”.  

 

Educazione, ricerca e progetti per l’infanzia

Nell’intendimento di rendere la cultura un bene integrato nella vita dei giovani, verranno intensificati i rapporti di collaborazione con il Ministero dell’istruzione e del merito e con il Ministero dell’università e della ricerca, al fine di individuare strategie condivise volte a sostenere l’accesso alla lettura, nonché la ricerca scientifica, con particolare riguardo alle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale, anche mediante la promozione di progetti mirati che abbiano come primi destinatari i giovani e come costante l’attenzione alle diverse abilità per il conseguimento di una fruibilità diffusa. A tal proposito, oltre che con i predetti ministeri, è prevista la collaborazione con il Consiglio Superiore della Magistratura e il Ministero della giustizia per la realizzazione, nel 2026, della mostra “Arte e Giustizia”, occasione di riflessione attorno alle diverse idee di giustizia declinate in forme artistiche. La mostra prevederà il coinvolgimento della società civile, del mondo scolastico e accademico e di giovani professionisti delle arti visive e performative. Sarà inoltre avviato, nel 2026, un progetto di welfare per l’infanzia presso il Parco archeologico del Colosseo, inizialmente dedicato alle famiglie in visita, con l’obiettivo di offrire un servizio di supporto e sostegno agli adulti e al contempo di consentire ai più piccoli l’esperienza di un approccio naturale e familiare con la cultura.

 

Tutela e valorizzazione del patrimonio culturale

Al fine di tutelare il patrimonio artistico e culturale del Paese, continuerà l’attività di conservazione e di manutenzione ordinaria e straordinaria. Particolare attenzione verrà dedicata allo studio e all’implementazione di sempre più incisive azioni di prevenzione e protezione del patrimonio culturale in caso di calamità, dissesto idrogeologico o altri eventi naturali. In tale contesto, proseguirà l’impegno dell’Amministrazione negli interventi di prevenzione e messa in sicurezza dei beni e dei luoghi della cultura dai rischi collegati ai fenomeni sismici. In materia di tutela paesaggistica si mirerà ad armonizzare le esigenze connesse alla realizzazione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili con quelle legate alla conservazione del paesaggio storico caratteristico del territorio italiano, garantendo la massima attenzione nell’ambito dell’evoluzione normativa riguardante le procedure autorizzative. Proseguiranno, inoltre, le attività volte al completamento della pianificazione paesaggistica nonché all’implementazione della mobilità verde nei siti culturali e a una gestione ecocompatibile dei luoghi della cultura.

La politica culturale del Ministero sarà orientata, inoltre, al potenziamento dei programmi di ricerca archeologica anche nelle aree in cui il concorso di valori culturali e paesaggistici consenta di contemperare benefici sociali ed economici, implementando la conoscenza del patrimonio conservato nel sottosuolo nell'ottica di una valorizzazione inclusiva tramite il coinvolgimento delle comunità e il supporto del terzo settore, tesa allo sviluppo, anche turistico, del territorio. È intenzione del Ministero valorizzare appieno l’enorme potenziale del vasto patrimonio storico, monumentale e paesaggistico sostanziato da migliaia di siti, musei, gallerie, pinacoteche, chiese, parchi archeologici, complessi monumentali, dimore e giardini storici, diffuso capillarmente sul territorio italiano. In questo contesto appare essenziale promuovere uno sviluppo del sistema museale affinché il museo non sia più solo custode di oggetti e memoria storica, ma diventi ambiente di apprendimento per bambini, ragazzi, adulti e comunità. In questa prospettiva il ruolo del museo dovrebbe essere quanto più possibile complementare alle attività di formazione attivate dalla scuola e più in generale di tutte le istituzioni dedite alla formazione permanente. Tale sviluppo contribuisce inoltre a diffondere e consolidare competenze, pensiero critico e partecipazione sociale. Allargare quindi la nozione di inclusività (finora rivolta soprattutto alle persone con disabilità) in modo da favorire l'accesso ai beni culturali per le persone e le comunità che vivono uno svantaggio economico e culturale. Ampliare il ruolo dei musei e dei luoghi della cultura da quello fondamentale di custodia e tutela della memoria storica a centri propulsori di apprendimento e condivisione. Particolare impulso verrà dato al raccordo e alla collaborazione con gli enti territoriali e le comunità, allo scopo di migliorare la fruizione del patrimonio culturale e di minimizzare i rischi del sovraffollamento turistico, anche per il tramite di un sempre più largo e consapevole impiego delle tecnologie digitali.

Proseguiranno le azioni già avviate nel 2025 volte alla più efficace valorizzazione economica dello straordinario potenziale del capitale culturale italiano. Il conseguimento di tale obiettivo sarà favorito dal contributo dell’Istituto centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale, istituito ai sensi del citato DPCM.

Le strategie che saranno adottate seguiranno due direttrici:

  • l’utilizzo dei maggiori incassi per investire in progetti socioculturali;
  • il potenziamento della tutela e della fruizione, in particolare dei siti minori, che hanno meno possibilità di attrarre risorse.

A tal fine, il Ministero continuerà a promuovere accordi di valorizzazione, convenzioni, protocolli d’intesa, partenariati e progetti di Art Bonus su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di rafforzare i rapporti con gli enti locali e con i soggetti pubblici e privati, dando concreta applicazione al principio costituzionale di sussidiarietà orizzontale e promuovendo una valorizzazione integrata dei territori e delle loro comunità.

L’obiettivo che si intende perseguire nel 2026 è quello di promuovere un modello di governance del patrimonio culturale innovativo e integrato, fondato sull’attuazione di un progetto culturale condiviso anche con i privati interessati: in tal senso, si colloca l’intervenuta adozione da parte di questa Amministrazione delle Linee Guida in materia di partenariato speciale pubblico privato per gli istituti e i luoghi della cultura (Circolare n. 10/2025).

 

SPETTACOLO, CINEMA E AUDIOVISIVO, CREATIVITÀ CONTEMPORANEA

Nell’ottica di attuare una politica di rilancio dei settori dello spettacolo, del cinema e dell’audiovisivo, saranno posti in essere interventi volti alla promozione della produzione artistica nazionale. In particolare, al fine di valorizzare il settore del cinema e dell’audiovisivo, l’Amministrazione, nel corso del 2026, consoliderà le azioni intraprese nel segno del processo di riforma del sistema di incentivi fiscali e contributi introdotti dalla legge 14 novembre 2016, n. 220, con l’obiettivo di rendere più efficiente e trasparente il sistema, senza limitare il sostegno pubblico, bensì razionalizzandone i criteri di accesso e rafforzando, al contempo, i controlli e le sanzioni.

Proseguirà, altresì, l’impegno volto a garantire il reperimento di fondi, al fine di assicurare un adeguato sostegno al settore dello spettacolo dal vivo e a quello del settore delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, anche rispetto agli aspetti normativi, economici e del personale.

Saranno, inoltre, individuate apposite misure ed azioni, oltre a quelle di natura fiscale già esistenti, dedicate al settore delle imprese culturali e creative e alle iniziative legate al “Piano strategico per lo sviluppo della fotografia”.

 

IL CONTESTO INTERNAZIONALE

Nell’ambito della politica internazionale, il Ministero riserverà, anche nel 2026, un rilievo strategico alla cooperazione culturale quale strumento di mediazione, di dialogo e di pace nel mondo, ponendo al servizio dei Paesi meno avvantaggiati le capacità di valorizzazione che ne possano incentivare le strategie culturali. In tale ottica, una particolare attenzione sarà posta alla promozione di progetti di cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato. A tal fine è stata istituita l’apposita Unità di missione mediante la quale saranno assicurati:

  • l’esercizio delle funzioni di indirizzo e di coordinamento di progetti e interventi di cooperazione culturale con Stati e Organizzazioni internazionali africani;
  • la promozione del dialogo tra enti e istituzioni culturali italiani e quelli degli Stati africani e del Mediterraneo allargato
  • la promozione della realizzazione di progetti di rigenerazione culturale nelle aree del Mezzogiorno;
  • il coordinamento dei programmi di ricerca e alta formazione promossi dal Ministero della cultura a beneficio di enti africani e mediterranei;
  • la promozione di forme di partenariato pubblico-privato per il sostegno alla valorizzazione del patrimonio culturale africano.

Sempre nell’intento di rafforzare la cultura quale fattore unificante tra i popoli, proseguirà l’impegno del Ministero per la salvaguardia e la protezione del patrimonio culturale dell’Ucraina gravemente minacciato dalla guerra in atto. Il Ministero continuerà, inoltre, a svolgere un ruolo di primo piano nell’UNESCO, impegnandosi affinché il primato dei siti iscritti nella lista del patrimonio UNESCO detenuto dall’Italia costituisca un modello esportabile, offrendo il supporto operativo per le azioni di intervento a salvaguardia del patrimonio culturale materiale e immateriale degli Stati. Anche nel 2026 sarà assicurato l’impegno del Ministero, in collaborazione con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, per la promozione della cultura italiana all’estero come strumento di soft power politico.