Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali

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8/9/2026

ANICA, “POST-PRODUZIONE STRATEGICA, SERVONO INCENTIVI STABILI”
A Venezia 83 il confronto promosso da ANICA e dall'Unione Imprese Tecniche: imprese e addetti in forte crescita, ma servono condizioni stabili per trattenere in Italia valore, competenze e innovazione

«Oggi vogliamo accendere un faro su un segmento della filiera di cui si parla ancora troppo poco, ma strategico per il futuro del settore: le industrie tecniche e, in particolare, la post-produzione. Non è soltanto un passaggio tecnico: è una fase determinante, nella quale si concentrano alcune delle innovazioni più profonde, a partire dall’intelligenza artificiale. Non presidiare questo sviluppo rischia nel medio periodo di far rimanere indietro un’industria che rappresenta un’eccellenza. Abbiamo una grande forza nella nostra “fabbrica fisica”, ma dobbiamo essere competitivi anche nella “fabbrica virtuale”, sulla quale si giocherà una parte importante della competizione internazionale. Avere industrie tecniche capaci di gestire l’intelligenza artificiale in modo protetto, professionale e tutelato rappresenta inoltre una garanzia per tutta la filiera, dagli operatori agli autori. Come ANICA vogliamo portare maggiore attenzione su questa fase e creare le condizioni perché possa continuare a svilupparsi in Italia. Sulla tecnologia e sull’innovazione abbiamo bisogno di investimenti, attenzione e sostegno da parte delle istituzioni», ha detto Alessandro Usai, Presidente ANICA, aprendo all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia l’incontro “Dove finisce il film. Post-produzione, digitale e creatività: l’infrastruttura strategica del cinema italiano”, promosso da ANICA e Unione Imprese Tecniche ANICA.

Il settore delle industrie tecniche del cinema e dell’audiovisivo registra una forte crescita. Secondo i dati ISTAT elaborati dall' Ufficio Studi ANICA, tra il 2016 e il 2024 le imprese sono aumentate dell’87% e gli addetti del 60%. Una dinamica che conferma la vitalità di un comparto ad alta specializzazione, nel quale la crescita della marginalità ha accompagnato e superato quella del fatturato.

I dati sono stati presentati da Piero Costantini, vicepresidente dell’Unione Imprese Tecniche ANICA e CEO di Mnemonica.

«La post-produzione sta diventando una componente sempre più rilevante dei budget e ha quindi bisogno di una regolamentazione dedicata. Non si tratta soltanto di risorse economiche, ma della necessità di costruire un disegno organico che finora è mancato. Oggi abbiamo posto le fondamenta per un nuovo dialogo con le istituzioni e con gli organismi che si occupano dell’internazionalizzazione del comparto, per creare insieme alle imprese le condizioni per rafforzare e rendere più competitivo questo segmento della filiera». Un tema centrale è la mobilità del valore. A differenza di altre infrastrutture tecniche, la post-produzione non beneficia automaticamente dell’arrivo di produzioni internazionali: si può girare in Italia e completare il film all’estero. Il valore generato da competenze, tecnologie e investimenti può quindi migrare, mentre i costi delle imprese restano fortemente radicati sul territorio. Le simulazioni condotte su budget reali di produzioni internazionali di alta gamma mostrano che, quando una quota significativa della post-produzione viene realizzata in Italia, l’incentivo sulla relativa spesa può rendere il modello italiano complessivamente più conveniente rispetto a quello dei principali competitor europei.

«La sfida non è semplicemente portare produzioni in Italia, ma fare in modo che il valore prodotto da quelle produzioni rimanga in Italia. Girare e completare il film nel nostro Paese può essere non soltanto possibile, ma economicamente conveniente. La post-produzione va considerata non come un costo, ma come un asset industriale capace di generare competitività, occupazione qualificata e innovazione» - ha sottolineato Daniele Taddei, Presidente dell’Unione Imprese Tecniche ANICA.

«ANICA e Unione Imprese Tecniche indicano due direttrici di intervento: nell’immediato, il ripristino di una prevedibilità pluriennale della linea dedicata alle imprese tecniche, attraverso un floor strutturale che la sottragga alla variabilità della disponibilità annuale del Fondo Cinema; nel medio periodo, l’avvio di un confronto tra MiC e MEF per la definizione di uno strumento fiscale o comunque di un incentivo specificamente dedicato alla post-produzione. Parole d’ordine “Finishing in Italy”». 

«Abbiamo un comparto che è cresciuto, ha investito e possiede competenze riconosciute a livello internazionale. Ora dobbiamo creare le condizioni perché possa continuare a farlo. Se vogliamo che l’Italia non sia soltanto il set, ma anche il luogo in cui il film prende la sua forma definitiva, dobbiamo considerare la post-produzione per quello che realmente è: un’infrastruttura strategica del nostro cinema», ha concluso Taddei.

 

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