Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali

NEWS

Contatti

L’attualità di ANICA e gli aggiornamenti sui temi principali del settore

COPIA PRIVATA

23/3/2026

 

Nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21 marzo 2026 è stato pubblicato il Decreto 23 febbraio 2026 del Ministero della Cultura recante “Determinazione del compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e di videogrammi” che sostituisce il precedente D.M. 30 giugno 2020.

 

Inoltriamo a seguire un elenco dei principali contenuti del provvedimento:

  • Estensione al cloud

Il decreto introduce, per la prima volta, l’assoggettamento al compenso per copia privata anche delle memorie e degli spazi di archiviazione in cloud. In particolare:

  • il cloud viene assimilato a un “supporto di registrazione”, al pari delle memorie fisiche;
  • è previsto un compenso calcolato in base alla capacità di archiviazione (GB) messa a disposizione degli utenti;
  • è fissato un tetto massimo di 2,40 euro per utente al mese;
  • i fornitori di servizi cloud dovranno effettuare dichiarazioni trimestrali, indicando il numero di utenti attivi e la capacità disponibile.

Questa estensione rappresenta il cambiamento più rilevante del decreto e, come evidenziato nei considerando, si fonda sull’interpretazione della giurisprudenza europea, secondo cui anche la memorizzazione su cloud può costituire una forma di riproduzione privata.

  • Aggiornamento generalizzato dei compensi

Il decreto prevede un aggiornamento delle tariffe applicate ai dispositivi, basato sull’andamento dell’inflazione. Ciò comporta un incremento diffuso dei compensi, con valori aggiornati per tutte le principali categorie di dispositivi, che crescono progressivamente in funzione della capacità di memoria.

  • Inclusione degli apparecchi ricondizionati

Il decreto chiarisce che il compenso si applica anche ai dispositivi ricondizionati, ossia reimmessi sul mercato dopo un primo utilizzo (art. 1 dell’Allegato tecnico, comma 1, lettera g)).

  • Regime di esenzioni e rimborsi

Viene confermato il sistema di esenzioni e rimborsi, esteso anche ai servizi cloud. Resta tuttavia la necessità di presentare documentazione dettagliata (dichiarazioni, fatture, schede tecniche), con un conseguente onere amministrativo significativo per accedere al meccanismo.