Produzioni Associate ed Esecutive

Spettanza del credito d’imposta nel caso di produzioni associate ed esecutive; art. 2, commi 3, 4, 5 e 6, del d.m. (cfr. circolare del 8 ottobre 2009 – punto 7)

 

Con riferimento alle produzioni associate, l’eventuale sostenimento di spese in misura eccedente la quota di effettiva partecipazione non impedisce la fruizione del credito, a condizione che il produttore sia in possesso, prima di procedere all’utilizzo del credito stesso, del “nulla osta” da parte del/i produttore/i che si trova/trovino, evidentemente, nella condizione opposta (sostenimento diretto di spese in misura inferiore alla propria quota di partecipazione) e non abbiano superato il limite annuo, al quale/ai quali il credito viene figurativamente attribuito ai soli fini della verifica dell’eventuale superamento del limite annuo massimo previsto dall’art. 2, comma 1, del d.m.. Si precisa che per il “nulla osta” non è prevista una forma specifica e potrà quindi risultare da qualsiasi scrittura sottoscritta da soggetto in possesso dei necessari poteri, fermo restando che nel medesimo “nulla osta” dovranno essere chiaramente indicati gli elementi utili per quantificare l’ammontare del credito d’imposta di cui è concessa l’utilizzazione.  Il “nulla osta” deve essere allegato all’istanza o, se rilasciato successivamente alla sua presentazione, trasmesso a questa Direzione generale entro e non oltre 180 giorni dalla presentazione dell’istanza stessa.

I produttori associati, pertanto, saranno ammessi alla presentazione delle comunicazioni/istanze per il credito d’imposta soltanto qualora abbiano direttamente sostenuto spese di produzione. Diversamente, ossia qualora un produttore associato si sia limitato a finanziare la produzione i cui costi siano stati sostenuti da altro associato (che assume anche, quindi, la funzione di produttore esecutivo), sarà quest’ultimo l’unico soggetto titolato a fare richiesta del beneficio, fermo restando che l’effettiva fruizione dello stesso non potrà prescindere dall’ottenimento del precitato “nulla osta”. Si ricorda, infatti, che per espressa previsione normativa non assumono rilevanza i meri rimborsi di costi (ossia quei rimborsi tipicamente effettuati dal produttore “finanziario” a quello “esecutivo”).

Con riferimento alle produzioni esecutive, si ritiene di meglio precisare l’ambito di applicazione delle previsioni che impongono il rilascio di “nulla osta” da parte del produttore appaltante. Tenuto conto, difatti, della finalità anti-elusiva della disposizione (volta ad evitare una artificiosa “frammentazione” delle produzioni  filmiche tra più produttori esecutivi, allo scopo di non realizzare direttamente propri progetti con i quali si sarebbe potuto superare il limite previsto dall’art. 2, comma 1, del d.m.), si chiarisce che, pur tenendo conto delle difficoltà operative che la casistica

potrà in concreto evidenziare, non potrà essere considerato “produttore esecutivo” – ai sensi e per gli effetti dell’art. 2, comma 6 – il produttore che non si sia limitato ad eseguire la produzione tecnica dell’opera filmica, ma che invece abbia avuto un ruolo significativo nella sua ideazione e concreta fattibilità. A tal fine, potrà essere utilizzato da questa Amministrazione, tra gli elementi oggettivi di discrimine, anche quello rappresentato dalla titolarità dei diritti sul soggetto e sulla sceneggiatura.     

 

Imprese di produzione esecutiva e industrie tecniche (cfr. circolare del 8 ottobre 2009 – punto 11)

 

Si precisa che, essendo il credito d’imposta concesso in relazione alle “spese” di produzione effettuate nel territorio italiano, le imprese di produzione esecutiva e le industrie tecniche potranno computare – ai fini della quantificazione del credito d’imposta alle stesse spettante – esclusivamente i costi effettivamente e direttamente sostenuti nell’esecuzione degli incarichi ricevuti dai committenti esteri. Ciò significa, esemplificando, che non potranno computarsi importi che rappresentino, invece, dei “ricavi” per dette imprese (“producer fee” per le imprese di produzione esecutiva e corrispettivi dei servizi resi dalle industrie tecniche). Pertanto, ai fini dell’ammissibilità di una specifica componente di costo tra quelle computabili per la concessione del credito d’imposta, è necessario che la stessa componente rappresenti un effettivo e documentato costo per il soggetto che presenta la comunicazione e/o l’istanza per il credito.

Con riferimento al credito d’imposta di cui all’art. 4 del d.m., si precisa inoltre che il requisito dell’”utilizzo prevalente di manodopera italiana o UE” va riferito agli addetti impiegati nelle attività svolte dall’impresa di produzione esecutiva nell’ambito della realizzazione di quanto alla stessa commissionato dal committente estero. Si ritiene che il concetto di “prevalenza” possa essere soddisfatto sia avendo riguardo all’aspetto meramente quantitativo degli addetti (in relazione al numero complessivo di personale impiegato nell’attività delegata alla produzione esecutiva residente) che a quello quantitativo delle relative remunerazioni (rispetto all’ammontare complessivo delle remunerazioni riferibili al personale impiegato nell’attività delegata alla produzione esecutiva residente).

Si precisa, altresì, che la sottoscrizione dell’istanza prevista dall’art. 5, comma 3, da parte dell’impresa estera committente, non deve avvenire con formalità particolari (firma autenticata, etc.) essendo sufficiente la sottoscrizione da parte del legale rappresentante, purché sia consentito all’Amministrazione di verificare la sussistenza della relativa rappresentanza. Ciò può avvenire mediante allegazione, da parte dell’impresa di produzione esecutiva richiedente il credito d’imposta, di idonea documentazione (procure, delibere, certificati, etc.).

 

Allegazione di documenti in caso di comunicazioni/istanze disgiunte relative alla medesima opera filmica (cfr. circolare del 8 ottobre 2009 – punto 15)

 

Tenuto conto che il beneficio fiscale è concesso in relazione all’opera filmica, si chiarisce che qualora più imprese siano interessate al riconoscimento del credito d’imposta in riferimento alla medesima opera, le stesse, ove optassero per la presentazione di comunicazioni o istanze disgiunte, potranno omettere l’allegazione di documenti che siano stati già presentati da un’altra delle imprese interessate, avendo però cura di indicare la data in cui tale ultima impresa ha effettuato la presentazione.

 

Produttore esecutivo con quota di proprietà dei diritti dominicali (cfr. circolare del 19 novembre 2009 – punto 1)

 

La posizione espressa da questa Direzione Generale con la nota dell’8 ottobre u.s. (punto 7) discende dalla qualificazione della norma come anti-elusiva. Partendo da questo assunto e verificando che suddetta finalità non avrebbe ragion d’essere qualora il produttore appaltante non abbia provveduto ad assegnare al produttore esecutivo la realizzazione di un proprio progetto (con la possibile conseguenza di eludere l’applicazione del limite quantitativo previsto dall’art. 2, comma 1, del D.M. 7 maggio 2009) ma si tratti, invece, di realizzare un progetto in relazione al quale il produttore c.d. “esecutivo”  abbia avuto un ruolo significativo nella fase di ideazione e/o fattibilità, è stato chiarito in detta nota che il produttore “esecutivo” non sarebbe stato ritenuto tale per gli effetti previsti dall’art. 2, comma 6, del D.M. 7 maggio 2009, e, pertanto, non avrebbe avuto necessità di ottenere il prescritto “nulla osta” dal produttore appaltante per il concreto utilizzo del credito d’imposta. Ciò premesso, l’estensione della interpretazione anche alla fattispecie in cui il produttore “esecutivo” (colui, cioè, che realizza concretamente la produzione dell’opera cinematografica) sia anche “associato” nella produzione, non può prescindere dalla verifica della sussistenza dei medesimi presupposti che hanno indotto questa Direzione generale ad assumere la posizione più sopra richiamata. Ebbene, si ritiene che alla fattispecie di produzione associata in cui uno dei produttori assuma (anche) il ruolo di produttore “esecutivo”, sostenendo una quota di costi in eccesso rispetto a quella di proprietà del film, possano applicarsi, ricorrendone le condizioni, le precisazioni contenute nella nota dell’8 ottobre u.s. (punto 7, ultima parte) a condizione che, tuttavia, risulti preponderante il ruolo di produttore “esecutivo” rispetto a quello di “associato”. Pur tenendo conto delle difficoltà operative che la casistica in concreto potrà evidenziare, il ruolo di produttore “esecutivo” verrà considerato preponderante, e quindi si applicherà l’estensione della deroga alla necessità della richiesta del nulla osta, qualora la quota di proprietà dell’opera, detenuta originariamente ovvero acquisita al termine della produzione, risulti inferiore al 50%. 

 

Presentazione della comunicazione e della istanza nel caso di produzioni esecutive (cfr. circolare del 19 novembre 2009 – punto 2)

 

La previsione dettata dall’art. 3, comma 4, ultimo periodo, del D.M. 7 maggio 2009 in forza della quale “per le produzioni di cui all’art. 2, comma 5 [c.d. produzioni esecutive, ndr] la dichiarazione sostitutiva e la comunicazione di cui al comma 1 del presente articolo e l’istanza di cui al comma 3 sono presentate dal produttore appaltante” è dettata dalla necessità di imporre a tale soggetto una obbligatoria interlocuzione con il Ministero per i beni e le attività culturali. E’ chiaro, infatti, che indipendentemente dalla fruizione concreta del credito d’imposta (che potrebbe anche non intervenire qualora il produttore appaltante non sostenga direttamente costi di produzione) il ruolo di tale soggetto resta centrale nell’ambito della complessiva procedura di concessione del credito d’imposta. E’ solo il produttore appaltante, infatti, che – in linea di principio e salvo eccezioni -  è a conoscenza delle caratteristiche complessive dell’opera e può, quindi, fornire all’Amministrazione le informazioni necessarie per la qualificazione culturale dell’opera così come è tale soggetto a richiedere il nulla osta alla proiezione in pubblico dell’opera (evento da cui decorre il termine per presentare l’istanza). Ciò premesso, nella modulistica approvata e resa disponibile è stata prevista la possibilità di una autonoma presentazione da parte del produttore esecutivo il quale, pertanto, non si limiterà ad attestare, nell’istanza presentata dal produttore appaltante, il “rispetto della condizione prevista dall’art. 2, comma 7” (ossia il rispetto del limite minimo di “territorializzazione” delle spese in Italia), ma dovrà compilare tutti i quadri pertinenti.

Si ritiene pertanto che:

 

-                     il produttore appaltante debba, in ogni caso, presentare sia la comunicazione che l’istanza, anche qualora non abbia sostenuto direttamente alcun costo di produzione e non abbia quindi diritto, in via autonoma, al credito d’imposta, al fine di fornire all’Amministrazione tutte le informazioni necessarie per l’adozione delle necessarie determinazioni;

 

-                     il produttore esecutivo debba presentare, in ogni caso, sia la comunicazione che l’istanza, avendo cura di compilare i quadri in relazione ai quali possiede le informazioni pertinenti (tra cui, ad esempio, il quadro “F” relativo ai costi di produzione, il quadro “I” relativo alle informazioni sulla produzione del film nonché il quadro “M” relativo al credito d’imposta) potendo invece omettere le informazioni relative al riconoscimento dei requisiti di culturalità dell’opera ove forniti dal produttore appaltante.

 

Alla luce di quanto sopra, qualora produttori esecutivi avessero omesso la presentazione della comunicazione e/o dell’istanza, potranno ovviare entro 30 (trenta) giorni dalla data del presente chiarimento.

Si rammenta, infine, che la mancata presentazione della comunicazione e/o dell’istanza da parte del produttore appaltante, nei modi e nei termini previsti dal decreto, si rifletterà – quale causa di improcedibilità – sulla comunicazione/istanza presentata in via autonoma per il medesimo film dal produttore esecutivo.

Rilevanza dei costi di produzione sostenuti dal produttore esecutivo nell’ambito di mandati senza rappresentanza (cfr. circolare del 29 marzo 2010 – punto 7)

 

I costi di produzione sostenuti dal produttore esecutivo nell’ambito di  rapporti con il produttore appaltante riconducibili allo schema del mandato senza rappresentanza sono eleggibili, al ricorrere di tutte le altre condizioni, indipendentemente dal fatto che i predetti costi siano imputati al conto economico del produttore esecutivo e, quindi, anche qualora la metodologia di rilevazione contabile preveda la rilevazione al conto economico della sola quota di utile realizzata dal produttore esecutivo (c.d. producer fee). Resta fermo, ovviamente, che il produttore esecutivo sarà comunque tenuto a conservare tutta la documentazione idonea a fornire la prova delle spese di produzione sostenute. Quanto sopra, ovviamente, rileva sia con riferimento all’ipotesi in cui il produttore appaltante sia residente sia nelle fattispecie di cui all’art. 4 del dm “tax credit”, ossia per le produzioni esecutive realizzate su commissione di produzioni estere.

 

Tax credit produttori esecutivi di film stranieri: data di “termine delle attività” ex art. 5, comma 3, d.m. 7.5.2009 (cfr. circolare del 19 novembre 2010 – punto 8)

Nel caso di produzioni esecutive di lungometraggi stranieri girati in parte o integralmente in Italia, l’art. 5, comma 3, del decreto 7.5.2009 (“tax credit produttori”) 

 

stabilisce che la presentazione dell’istanza per la concessione del credito d’imposta debba avvenire entro trenta giorni dal termine delle attività dell’impresa di produzione esecutiva. Data la necessità di stabilire un termine oggettivo per la conclusione dell’iter connesso alla precitata concessione del credito, è opportuno chiarire che, con l’espressione “data di termine delle attività”, il legislatore non ha inteso individuare un termine temporale fisso o astrattamente predeterminato, bensì ha voluto concedere la possibilità di indicare il momento in cui l’attività che l’impresa di produzione esecutiva si è obbligata a prestare nei confronti del committente straniero possa dirsi conclusa. Pertanto, tale data è riferibile sia ad un termine contrattuale preciso (qualora tale termine sia espressamente previsto nel contratto con il committente straniero, da allegare all’istanza), sia alla conclusione effettiva dell’attività di produzione, e quindi all’adempimento di tutti gli obblighi ad essa inerenti (nella diversa ipotesi in cui non sia espressamente previsto un termine nel contratto con il committente straniero). Pertanto, si ritiene che, ai fini della concessione del credito d’imposta, l’attività possa intendersi conclusa, alternativamente, a scelta dell’impresa nazionale dichiarante:

 

a)                   a far fede dalla data a partire dalla quale tutte le attività dell’impresa dichiarante sono da considerarsi pienamente concluse, in ragione di quanto indicato esplicitamente nel contratto tra impresa straniera committente e impresa; 

b)                   quando, non essendo percorribile l’alternativa  di cui al punto a), l’impresa dichiarante abbia adempiuto a tutti gli obblighi assunti e relativi alla produzione e realizzazione del film (ossia abbia completato l’attività produttiva) ed abbia altresì adempiuto a tutti gli obblighi diversi da quelli immediatamente attinenti alla realizzazione del film – quali, ad esempio, obblighi di natura finanziaria, contabile o amministrativa – assunti nei confronti dell’impresa committente non residente (ossia abbia completato l’attività amministrativa). La data di termine delle attività, in caso  di completamento dell’attività produttiva e dell’attività amministrativa, prescinde dall’effettiva maturazione, parziale o integrale, del credito spettante;

c)                   quando, pur non essendo percorribile  l’alternativa  di cui al punto a) e non essendo ancora completata l’attività amministrativa (e quindi assolti tutti gli obblighi contrattuali nei confronti dell’impresa di committenza straniera), l’impresa dichiarante abbia comunque terminato l’attività produttiva connessa all’opera filmica e abbia totalmente maturato il proprio credito spettante, anche in ragione di un eventuale raggiungimento del limite massimo, di cui all’art. 4, comma 1, del decreto tax credit produttori 7 maggio 2009.

Resta inteso che, a fini antielusivi, è fatto obbligo alle imprese di produzione esecutiva, che ricadano nelle condizioni di cui sub b) e c), di comprovare oggettivamente la sussistenza di tali condizioni.

 

 

Tax credit produzioni esecutive film stranieri, Costi del personale di produzione (cfr. circolare del 18 gennaio 2011 – punto 4)

 

In relazione al limite disposto dall’art. 1, comma 9, lettera c), del decreto produttori 7.5.2009, concernente i “costi del personale di produzione”, si  tiene a precisare che, in ragione della natura tipica degli accordi tra committente estero e società di produzione esecutiva italiana, tale limite non deve intendersi applicabile al tax credit ex art. 1, comma 335, l. 244/2007 (produzioni esecutive di film stranieri).

 

 

 

 

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