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Commento ai dati 2002
del Presidente ANICA
avv. Gianni Massaro
Roma, 28 gennaio 2003
PRODUZIONE
Il 2002 va considerato un anno positivo per la
produzione italiana: il numero dei film prodotti è lievitato dai 103 del
2001 ai 130 di quest’anno. Un numero decisamente alto, che non si
riscontrava dal 1991 e che comunque si pone nettamente al di sopra della media
degli ultimi 30 anni, che oscilla intorno ai 100 film annui.
All’interno di questa cifra restano sostanzialmente
stabili le coproduzioni, che avevano registrato un vero e proprio balzo nel
2001. Da notare un lieve calo delle coproduzioni maggioritarie, ovvero
con quota italiana più alta delle altre partecipazioni straniere che
passano dalle 22 dello scorso anno a 17, mentre salgono le minoritarie da 13 a
17.
Ma il vero boom è quello degli investimenti di
capitali italiani per la produzione cinematografica. Calcolato in milioni
di euro, l’investimento complessivo dell’industria italiana per il 2002 per
quanto riguarda la produzione cinematografica è di 277,6 milioni di Euro,
con un incremento rispetto al 2001 di più di 67 milioni di Euro che, in percentuale, al netto
dell’inflazione, significa un +28,98%. Se si vuole un confronto in base
alle vecchie lire, si è passati dai 407 miliardi del 2001 ai 538
miliardi di lire del 2002. E’ la prima volta in assoluto che si supera
la soglia dei 500 miliardi di lire investite dall’industria italiana in un
anno. Per ogni film prodotto i capitali italiani investiti hanno ampiamente
superato i 4 miliardi di lire, toccando quota 2,135 milioni di Euro.
Dei
130 film prodotti nel 2002, 34 sono stati finanziati con il Fondo di
Garanzia destinato ai film di Interesse Culturale Nazionale. Lo scorso anno
erano stati 31. Il contributo complessivo erogato a questi film è stato di
circa 58 milioni di Euro, ossia 112 miliardi di vecchie lire, contro i
circa 100 del 2001. Dei 34 film di ICN, 24 sono usciti nelle sale nel corso del
2002, ed altri 4 sono usciti nel mese di gennaio 2003. Tra i titoli più noti
“L’ora di religione” di Marco Bellocchio, “Callas Forever” di Zeffirelli, “Il
cuore altrove” di Pupi Avati, “Il Consiglio d’Egitto” di Emidio Greco, “El
Alamein” di Enzo Monteleone, “La felicità non costa niente” di Mimmo
Calopresti, “Prendimi l’anima” di Roberto Faenza e “Angela” di Roberta Torre.
Inoltre
risultano prodotti nel 2002 ben 18 film di Interesse Culturale Nazionale
finanziati grazie all’articolo 8, che prevede un Fondo speciale per le
opere prime e seconde. Per questi film, il contributo del Ministero è stato di
15,6 milioni di Euro. Nel 2001 gli articoli 8 prodotti erano stati 11, con un
finanziamento di 8,5 milioni di Euro. Quindi si registrano 7 film prodotti in
più grazie a questo speciale meccanismo di finanziamento e un incremento di
concessione alle opere prime e seconde di 7,1 milioni di Euro.
In
pratica il contributo dello Stato al cinema italiano ha coinvolto 52 film
nel 2002, con un apporto complessivo di 73,6 milioni di Euro. Nel 2001 i film
coinvolti erano stati 42, con un contributo di 60,5 milioni di Euro.
L’incremento complessivo in quantità dei film finanziati è stato +10 e in denaro
di 13,1 milioni di Euro. Dunque il contributo finanziario dello Stato ha
inciso, sul totale dei capitali investiti, per il 26,5%.
Va
perciò segnalato il grande contributo che l’imprenditoria di settore ha dato al
cinema italiano, con oltre 200 milioni di Euro di investimento. Un dato che, al
di là degli esiti al botteghino, dimostra una grande vitalità del nostro
cinema, oltre che coraggio nel lanciare nuovi talenti.
IMPORTAZIONE E DISTRIBUZIONE
Sono diminuiti i film importati in Italia nel 2002
(-19),
rispetto all’anno precedente, confermando un trend già emerso lo scorso anno
soprattutto per quanto riguarda quelli di nazionalità statunitense (-12).
Diminuiscono le importazioni di film europei (-6) e di film extra comunitari
non USA(-1). Il totale dunque scende di nuovo sotto i 300 titoli, come
nella metà degli anni Novanta.
Nell’anno solare 2002 sono stati programmati
nelle sale cinematografiche italiane, secondo il campione Cinetel, 216
film italiani, ben 28 in più dell’anno precedente e sono usciti
114 nuovi film italiani e di coproduzione, 8 in più che nel 2001. Nello
stesso periodo i film americani hanno registrato 301 titoli programmati e
171 nuove uscite, in calo rispetto all’anno precedente. In grande crescita i
film francesi e in discesa gli inglesi, con un’altalena che si verifica da
diversi anni.
DISTRIBUZIONE
FILM MERCATO SALA
Il
cinema italiano registra un incremento positivo sia di presenze che di incassi. Si passa dai più di 16
milioni di biglietti venduti nel 2001 per vedere un film italiano o di
coproduzione ai quasi 20 milioni di quest’anno.
In
aumento sensibile anche la quota di mercato Italia relativa agli incassi, che si attesta al 22,2%,
contro il 19,4% dello scorso anno.
Sostanzialmente
stabile la quota americana, che dal 59,7% del 2001, si porta al 60,18%, con un
semplice 0,48% in più.
Tra
gli altri paesi, rilevante la quota mercato della Francia (6,04%).
Se
andiamo a vedere invece il dettaglio dei film italiani usciti in sala, ci
accorgiamo che, a fronte di questo balzo in avanti degli incassi e delle
presenze, è diminuito, anche se leggermente, il numero dei film nazionali, per
così dire “andato a punti”, che ha cioè superato nel 2002 il milione di Euro di
incasso. Nel 2001 erano stati 17, quest’anno sono stati 16. Una maggiore
concentrazione di incassi, dunque in meno titoli. Ad esempio i film americani
che hanno superato la soglia del milione di Euro nel 2002 sono stati ben 72,
ovvero il 23% sull’intera programmazione statunitense, mentre solo il 7% dei
film italiani programmati ha superato il fatidico scalino del milione di Euro.
Questo
comporta anche che sui primi cinque titoli si concentri il 63,4% degli incassi
totali italiani, il 77% sui primi dieci e l’87% sui primi sedici titoli
italiani. Questo significa che i restanti 200 film programmati, tra cui 100
prime uscite, si devono dividere il 13% dell’incasso Italia del 2002, ovvero
poco più di 15 milioni di Euro dei 116,5 milioni riscossi quest’anno complessivamente
dal cinema Italiano secondo il campione Cinetel.
Una concentrazione in pochi titoli che resta,
a nostro avviso, il maggiore segno di debolezza dell’industria cinematografica
italiana.
L’ESERCIZIO
In grande crescita i multiplex, ovvero le strutture cinematografiche con almeno 8 schermi, che sono arrivati, nel 2002, alla considerevole cifra di 51 strutture. Solo quest’anno sono stati inaugurati 15 nuovi complessi con 154 schermi in più.
I multiplex, ormai, catalizzano l’attenzione di più di 25 milioni di spettatori, circa il 30% del pubblico complessivo. Le previsioni dicono che, da qui al 2004, i multiplex assorbiranno circa il 50% del mercato nazionale.
HOME VIDEO
Nell’Home video cresce la disponibilità dei film
italiani: sono 235 i nuovi titoli, ed è apprezzabile che di queste nuove uscite
la metà sia in DVD. E’ infatti importante che in un mercato in grande crescita
come quello del DVD, anche i titoli italiani trovino il loro posizionamento.
Ricordiamo infatti che il formato DVD, per la sua connotazione di alto profilo
e per la ricchezza di contenuti, è un
prodotto originale e non una semplice riproduzione del film. Questo ha portato,
agli esordi, ad una maggiore concorrenzialità sul mercato dei prodotti
d’oltreoceano. Il fatto che anche l’industria italiana si stia attrezzando è
importante. Forse va fatto uno sforzo maggiore dal momento che rispetto al
2001, nell’anno in oggetto si sono stampati soltanto 2 DVD in più di film
italiani. Probabilmente occorre anche una maggiore attenzione istituzionale
a questo supporto, che permette effettivamente di arricchire il film
nazionale e di renderlo interessante culturalmente, attraverso il recupero e la
valorizzazione di materiali d’archivio importanti dal punto di vista storico e
filologico.
Riteniamo necessario un provvedimento che riduca i costi dei nuovi e dei vecchi supporti, equiparando l’IVA dei film in cassetta e in DVD a quella dei libri, cioè al 4%, come da tempo chiede l’industria: sarebbe un provvedimento equo e incentivante all’acquisto di DVD e videocassette originali, piuttosto che di quelle pirata, che purtroppo infestano il mercato non solo dell’home video, ma anche del cinema in sala.
Il cinema resta il primo genere di trasmissione televisiva
per quantità offerta e durata, toccando, nell’anno 2002, una percentuale
superiore al 25%. Questo significa che i palinsesti ricorrono ancora in
misura considerevole ai film. Per questo è assolutamente necessaria la
chiarezza nelle scelte di produzione ed acquisizione delle emittenti,
soprattutto di quella pubblica.
I dati sulla programmazione di cinema italiano in televisione sono preoccupanti non tanto per la parte generale, che vede più o meno rispettate le quote relative alla programmazione, quanto per la programmazione di prima serata, che vede sempre meno pellicole nazionali occupare la fascia più importante della programmazione. Il dato allarmante è dovuto soprattutto al crollo, in tal senso, de La7, ma anche le altre emittenti non sono da meno.
In ogni caso ci sono 68 film italiani in meno programmati nel prime time, rispetto allo scorso anno, e siamo convinti che non basti il provvidenziale e positivo successo delle fiction nazionali a rimpiazzare il difetto. Auspichiamo un nuovo e armonico rapporto tra emittenti e produzione audiovisiva nazionale che, nel reciproco vantaggio, veda aumentare gli investimenti sul cinema e sulla fiction per una sempre maggiore programmazione in prima serata dei prodotti nazionali, anche per la loro capacità di affermare l’identità culturale nazionale.
Purtroppo questo dato negativo coinvolge anche i film europei, che pur aumentando nelle 24 ore, diminuiscono nel prime time.
FICTION ITALIA IN TV
Cresce il monte ore della fiction italiana (film tv
e miniserie) nelle reti nazionali, passando dalle 752 del 2001, alle 764
del 2002 secondo il rilevamento dello Studio Frasi. Le reti RAI hanno trasmesso
nel 2002 407 ore di film tv e miniserie italiane e di coproduzione, superando
di 3 ore il dato dello scorso anno, mentre Mediaset ha messo in palinsesto 357
ore di fiction, contro le 348 dello scorso anno. Un dato positivo, soprattutto
perché corroborato da dati d’ascolto decisamente importanti, che si attestano intorno
ai quattro milioni di spettatori in media, soprattutto per le reti ammiraglie.
Importanti anche i dati delle serie tv, che si
affermano notevolmente nella programmazione, anch’esse con ascolti
ragguardevoli.