Intervista a FRANCESCO RUTELLI: “CINEMA ITALIANO L’ANNO ZERO DELL’INDUSTRIA” di Marco Spagnoli

Il Presidente dell’Anica traccia un quadro completo della situazione. Con uno sguardo all’estate e alle potenzialità della nuova legge Se il 2017 è stato un anno da dimenticare per l’industria cinematografica italiana, i primi segnali che arrivano dal mercato del 2018 lasciano ben sperare. I film prodotti nel nostro paese, come galvanizzati dalle “sette vite” del Gatto in tangenziale di Riccardo Milani che ha sforato quasi i dieci milioni di Euro di incasso, stanno tutti ottenendo dei buoni risultati. Un’inversione di rotta arrivata quasi in extremis che costituisce una sorta di preludio ad un’estate, forse, in grado di rivelarsi davvero differente, grazie ad una possibile, se non addirittura probabile massiccia presenza italiana a Cannes, e in virtù di un impegno non più rinviabile dei distributori nei confronti del prolungamento della stagione posizionando film anche nei mesi più caldi dell’anno. “L’essere stati superati dalla Spagna come numeri è stato un piccolo shock per tutti.” Osserva Francesco Rutelli, Presidente di Anica “È vero che lì i tanti Multiplex sono nati in virtù di una bolla del mercato immobiliare, eppure, alla fine, molte strutture sono rimaste e hanno fatto sì che il pubblico si abituasse ad andare al cinema anche nei mesi più caldi dell’anno. Gli incassi di quel periodo hanno consentito al Box Office spagnolo di superare quello italiano che, invece, resta ancorato ad una programmazione molto forte fino ad aprile e a partire da settembre, con in mezzo il ‘buco’ dei mesi estivi, quando non escono film in grado di ‘chiamare’ il pubblico. Se è successo in Spagna, può accadere anche in Italia, perché non è che in estate in quella nazione faccia meno caldo che da noi.” Come guarda a quest’anno in corso? Il 2018 è un anno in cui potranno avvenire molti cambiamenti in virtù di quello che accadrà oltre oceano. L’annunciata messa in cantiere di circa ottanta film da parte di Netflix potrebbe rappresentare uno tsunami per quello che riguarda il business così come l’abbiamo sempre conosciuto, perché potrebbero esserci dei significativi cambiamenti sulla programmazione e sulle finestre. In un contesto di questo tipo l’Italia, che ha sofferto, come previsto da alcuni, un’annata abbastanza difficile, oggi, affronta con spirito diverso il futuro in virtù di una legge di sistema positiva, finalmente funzionante. I 400 milioni di Euro previsti non sono tanti soldi rispetto ad altri paesi come la Francia, eppure costituiscono un importante fattore di stabilità, perché danno una certezza, arrivando anche a tutelare i film cosiddetti “difficili” che sono, però, palestra dell’invenzione e della creatività, nonché di una sana lettura critica della nostra società.” Quali film dovremmo potere vedere nei prossimi mesi? La dicotomia tra film d’autore e titolo premiato dal Box Office non può che andare a ridursi. Alcuni esempi di importanti film recenti ce lo stanno a testimoniare. Bisogna fare dei prodotti in Italia che vadano incontro alle aspettative del pubblico, arrivando a sorprenderlo, ottenendo successo al botteghino e una buona share dell’audience televisiva. Speriamo di vedere film ‘trend setter’ ovvero in grado di raccontare ed interpretare una società che cambia, in grado di aprire gli occhi agli italiani. L’offerta va migliorata per ottenere l’interesse e la curiosità del pubblico. In questo senso qual è il ruolo della sala cinematografica, oggi? La sala rimarrà sempre. Non morirà mai, perché in futuro o i numeri di questa fruizione rimarranno gli stessi, oppure si andranno leggermente a limare. Dobbiamo, però, migliorare i nostri cinema: in termini di accoglienza; nella localizzazione più vicina ai centri urbani che, spesso, hanno subito una forte desertificazione; le sale del Sud, in particolare, vanno ristrutturate e aggiornate; valorizzare la diversificazione dell’offerta e della multiprogrammazione. I cinema possono essere luoghi dove vedere grandi documentari, anticipazioni di serie televisive, opere liriche, concerti dal vivo, partite di calcio. Bisogna, poi, ricordare che tutti gli eventi sportivi dal vivo; tutti gli spettacoli teatrali; tutta l’opera lirica e le attività circensi in termini di biglietti staccati fanno quanto il cinema fa da solo nelle sale cinematografiche. E questo segmento è solo una piccola parte della fruizione dei lungometraggi, fortissima nella tv generalista, pay e nelle nuove piattaforme. È una parte cruciale della grande industria audiovisiva. Come valuta il ritorno di Cinecittà al settore pubblico? Pensa che costituisca un’ulteriore spinta in direzione del fare sistema? Roma resta capitale dell’audiovisivo anche per Cinecittà. Dopo l’esperienza dei privati, c’è una sfida importante per questa nuova realtà guidata da Roberto Cicutto in una città dove c’è la Rai e dove operano centinaia di imprese legate all’audiovisivo. Il gioco di squadra è possibile e sicuramente ci permetterà ancora di più di ‘fare sistema’. Dobbiamo lavorare insieme per fare ancora di più, soprattutto per fare emergere meglio le grandi professionalità che caratterizzano il nostro audiovisivo. Non solo in Italia, ma anche all’estero; citerò solo una donna poco nota: Alessandra Querzola, la set decorator candidata all’Oscar per Blade Runner 2049. È straordinario come il cinema italiano ti consenta di scoprire sempre dei nuovi artisti e grandi talenti capaci di ottenere riconoscimenti straordinari anche all’estero. È signifcativo a livello globale notare anche come gli americani siano in grado di riuscire a fare lavorare per loro dei talenti, scoperti, come nel caso della Querzola, nel nostro paese. Del resto l’Italia, anche l’anno scorso, si è distinta grazie all’Oscar vinto per make up e acconciature di Suicide Squad con Giorgio Gregorini e Alessandro Bertolazzi. Questi artisti-artigiani-tecnologi sono l’orgoglio del nostro cinema. Alla conferenza stampa di fne anno avete annunciato una campagna legata alla promozione del cinema in estate che sarà presto illustrata… Dopo il Festival di Berlino, insieme al Ministro Franceschini, annunceremo una serie di momenti promozionali concordati con produttori, distributori ed esercenti per favorire la stagione estiva che è un problema enorme. La promozione da aprile ad ottobre che stiamo immaginando serve a dare continuità e signifcato alla riforma per il cinema tutto l’anno, all’insegna di una grande collaborazione tra le diverse componenti dell’industria italiana. In ogni sua apparizione pubblica lei stigmatizza il dato della pirateria. Un problema insuperabile? La pirateria è una questione molto grave che tocca tutti quanti noi e che apporta grande instabilità al nostro mercato, andando a danneggiare gli operatori e a creare una grande incertezza. La criminalità informatica ha un ruolo molto importante nel fare sì che una parte del pubblico anziché andare al cinema se ne resti a casa a guardare i flm scaricati illegalmente da Internet. È una situazione molto complessa e la nostra sarà una battaglia lunga che, alla fne, dovremo vincere.

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