La Regione Lazio pronta a raccogliere la proposta di Anica e a inserire una legge a favore dei nuovi cinema nella normativa regionale sulla rigenerazione urbana

articolo Latour Sole

La Regione Lazio pronta a raccogliere la proposta di Anica e a inserire una legge a favore dei nuovi cinema nella normativa regionale sulla rigenerazione urbana: ne dà notizia l’articolo di Giuseppe Latour sul Sole24Ore di oggi che costituisce un seguito ideale del convegno dello scorso 6 aprile.

Rutelli (Anica): ridefinire gli spazi dando vita a nuovi centri polifunzionali per rinnovare l’esperienza delle sale cinematografiche

Si apre nel Lazio il primo laboratorio per le operazioni di riqualificazione e recupero di sale cinematografiche, a valle della legge Franceschini per l’audiovisivo (legge n. 220/2016): bonus del 20% per la demolizione con ricostruzione e possibilità di cambiare la destinazione d’uso degli immobili. Sono le due misure che saranno inserite, conun emendamento di giunta, nella legge sulla rigenerazione urbana della Regione Lazio, secondo quanto annuncia l’assessore alle Politiche del territorio, Michele Civita. Il testo, in discussione in questi giorni in commissione, è atteso per il mese di maggio in Consiglio regionale per il via libera definitivo. L’intervento della giunta Zingaretti arriva proprio mentre Anica, l’associazione confindustriale delle industrie cinematografiche, sta massimizzando i suoi sforzi per ottimizzare l’attuazione concreta delle nuove regole previste dal Governo. È stato questo l’obiettivo di una giornata di studio dedicata al futuro urbano dei cinema che, pochi giorni fa a Roma, ha messo intorno allo stesso tavolo tutti gli attori del settore. «Non può esistere il cinema senza i cinema», sintetizza il presidente di Anica, Francesco Rutelli. Aggiungendo: «Il cinema non può prescindere dalla sala. In quest’ottica la legge Franceschini può aiutare a ridefinire gli spazi dentro e fuori la sala, rinnovando l’andare al cinema come un’esperienza personale e sociale coinvolgente». Quindi, la sfida delle nuove modalità di fruizione dei film va affrontata aumentando le funzioni dei cinema e migliorando l’offerta. Un’impostazione che piace anche al vicesindaco di Roma, Luca Bergamo: «Sono convinto che si debba fare, insieme alle imprese, un lavoro sulle sale cinematografiche come presidio culturale della città. In questo senso, l’amministrazione è pronta a lavorare anche, dove necessario, con modifiche del contesto normativo». Torniamo al Lazio. «L’emendamento spiega Civita nasce per integrare le previsioni della legge Franceschini». Quella norma all’articolo 28 prevede infatti un sostegno di no milioni fino al 2021 per l’apertura di nuove sale, la ristrutturazione di sale esistenti e la riapertura di sale chiuse. Le Regioni, per puntellare la norma nazionale,possono introdurre strumenti specifici nelle loro iniziative per la riqualificazione urbana. Il Lazio è la prima Regione a muoversi in questa direzione,tramite la sua legge sulla rigenerazione urbana. Ancora Civita: «All’articolo 5 inseriremo la possibilità di utilizzare le prerogative della legge sulla rigenerazione anche per le sale cinematografiche e per i centri culturali polifunzionali. Vuol dire che, per gli interventi sugli edifici esistenti cori demolizione e ricostruzione o con ristrutturazione, ci sarà la possibilità di avere un incremento di cubatura del 20%. Inoltre, sarà possibile cambiare la destinazione d’uso». Una sola eccezione: saranno esclusi i centri storici.

 

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