Tesi di laurea
al Premio Sacchi

di Ernesto Baldo
Centotrentotto tesi di laurea d’argomento cinematografico, tra italiane e francesi, hanno concorso nel 2001 al Premio Internazionale Filippo Sacchi che da ventinove anni è promosso dal Sindacato Giornalisti Cinematografici per ricordare uno dei primi “maestri” della critica. Alla cerimonia della premiazione dello scorso 25 gennaio era presente anche Giovanna Mezzogiorno, la giovane attrice del film L’ultimo bacio di Gabriele Muccino, che poche ore prima aveva vinto il “premio del pubblico” del Sundance Festival di Park City e che pochi sapevano fosse la nipote di Filippo Sacchi.

La giuria del “Sacchi 2001” della quale fanno parte da anni il prof. Guido Cincotti, lo storico del cinema Mario Verdone, il direttore del “Torino Film Festival” Stefano Della Casa e i saggisti Oreste De Fornari e Stefano Masi, ha premiato Viviana Lapertosa dell’Università di Bologna per la tesi “Dalla fame all’abbondanza: gli italiani e il cibo nel cinema italiano dal dopoguerra ad oggi”; Gwénaelle Le Gras, dell’Università di Caen per la tesi “Le couple au sein de l’age d’or de la comédie américaine”; Armando Casaroli dell’Università di Torino per la tesi “I movimenti per la liberazione della macchina da presa”; Stéphane Le Roux dell’Università di Rennes II per la tesi “Il mito di Charlot agli occhi degli artisti della avanguardie storiche europee”; e Emiliano Darchini dell’Università di Torino per la tesi “La F.E.R.T.: 1945–1956 – I teatri di posa”.

La tesi vincitrice, premiata con tre milioni di lire, della bolognese Viviana Lapertosa, parte dal cinema per analizzare l’evoluzione delle abitudini e dei vizi alimentari degli italiani negli ultimi cinquant’anni. Non trascurando i film comici di Alberto Sordi e di Totò vengono ricordate anche le diverse maniere di rappresentazione del cibo proposte da Luchino Visconti nelle cene de Il Gattopardo e di Federico Fellini nella saga dello gnocco de La voce della luna.
“Da un po’ di anni – osserva il prof. Mario Verdone – i concorrenti del “Sacchi” cercano per le loro tesi argomenti fuori dal comune, sfruttando soprattutto le realtà locali, e queste scelte vanno a scapito delle tesi sulla vera storia del cinema che un tempo dominavano in questo concorso. Personalmente tra le tesi del 2001 mi è piaciuta quella sui teatri di posa della “F.E.R.T. di Torino perché affronta in maniera scrupolosa un momento della storia del vecchio cinema italiano poco conosciuto”.

“Sono felice che la mia tesi possa aver incuriosito il professor Verdone – dice Emiliano Darchini – devo confessare, però, che io sono anche un ricercatore dell’associazione della F.E.R.T. e per questa mia attività ho scoperto che non esisteva una documentazione storica sulle origini di questi teatri di posa torinesi, che tra il 1919 e il 1956 hanno contribuito a fare di Torino la capitale del cinema italiano. E allora per la mia tesi ho fatto ulteriori ricerche per scoprire le origini di quesi teatri di posa. Basti pensare che tuttora non si conosce una spiegazione autentica e da tutti condivisa della sigla F.E.R.T.”.

“Negli ultimi anni – aggiunge l’autore di questa tesi di laurea – i teatri dei vecchi stabilimenti della F.E.R.T. sono stati completamente distrutti, tranne una palazzina di due piani, attorno alla quale sono sorti nuovi teatri di posa ritenuti i più grandi “virtual studios” d’Europa. Un’operazione industriale attuata con il patrocinio dell’associazione F.E.R.T. e di un consorzio di produttori che ha contribuito a risvegliare a Torino e in Piemonte l’interesse per il cinema non soltanto dal punto di vista industriale, ma anche accademico”.

Non per niente quest’anno al Premio Sacchi le tesi d’argomento cinematografico giunte da Torino hanno superato di numero quelle provenienti da Bologna che finora sembrava la città dove la tematica cinematografica fosse la più diffusa tra i giovani.

Quest’anno per la prima volta CineCinemas, canale telematico della piattaforma Multithématiques, ha autonomamente assegnato riconoscimenti alle tesi che hanno affrontato specificatamente il digitale e la comunicazione via satellite cioè a Valentina Culatti “Il cinema nella televisione satellitare. Analisi della programmazione nei canali tematici italiani (1997-2000)”; a Michela Greco “L’introduzione della tecnologia digitale nel cinema italiano” e a Christian Uva “Dalla serialità alle immagini digitali. Analisi di un percorso tra cinema e Tv”.

Per quanto riguarda le tesi di dottorato la giuria del Premio Sacchi ha segnalato per il 2001 quella di Leonardo De Franceschi dell’Università di Roma Tre (“Hudud, i confini dell’immaginario. Lo spazio domestico e urbano nel cinema del Maghreb”).




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