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Delegazione di parlamentari francesi ricevuta
dagli imprenditori italiani
Una politica europea
per il cinema
Come
creare una vera politica europea per il cinema? Con questo intento lAssemblea
Nazionale francese ha programmato una missione di parlamentari di tutti
i partiti, invitandola a prendere contatto con una rappresentanza dellindustria
cinematografica italiana. La delegazione, capeggiata dal deputato socialista
Marcel Rogemont, era composta da Pierre-Christophe Baguet, Patrick Cloche,
Michel Francaix, Michel Herbillon, Didier Mathus e André Schneider.
La riunione è stata organizzata dal presidente dei produttori,
avv. Gianni Massaro, a cui i parlamentari si erano rivolti per la sua
esperienza internazionale nel settore. Erano presenti il Presidente dellANICA
Fulvio Lucisano, i produttori Franco Committeri, Alessandro Fracassi,
Luciano Sovena, il presidente dellUNEFA Roberto Di Girolamo e Paolo
Ferrari per lUnidim. Lincontro, svoltosi al cospetto dellAddetto
Culturale dellAmbasciata di Francia in Italia, Patrick Talbot, è
stato loccasione per uno scambio proficuo di notizie e di opinioni,
coronato dallauspicio che, in un prossimo futuro, si incontrino
i parlamentari delle due nazioni europee per definire un quadro di armonizzazione
delle legislazioni sul cinema. Il capo delegazione francese, il socialista
Marcel Rogemont ha insistito sulla volontà del parlamento francese
di favorire lunione di intenti del cinema europeo, pur nel rispetto
delle diversità nazionali. Il presidente dellANICA Fulvio
Lucisano ha sottolineato limportanza di trovare una politica comune
europea del cinema nei confronti delle emittenti televisive. Lavv.
Massaro, ringraziando gli intervenuti, ha ricordato le battaglie nel Parlamento
Europeo a difesa del cinema continentale e si è compiaciuto della
insistenza della delegazione francese sulla diversità culturale
e cioè sulla necessità di vedere lattività
del settore in unottica sempre più sovranazionale, come somma
di identità culturali.
Intervista
di Gianni Massaro a Il Sole 24 ore
Le prospettive
del credito al settore
Con il titolo Una banca per laudiovisivo Il
Sole 24 ore ha pubblicato il 5 giugno scorso unintervista
al presidente dellUnione Produttori Avv. Gianni Massaro del giornalista,
esperto di problemi economici dellaudiovisivo, Marco Mele. Ne riportiamo
il testo:
Andrebbe creata una Banca dellaudiovisivo nella quale far
convergere i capitali che lo Stato mette a disposizione del settore e
ogni altra risorsa derivata da interventi nel campo della fiscalità.
Banca che si specializzi tecnicamente sullindustria dei contenuti,
spostando laccento dalle garanzie patrimoniali a quelle specifiche,
sempre più immateriali. Tale banca può diventare linterfaccia
italiana, non esclusiva, della Bei, la Banca europea degli investimenti,
attingendo anche ai suoi fondi. Gianni Massaro, presidente dellUnione
Produttori Cinematografici e del fondo istituzionale Eurimages del Consiglio
dEuropa, ha il progetto in mente da tempo.
Con laumento delle disponibilità - spiega - e un esercizio
più snello del credito, dovranno allo stesso tempo crearsi automatismi
correttivi della tendenza alla discrezionalità nella gestione del
credito e alle sue degenerazioni.
Tale banca potrebbe diventare un punto di riferimento del nuovo sistema
di finanziamento del cinema e della televisione proposto recentemente
da Anica e Fida, che riuniscono le principali associazioni di settore.
Nella fase iniziale si chiede, tra laltro: listituzione di
Fondi dinvestimento specializzati per laudiovisivo, con deducibilità
dallimponibile fiscale; la creazione di un fondo statale destinato
ai progetti per film e documentari e incentivi agli investimenti nellinnovazione
tecnologica. Quel documento è importante ma è una
parte del tutto - commenta Massaro: va ridisegnata la mappa della diffusione
dellopera intellettuale. Il problema di fondo è il rapporto
tra opera e tecnologia ai fini della sua diffusione protetta, perché
si allarghi il mercato senza usurparlo con la pirateria. Il settore della
creazione intellettuale è quello che determina più perplessità
sullapplicazione della globalizzazione. La caratteristica delle
richieste di Anica e Fida? Quella di attrarre risorse dal mercato rifiutando
lassistenzialismo e le sue degenerazioni clientelari, ricorrendo
sia ai fondi abituali che a forme come il tax shelter, dove si collega
il finanziamento alla detassazione. Defiscalizzare è un modo per
finanziare. Il tutto per andare verso un mercato affidato alla libera
concorrenza. Il contesto è cambiato. Vanno cambiate le regole.
Lallargamento dellUe comporterà una maggior competitività
nella ripartizione dei fondi comunitari? Si determineranno enormi
problemi, anche perché le nostre strutture e le nostre leggi sono
vecchie. Un esempio? La legge Corona del 65 è
diventata labito di Arlecchino del cinema italiano, fino a toccare
il limite dellincrompensibilità. La nuova legge non ha effettuato
che una novellazione della Corona, istituendo il Fondo di
Garanzia, con il quale lo Stato - sottolinea Massaro - diventa partner
dei film dinteresse culturale nazionale, prendendosi il rischio
fino a circa il 70% del loro costo. Grazie allintervento dellallora
sottosegretario alla Presidenza, Gianni Letta, il restante 30% a carico
del produttore ha avuto priorità sulle somme recuperate dal film.
In questo quadro sinserisce lallora Ministro Walter Veltroni,
che ha avuto il merito di parlare cinema a livello governativo.
Il sistema è stato modificato: nuove sale sono state aperte, la
produzione ne ha ricevuto un impulso; ma pochi film italiani hanno avuto
successo di mercato.
Il Fondo di Garanzia si è rivelato negativo per la qualità
media e la competitività dei nostri film, pur dando la possibilità
di produrre. In più, come conseguenza perversa, si è creato
un mercato parallelo: il beneficio accordato a un progetto è diventato
oggetto di compravendita. È stato importante, però, aver
ottenuto che il contributo sugli incassi fosse portato al 25% ma fissando
un tetto massimo. Il dato più negativo della scorsa legislatura
è stato quando, con la finalità lodevole di sottrarre il
settore al meccanismo delle ingerenze interessate, si è azzerata
la Commissione Centrale per la Cinematografia, dove erano presenti tutti
gli operatori, a favore di una commissione di teorici del Cinema.
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Il Deputato francese Marcel Rogemont e
lavv. Gianni Massaro (al centro) con la delegazione
dei parlamentari dOltralpe e gli imprenditori
cinematografici italiani
LOn. Giuliano
Urbani Ministro
per i Beni e le Attività Culturali
Carmelo Rocca Segretario
generale
Franco Committeri
Presidente dellUnione Produttori
Delmoly presenta a Roma
il piano MEDIA PLUS
Giornate Professionali di Sorrento
Il saluto del Presidente dellAnica
I film che vedremo
da settembre a dicembre
Deputati francesi incontrano
gli imprenditori italiani
Intervista di Gianni Massaro
a Il Sole 24 Ore
Convegno dei critici
Cinema italiano - Pubblico italiano
I Nastri dArgento
al Festival di Taormina
Mercato
I primi sei mesi sotto la lente
I Globi dOro
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Osservatorio sulla fiction italiana
Nuovi film
Industrie Tecniche
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