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Dibattito del Sindacato critici su Cinema e Pubblico italiani
Dallo scorso anno
qualcosa è cambiato
di Ernesto Baldo
In questa
stagione cè stata una ripresa del cinema italiano, ma quando
a parlarne sono gli operatori del settore, traspare sempre il timore che
questo momento positivo possa scomparire da un giorno allaltro,
benché gli incassi e gli spettatori del nostro cinema siano cresciuti
dal 15% della stagione 1999-2000 al 23% dellattuale. E questa sensazione
è emersa anche dal convegno Cinema italiano e Pubblico italiano,
promosso dal Sindacato Critici Cinematografici per analizzare lattuale
rapporto tra i film di produzione nazionale e gli spettatori italiani
che vanno a vederli.
Negli ultimi quindici anni il cinema italiano è sempre risultato
carente di identità, di visibilità e di competitività,
ma a cominciare dallo scorso anno qualcosa è cambiato. Una mezza
dozzina di opere di qualità hanno raccolto al botteghino molto
di più di altri film commerciali costruiti con lunico obiettivo
di fare soldi al botteghino. Questo fenomeno è da considerare
come un episodio congiunturale o invece è indice di una nuova situazione
strutturale?. Con queste parole Bruno Torri, presidente del SNCC,
ha aperto il convegno romano. Non trascurando di sottolineare che invece
di lasciarsi andare al trionfalismo, anche se questi segnali ci sono stati,
è più auspicabile un atteggiamento di cauto realismo. Anche
perché il successo di questi film non comporta automaticamente
la soluzione di tutti i problemi del cinema italiano, basta pensare alle
altre opere nazionali di buona qualità, che invece non hanno avuto
la possibilità di circolare sullintero territorio nazionale.
Daltra parte anche capolavori del neorealismo sono rimasti famosi
per linsuccesso riportato al botteghino.
Per Giuliano Montaldo, presidente di Rai Cinema non è
un caso il successo de Lultimo bacio di Gabriele Muccino, perché
già leggendo la sceneggiatura si poteva prevedere che ne sarebbe
uscita unopera valida e il discorso sulle sceneggiature scritte
bene vale anche per altri titoli che si sono messi in evidenza in questa
stagione.
Mi dispiace invece - aggiunge Montaldo - che altri film italiani
abbiano avuto percorsi difficili come Domani di Francesca Archibugi, che
ho visto applauditissimo a Cannes, e Domenica di Wilma Labate. Ma come
è possibile fare uscire contemporaneamente due opere con titoli
quasi simili? Non è certamente una strategia commerciale intelligente.
E importante fare buoni film, ma occorre anche saperli promuovere.
Personalmente per la struttura narrativa sono ottimista per i film di
Piccioni, di Bellocchio, di Risi, di Soldini che sono in produzione per
la prossima stagione. Il pubblico italiano è tornato
a vedere i film di produzione nazionale - dice la regista Wilma Labate
- ma in questo momento bisognerebbe fare vivere maggiormente i giovani
con il mondo del cinema, perché ci sono troppi diciottenni, che
frequentano la seconda liceo con la media dellotto, che non sanno
cosa sia Ladri di biciclette e neppure La ragazza di Bube, così
come bisognerebbe che i produttori fossero più coraggiosi e che
aggiornassero il loro rapporto con gli esercenti.
Non cè dubbio che le rassegne del cinema italiano -
dice Luciana Castellina, responsabile di Italia Cinema - che abbiamo fatto
girare nel mondo negli ultimi mesi, hanno ottenuto un grande successo
di pubblico: non mi era finora capitato di sentir dire da un esercente
di Los Angeles non ho mai incassato tanto con proiezioni di film
italiani. Lo stesso successo lo abbiamo ottenuto con la rassegna proposta
a Tokyo e adesso dopo la Palma dOro vinta da Moretti anche i francesi
vogliono ospitare a Parigi il nuovo cinema italiano.
Non so cosa potrà accadere nella prossima stagione - sostiene
Angelo Barbagallo, coproduttore dei film di Moretti - ma che negli ultimi
mesi sia tornata la fiducia del pubblico italiano per il prodotto nazionale
non va considerata come una sorpresa. Il successo de Le fate ignoranti
e de Lultimo bacio era stato preparato da entrambi i registi-autori
con le loro opere precedenti. Non posso dimenticare che un anno, in estate,
quando con Moretti al Nuovo Sacher di Roma, per la rassegna Viva
lItalia, abbiamo presentato Come te nessuno mai di Muccino,
che al cinema era andato benino, siamo stati costretti a chiamare i carabinieri
per fermare la massa di gente che si era radunata. E lo stesso discorso
vale per Il bagno turco di Ozpetek. Il pubblico sapeva questanno
di potersi fidare di Muccino e di Ozpetek. E sono certo che dopo I cento
passi anche il nuovo film di Marco Tullio Giordana andrà bene.
Oggi cè di nuovo la fedeltà del pubblico per gli autori
che dimostrano di non tirargli delle...sole!.
Per Angelo Guglielmi, presidente dellIstituto Luce, quello del cinema
italiano è un momento felice duraturo. Oggi -
sottolinea - per un complesso di ragioni il pubblico non snobba più
i film italiani, e tra queste ragioni cè la televisione,
che rispetto al passato trasmette meno cinema per cui ha liberato e restituito
alla sala cinematografica i telespettatori più esigenti. Per questo
motivo è dunque ricresciuto il pubblico e qualcuno dice anche che
non è cambiato il prodotto. Non è vero, è cambiato
anche il prodotto. I film che hanno dimostrato negli ultimi mesi di saper
cogliere linteresse degli spettatori sono opere di qualità.
Qui non si tratta di Benigni o di Moretti, ma di una nuova generazione
di registi-autori, sto pensando a Silvio Soldini, Marco Tullio Giordana,
Gabriele Muccino, ossia cineasti che per la prima volta sono riusciti
a raggiungere incassi da film americani di successo con opere che fanno
capo ad una stessa ispirazione. Il cinema italiano è stato grande
quando dominava il neorealismo, adesso tanto Pane e tulipani che I cento
passi, Lultimo bacio, Le fate ignoranti, La stanza del figlio traggono
tutti ispirazione dalletica dellintimo che finora non era
quasi mai stata sfruttata dal nostro cinema.
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Il presidente del Sindacato Critici Bruno Torri
e il vice-presidente Franco Montini
LOn. Giuliano
Urbani Ministro
per i Beni e le Attività Culturali
Carmelo Rocca Segretario
generale
Franco Committeri
Presidente dellUnione Produttori
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