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Alla scoperta dei nuovi
Studi di Papigno
di Paolo Di Reda
"I
have a dream: così si può sintetizzare il pensiero
di Mario Cotone, organizzatore generale di film importanti come Lultimo
imperatore di Bernardo Bertolucci, Marco Polo di Giuliano Montaldo Cera
una volta in America di Sergio Leone fino a Canone inverso di Ricky Tognazzi
e Malèna di Giuseppe Tornatore e produttore esecutivo del pluripremiato
La vita è bella di Roberto Benigni. Il sogno di Mario Cotone si
sta realizzando proprio con quella che era una semplice location del film
di Benigni. Tutti probabilmente ricorderanno il lager de La vita è
bella, con larrivo del treno carico di deportati. Ebbene quel luogo
sta diventando sede di teatri di posa, grazie ad un accordo con il Comune
di Terni e la Regione Umbria fatto dalla Exon Cinema di Mario Cotone.
Gli studi di Papigno, una frazione di Terni arroccata su un colle nei
pressi della Cascata delle Marmore, sono ormai una realtà, tanto
che la Melampo, società di produzione di Roberto Benigni, ha iniziato
lo scorso 25 giugno a girarci latteso Pinocchio, un film di grande
impatto produttivo.
È la nostra prova generale confessa Cotone- ma ci riteniamo
più che pronti. La nostra forza sta nel dare alle produzioni che
si rivolgono a noi un servizio completo, chiavi in mano. Sartoria, attrezzeria,
officina meccanica, falegnameria, scenografia e stucchi, gruppi, sono
alcuni dei nostri atout, che si vanno ad aggiungere alla grande capacità
dei nostri teatri di posa.
Unarea di tre ettari con tre teatri perfettamente funzionanti ciascuno
con uno spazio di duemilaquattrocento metri quadri, per unaltezza
di 30 metri.
Abbiamo messo sottoterra 12 km di cavi, con una tensione di 1.500
kw, favoriti anche dai sotterranei già presenti nellex-stabilimento
chimico.
Sotterranei che hanno anche permesso di costruire una vera e propria piscina
di 30 metri per 30 con oblò laterali per le riprese, che sarà
il luogo dove si girerà lepisodio della balena.
Il mio sogno insiste Cotone- è di creare un luogo dove
non soltanto si producano film, ma si faccia un cinema sano, anche quando
si girano cose televisive. Vorrei anche che Papigno fosse un posto dove
si impari a fare il cinema: stiamo pensando, attraverso corsi di formazione
regionali, di dare ai giovani la voglia di imparare i mestieri del cinema,
quella capacità artigianale che ha fatto grande le maestranze italiane,
ma che si sta sempre più perdendo.
La ristrutturazione del vecchio stabilimento chimico di Papigno è
finanziata dal comune di Terni e prevede, a conclusione dei lavori, sei
teatri di posa, i laboratori di scenografia, falegnameria, attrezzistica,
sartoria, due mense da 200 posti per gli attori e le comparse, un ristorante
per i vip, uffici, camerini. Il tutto allinsegna della qualità
a costi competitivi.
I martedì di Cinecittà
tra
pellicola e digitale
Nel
1997 PANAVISION e SONY åannunciarono la loro collaborazione nello
sviluppo del sistema digitale HDTV 24p (24 fotogrammi al secondo a scansione
progressiva) per consentire ai filmakers di ricreare su grande schermo
la qualità delle immagini filmate.
È una collaborazione che parte da lontano: allinizio degli
anni 80 compare la PANACAM, il tentativo di dare ad una camera professionale
video analogica una dignità superiore con laiuto di
un sistema ottico e di accessori che la ponessero a livello delle PANAFLEX
cinematografiche.
Nei primi anni 90 il lancio da parte di SONY della tecnologia HDVS
(con raddoppio a 1125 righe del semi quadro video) vide il secondo momento
di collaborazione con PANAVISION nella realizzazione di alcuni esemplari
di camere corredate da ottiche, appositamente create dalla casa americana.
Alla presenza di Jeff Allen, Presidente di Panavision Europa e di Gian
Franco Borgiotti, Direttore di Panavision Italia, il direttore marketing
Europa Benjamin Bergery ha presentato a Cinecittà la 1080 24p,
nata appunto dalla collaborazione tra SONY e PANAVISION.
La nuova macchina rappresenta il primo passo verso una camera non
in pellicola che si avvicini alle prerogative del 35mm?
Esisterà sempre ci risponde Bergery- la produzione
di film in pellicola, perché non si tratta di sostituire mezzi
che hanno dato buona prova, quanto di offrire nuove soluzioni per la riproduzione
dellimmagine di alta qualità, con parametri tradizionali.
La 1080 24p ha il corpo video e lobiettivo con tutte le caratteristiche
cinematografiche.
Cosa fanno guadagnare, in termini di qualità e capacità
di ripresa, queste ottiche cinematografiche installate sulla macchina
digitale?
La bassa qualità di pixel nellimmagine video rivela
Bergery- renderebbe sgranata limmagine nellingrandimento cinematografico.
La 1080 24p interviene specificamente sulla risoluzione tecnica dellimmagine
filmica in alta definizione digitale.
Ad accelerare i tempi di allestimento di queste particolari camere è
stata sicuramente la scelta di George Lucas di usare questo sistema per
la realizzazione di STAR WARS episodio 2.
È noto che da qualsiasi sistema video è ormai possibile
trasferire le immagini su pellicola ma il ventaglio dei risultati ottenibili
crea ancora grandi differenze. I sistemi digitali sono in grado di generare
immagini più pulite e nitide ma continuano a produrre immagini
con 50 o 60 semi quadri al secondo, dando vita a programmi televisivi
di elevata qualità, ma presentando ancora problemi di scarsa definizione
dellimmagine in movimento.
La vera rivoluzione del sistema 1080 24p sta nel fatto che, oltre alle
1088 righe attive verticali, i fotogrammi sono 24 al secondo
e con una scansione progressiva.
Tutto ciò ha reso questo formato veramente compatibile con i sistemi
televisivi mondiali ed è molto vicino sia alla logica sia alla
metodologia operativa del cinema. Un pre filtro ottico adegua la risposta
cromatica della camera alle emulsioni cinematografiche oltre ad incrementare
la risoluzione per la realizzazione di effetti in blu scren.
La PANAVISION ha progettato un sistema di ottiche totalmente esclusivo
in linea con i sistemi PRIMO cinematografici che rispondono, con 6 obiettivi
a focale fissa e 4 zoom, non solo alle necessità di coprire tutte
le lunghezze focali simili al sistema 35mm ma consentono anche di ottenere
alla massima apertura lo stesso effetto di profondità di campo
che si ottiene nel formato cinematografico.
Un primo passo tecnologico che apre la strada alla sempre maggiore integrazione
tra pellicola e video non solo per quanto riguarda la post-produzione,
ma la ripresa stessa.Con una effettiva capacità di contaminare
i linguaggi e dunque dare sempre maggiori opportunità espressive
agli autori, sia cinematografici che televisivi.
In questa ottica va collocato il seminario, svoltosi sempre a Cinecittà,
il futuro del cinema, che ha visto la presentazione della
nuova pellicola della Kodak Vision Expression 500T, fatta da Janet Anderson,
responsabile marketing Europa della Kodak. La Anderson ha spiegato che
la Expression 500T è stata concepita per aumentare le informazioni
disponibili agli autori al momento della post produzione, avendo a disposizione
immagini più delicate e raffinate. Successivamente si è
parlato di post-produzione, con Ralph Schaloub della Thomson che ha parlato
della gestione digitale della post-produzione tramite il Telecinema Spirit
e il virtual datacine Specter sistema questultimo che consente
sia la correzione colore che il montaggio utilizzando un master digitale
di risoluzione 2K ottenuto scannerizzando il negativo 35mm originale.
Schaloub ha affermato che la Thomson sta lavorando ad un nuovo telecinema
che scannerizzerà a 4K (4000 linee dalla pellicola 35mm), si chiamerà
Spirit 2 e dovrebbe essere introdotto sul mercato nel 2003.
Conversazione con il Presidente dellUnitec Manlio
Cruciatti
Bilanci e progetti a conclusione del primo biennio
di Chiara Gelato
Adue
anni dalla rinascita dellUnione Nazionale Industrie Tecniche Cineaudiovisive,
è tempo di un primo bilancio dellattività svolta e
di nuove strategie per il prossimo futuro: ne parliamo con il Presidente
Manlio Cruciatti, direttore tecnico di Videotime, dopo aver ascoltato
le opinioni dei consiglieri delle diverse categorie che compongono il
variegato ed articolato panorama dellUnitec.
Il punto di partenza, laspetto sul quale abbiamo lavorato
più intensamente nellarco dellultimo anno, esordisce
Cruciatti, è stato quello di incrementare la visibilità
e la rappresentatività dellUnione. Abbiamo contattato numerose
aziende del settore allo scopo di far entrare allinterno dellUnitec
il maggior numero di realtà consolidate ed emergenti dellimprenditoria
audiovisiva. In tutti i comparti abbiamo fatto chiarezza in merito alla
legittimità ed alla logicità delle appartenenze, tentando
di far emergere il dato comune a tutte le imprese, favorire la cooperazione
e la condivisione delle problematiche tra i differenti gruppi.
Primo obiettivo, dunque, lallargamento della compagine dellUnione
Industrie Tecniche: I nostri associati hanno un fatturato complessivo
di mille miliardi di lire e danno lavoro ad oltre duemila dipendenti,
continua il Presidente dellUnitec, un buon biglietto da visita
da portare di fronte alle Istituzioni per essere credibili. Ed è
questa la ragione per cui ci si è voluti inizialmente concentrare
sullaccrescimento della rappresentatività dellUnione,
per poi, in un secondo momento, affrontare le questioni più urgenti
ed importanti, quali il sostegno alle imprese tecniche da parte dello
Stato, la certificazione di qualità di cui si devono dotare le
aziende associate e la formazione dei tecnici specializzati. Poter contare
su una rappresentatività forte, essere una realtà importante
ci è insomma sembrato lobiettivo primario, liniziale
passo da compiere prima di perseguire le linee che ci siamo prefissati.
Allo stato attuale sono quarantadue le imprese aderenti allUnitec
nelle sette differenti categorie di post-produzione video ed audio, teatri
di posa e studi televisivi, stabilimenti di sviluppo e stampa, videoduplicazione,
trasporti, noleggio e gestione mezzi tecnici che fanno capo allUnione,
mentre altre venti aziende, che daranno probabilmente vita ad un nuovo
settore delle Industrie Tecniche, sono in procinto di entrare. Uno scenario
significativo, che ben rappresenta tutti i comparti dellindustria
tecnica italiana dellaudiovisivo, afferma Manlio Cruciatti,
e che, dal punto di vista della distribuzione sul territorio nazionale,
copre trasversalmente tutte le aree geografiche maggiormente sviluppate,
Roma e Milano in primis, mentre parte delle realtà locali più
importanti dovrebbero entrare nel nuovo gruppo di aziende di prossima
acquisizione. È comunque nostra intenzione proseguire nellattività
di promozione e di proselitismo, che significa comunicazione sia verso
linterno che verso lesterno, verso gli altri potenziali associati
come, più in generale, verso i mercati internazionali, che è
stata avviata, con ottimi risultati, in questo primo biennio di lavoro.
Una crescita, quella dellUnitec a partire dallatto della sua
ricostituzione, che si è tradotta nellingresso di nuovi associati,
ma non solo: Dopo la stasi degli ultimi anni, abbiamo cominciato
con laffrontare alcuni problemi di tipo organizzativo, partendo
dalla revisione dello statuto dellAssociazione allo scopo di garantire
una corretta rappresentatività delle varie componenti delle Industrie
Tecniche, dichiara Cruciatti, perché allinterno
dellUnitec convivono esigenze ed aree di interesse eterogenee ed
è assolutamente importante cementare i rapporti fra gli iscritti.
In secondo luogo, per tentare di dare una risposta concreta a quanto è
emerso nei primi due anni di attività dellUnione, abbiamo
dato vita ad una serie di gruppi di lavoro, tesi allapprofondimento
delle maggiori problematiche in atto, dalle riforme statutarie ai rapporti
istituzionali, dalla formazione lavoro alla promozione ed alla comunicazione,
che stanno già portando i loro primi risultati.
Tra le questioni più impellenti e dibattute, la necessità
di avviare un tavolo di concertazione con le Istituzioni in vista di un
auspicabile intervento in favore delle Industrie Tecniche sul piano legislativo:
Insieme al Segretario dellUnitec Giulio Mezzanotte, che ha
dato un contributo essenziale al rafforzamento dellUnione rappresentando
un costante e stimolante punto di riferimento per tutti, continua
Manlio Cruciatti, stiamo lavorando per ottenere un riconoscimento
paritetico rispetto alle altre realtà del settore da parte dello
Stato, in modo da favorire gli investimenti per il necessario rinnovamento
tecnologico delle aziende ed accrescere la nostra competitività
sui mercati internazionali. Si fa sempre più urgente una revisione
della legislazione in materia di finanziamenti per le industrie tecniche
audiovisive, in quanto le nostre imprese non hanno mai goduto delle agevolazioni
di cui hanno potuto beneficiare gli altri comparti. Quello che stiamo
vivendo è un momento particolarmente delicato per tutto lo scenario
dellaudiovisivo, specie per le industrie tecniche, perché
oggi la tecnologia diventa obsoleta con una rapidità incredibile
ed il più delle volte le aziende non sono pronte ad affrontare
i notevolissimi investimenti che sono chiamate a fare per poter rimanere
sul mercato. Tra laltro la normativa del settore è ancora
rivolta in maniera esclusiva al cinema, senza tenere conto del fatto che
anche il settore televisivo necessita di una sua attenzione.
Spostandoci sul versante della formazione, che ruolo deterrà lUnitec
nella spinosa e controversa questione dellavvio di un percorso didattico
che possa rispondere alla richiesta di personale specializzato nelluso
delle nuove tecnologie ?
Il nostro compito consiste nellorientare le Istituzioni a
proporre una formazione di tipo adeguato, commenta il Presidente
dellUnitec, costruire una relazione tra le esigenze delle
aziende e le possibilità di formazione che arrivano dal mondo esterno,
dalla scuola, mediare tra la domanda e lofferta, raccogliere dai
nostri associati le istanze e le necessità di formazione e riportarle
ai vari Enti ed alle Istituzioni preposte. Non so se questa sarà
la carta vincente o se dovremo proporre delle diverse soluzioni. Questo
lo vedremo più avanti. Oggi i ragazzi escono dalle scuole con una
scarsa preparazione di base ed una mancanza totale di specializzazione
e questo obbliga le imprese ad investire direttamente, con dei costi estremamente
onerosi, nella formazione dei propri tecnici.
Altro punto nodale, su cui lUnitec si è già attivata
in questi ultimi mesi, la creazione di una struttura di promozione unificata
che possa incrementare la visibilità dellindustria tecnica
italiana allestero: Sul piano della comunicazione, afferma
Cruciatti, stiamo lavorando al coordinamento della nostra immagine
in maniera più coerente, cominciando a tessere le prime relazioni
con le Film Commission, che rappresentano linsieme dellaudiovisivo
nazionale nel mondo. Abbiamo inoltre dato vita al sito Internet dellUnitec
e stiamo realizzando le brochures dellUnione che verranno divulgate
in occasione dei più importanti appuntamenti nazionali ed internazionali
con gli operatori del settore.
Ma come si collocano le industrie tecniche italiane dellaudiovisivo
allinterno del panorama europeo e mondiale ?
Dal punto di vista del posizionamento sul mercato internazionale,
dichiara Manlio Cruciatti, lindustria tecnica italiana è
indubbiamente ad un ottimo livello, in quanto è paragonabile, per
qualità e professionalità, agli standard dellofferta
europea. Per quel che riguarda i prezzi, siamo assolutamente concorrenziali,
anche se, probabilmente, abbiamo ancora bisogno di farci conoscere. Da
qui il nostro sforzo per cercare di promuovere limmagine dellUnitec
al di fuori dei confini nazionali attraverso la nostra presenza ai principali
mercati e festival internazionali.
LUnitec prevede di rientrare nella Federazione Europea Industrie
Tecniche ?
Il nostro ingresso nella Federazione Europea delle Industrie Tecniche,
conclude il Presidente dellUnione, è uno dei progetti
in cantiere. In questa fase iniziale di lavoro abbiamo ritenuto prioritario
concentrarci sulle problematiche interne, le questioni più importanti
ed urgenti. In un secondo momento, quando avremo messo a punto una realtà
forte e compatta, ci presenteremo allestero a testa alta. Questo
primo biennio è stato insomma dedicato alla creazione della struttura,
al perfezionamento dei meccanismi e delle modalità che ci consentiranno
di perseguire i nostri obiettivi. Preparare la base, insomma, per poi
lavorare su tutti i temi che sono risultati essere comuni.
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Mario Cotone

La 1080 24p
LOn. Giuliano
Urbani Ministro
per i Beni e le Attività Culturali
Carmelo Rocca Segretario
generale
Franco Committeri
Presidente dellUnione Produttori
Delmoly presenta a Roma
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Giornate Professionali di Sorrento
Il saluto del Presidente dellAnica
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gli imprenditori italiani
Intervista di Gianni Massaro
a Il Sole 24 Ore
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Cinema italiano - Pubblico italiano
I Nastri dArgento
al Festival di Taormina
Mercato
I primi sei mesi sotto la lente
I Globi dOro
della Stampa Estera
Osservatorio sulla fiction italiana
Nuovi film
Industrie Tecniche
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