RASSEGNA STAMPA SEMINARIO MISE 7 giugno 2011

 

15 giugno 2011 - CINEMONITOR osservatorio cinema
Seminario Mise sul Fondo Centrale di Garanzia per le PMI
Sulla scia dell’iniziativa della Commissione Europea di implementare un meccanismo di garanzia sui prestiti, volto a rendere più facile per i produttori di film accedere ai finanziamenti bancari, il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) ha organizzato il 7 giugno scorso un seminario sull’estensione al settore cinematografico del Fondo Centrale di Garanzia per le Pmi (Piccole e medie imprese). Nato nel 2000, il Fondo è un meccanismo di garanzia, da parte dello Stato, che favorisce l’accesso delle PMI alle fonti finanziarie e al mondo del credito. Recentemente rifinanziato per 2 miliardi di euro fino al 2012, il Fondo può garantire le imprese fino a 1,5 milioni di euro di esposizione. “È un traguardo fondamentale per il nostro cinema, un riconoscimento della sua importanza strategica per lo sviluppo del Paese e della sua dignità di vero e proprio comparto industriale” ha affermato il Presidente dell’ANICA, Riccardo Tozzi. Il segretario generale ANICA, Lamberto Mancini, ha presentato un’analisi economica del settore e del fabbisogno finanziario dell’impresa cinema lanciando la proposta di istituire un tavolo di lavoro presso il Ministero dello Sviluppo Economico al fine di coordinare gli interventi a sostegno del settore audiovisivo siano essi comunitari, nazionali, regionali o locali. Per il MiBAC è intervenuto il Direttore Generale Cinema, Nicola Borrelli, che ancora una volta ha ribadito come l’industria e la cultura nel settore cinematografico debbano diventare l’una complementare all’altra per la realizzazione di un unico obiettivo: produrre cultura. Diciamo comunque che il concetto che unisce tutti è quello di aver riconosciuto la duplice natura del film in quanto opera d’arte da un lato e prodotto dall’altro, e di conseguenza la necessità di integrare la dimensione economica e quella culturale del prodotto cinematografico. In questa ottica il Fondo Centrale di Garanzia va ad aggiungersi a tutti quegli strumenti privati – riduzioni dell’IVA, agevolazioni fiscali, finanziamenti indiretti come il tax-shelter ed il tax-credit -  messi in campo per mobilitare la massa critica degli investimenti necessari allo sviluppo della competitività dell’industria audiovisiva, un settore segnato da gravi debolezze strutturali. Nonostante l`ottima performance dei film italiani al botteghino nel 2010, la quota nazionale nel mercato interno rimane ancora esigua rispetto ai prodotti delle cinematografie più potenti, per non parlare della  difficoltà dei film italiani di imporsi al di fuori dei confini nazionali. Non solo, la presenza di micro-imprese spesso a conduzione familiare e la contrapposizione che di frequente si crea tra le diverse categorie coinvolte nel ciclo di produzione e consumo contribuiscono alla frammentazione del settore, con un impatto negativo sulla solidità dell’industria cinematografica. Infine, il regime degli aiuti di stato e la scarsità di investimenti pubblici completano il quadro dei vincoli strutturali che da sempre hanno condizionato le capacità di accesso del settore cinematografico alle risorse sul mercato finanziario. Nel frattempo, con l’avvento della crisi finanziaria, è diventato sempre più complicato per i produttori di contenuti audiovisivi accedere ai canali tradizionali di credito, il ben noto effetto del “credit crunch”. Con la crisi è aumentata infatti la riluttanza degli istituti finanziari nello svolgimento di un ruolo attivo di sostegno all’industria cinematografica spesso considerata dagli operatori finanziari un’attività a rischi elevati. Infine essendo micro imprese a debole capitalizzazione e in quanto produttrici di limitati beni tangibili, i soggetti cinematografici non sono in grado di offrire tutte le garanzie richieste dalle banche a condizione dei prestiti. Il Fondo Centrale di Garanzia, in qualità di assicuratore, contribuirà a ridurre le difficoltà per l’industria cinematografica di ottenere risorse esterne sul mercato finanziario ed avrà anche il merito di ristabilire un clima di fiducia per gli investitori privati, ridando slancio a tutto il settore. In occasione del seminario organizzato dal MISE sono stati illustrati  caratteristiche, funzionamento e modalità di accesso al fondo per le piccole e medie imprese del settore cine-audiovisivo ma, come sottolineato da Lamberto Mancini, sarà necessario aprire a breve un tavolo tecnico permanente al fine di indirizzare meglio le risorse ed evitare sovrapposizioni tra i vari strumenti pubblici e privati a sostegno del settore. Attendiamo gli sviluppi.


9 giugno 2011 – E-DUESSE
Il Fondo per le PMI aperto anche alle imprese di cinema
Il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI (piccole medie imprese), attivato per supportare le imprese di diversi settori industriali italiani, sarà esteso anche al settore cinematografico; la notizia è stata data durante un seminario presso il Ministero dello Sviluppo Economico: “È un traguardo fondamentale per il nostro cinema, un riconoscimento della sua importanza strategica per lo sviluppo del Paese e della sua dignità di vero e proprio comparto industriale” ha affermato davanti ai presenti il presidente ANICA, Riccardo Tozzi. “Ritengo – ha aggiunto Tozzi – che questo strumento sia utile per rafforzare il processo già in atto che vede la creazione di nuove imprese di produzione cinematografica, di distribuzione e tecniche”. Il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, nato nel 2000, è un meccanismo di garanzia, da parte dello Stato, che favorisce l’accesso delle PMI alle fonti finanziarie e al mondo del credito. Recentemente rifinanziato per 2 miliardi di euro fino al 2012, il Fondo può garantire le imprese fino a 1,5 milioni di euro di esposizione. Lamberto Mancini, segretario generale ANICA, ha avanzato la proposta di aprire un tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico che coinvolga tutti i soggetti pubblici che dedicano risorse al Cinema, in primo luogo il Ministero per i Beni e le Attività Culturali.


9 giugno 2011 – IL GIORNALE DELLO SPETTACOLO
Cinema: un tavolo per l’estensione del Fondo di Garanzia per le PMI
   
ROMA – 9 GIUGNO 2011 – “E’ un traguardo fondamentale per il nostro cinema, un riconoscimento della sua importanza strategica per lo sviluppo del Paese e della sua dignità di vero e proprio comparto industriale” ha affermato il presidente dell’ANICA, Riccardo Tozzi (foto) al seminario sull’estensione al settore cinematografico del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, svoltosi martedì a Roma al ministero dello Sviluppo Economico.
“Da qualche anno – ha aggiunto Tozzi – il cinema italiano ha conquistato una fetta di torta sempre più consistente, ma ora si tratta di ingrandire la torta, di far crescere il pubblico e anche le sale in cui si possa vedere cinema. Abbiamo poi la necessità di portare velocemente avanti il processo di innovazione tecnologica, determinante per stare in un mercato moderno che raggiunga fasce sempre più vaste di pubblico. Il Fondo di Garanzia per le Piccole e Media Imprese sarà un’arma essenziale per raggiungere questi obiettivi.” Il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, nato nel 2000, è un meccanismo di garanzia, da parte dello Stato, che favorisce l’accesso delle PMI alle fonti finanziarie e al mondo del credito. Recentemente rifinanziato per 2 miliardi di euro fino al 2012, il Fondo può garantire le imprese fino a 1,5 milioni di euro di esposizione. Sono circa 200 le banche e 150 i Confidi che vi operano. Claudia Bugno, presidente del Comitato di Gestione del Fondo, ha dichiarato che “la prospettiva futura, per il Fondo, è di lavorare ad un confronto e a un dialogo anche con il settore del cinema e dell’audiovisivo, al fine di diffondere la conoscenza delle potenzialità dello strumento e di aumentarne ulteriormente l’impatto sulle imprese”. Lamberto Mancini, segretario generale ANICA, ha avanzato la richiesta ufficiale di aprire, presso il ministero per lo Sviluppo Economico, un tavolo che coinvolga tutti i soggetti pubblici che dedicano risorse al cinema, in primo luogo il ministero per i Beni e le Attività Culturali, così da armonizzare le politiche di sostegno al settore, siano esse comunitarie, nazionali, regionali o locali. La proposta ANICA del tavolo istituzionale è stata ricevuta e rilanciata da Andrea Bianchi, direttore generale per la Politica Industriale e la Competitività, che ha sottolineato il ruolo particolare del cinema nella dimensione economica del Paese e in particolare nel comparto dell’economia della conoscenza e dell’innovazione tecnologica, incarnando l’essenza del Made in Italy. Per il MiBAC è intervenuto il direttore generale Cinema, Nicola Borrelli, che ha messo in risalto la complementarietà e la convergenza tra il proprio ministero e quello dello Sviluppo Economico, “ciascuno con i propri strumenti e guardando alla propria mission”. Non c’è, secondo Borrelli, nessuna contrapposizione tra industria e cultura nel settore cinematografico, come, più in generale, nella cultura: “Lo scopo è unico: produrre cultura”. Al seminario sono anche intervenuti Stefano Selli, capo della segreteria del ministro Romani, Alberto Versace, presidente di “Sensi Contemporanei”, Pietro Celi, direttore generale per l’Internazionalizzazione del MiSE, Francesca Brunori, dell’Area Fisco, Finanza e Welfare di Confindustria e Mario La Torre, ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari a “La Sapienza” di Roma.


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