Citazioni web 22/31 gennaio 2014

 

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ANICA WEB
www.agvnews.it 31/01/2014 Quindici nuovi ingressi nella sezione produttori dell’ Anica
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www.millecanali.it 30/01/2014 Dossier IsICult: il regolamento sul diritto d’autore online
www.asca.it 30/01/2014 Cinema: 15 nuovi ingressi tra i produttori dell’ ANICA
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ANICA WEB
www.agvnews.it31/01/2014 15:29 =
Quindici nuovi ingressi nella sezione produttori dell’ Anica
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Un mix di giovani società e di realtà già presenti da tempo
di com/onp – 31 gennaio 2014 14:00 fonte ilVelino/AGV NEWS Roma
Quindici società di produzione cinematografica sono entrate nella Sezione produttori dell’ ANICA . “La rappresentatività dell’Associazione aumenta – ha dichiarato ieri il presidente della Sezione, Angelo Barbagallo. “Abbiamo voluto favorire gli ingressi di forze nuove nell’ ANICA abbassando la quota ai nuovi associati per i primi due anni. Essere più forti nei confronti delle istituzioni e delle realtà del mercato con cui dobbiamo relazionarci, passa anche per una più ampia partecipazione delle imprese alla vita dell’ ANICA e un maggiore confronto con realtà che si affacciano nel nostro settore o altre già consolidate”. I quindici nuovi associati alla Sezione produttori rappresentano infatti un mix di giovani società e di realtà già presenti da tempo nel mondo della produzione audiovisiva. “Il nostro obiettivo è quello di costruire una grande ANICA – ha detto il presidente dell’ ANICA , Riccardo Tozzi – che sia un luogo di serio e serrato confronto tra le diverse realtà e di spinta per favorire politiche adeguate allo sviluppo del settore. L’ingresso di nuove imprese nell’ ANICA non fa che rafforzare la nostra azione e dare corpo, anche numericamente, all’idea di un’Associazione grande sia nel disegno strategico che nei numeri”. Ecco l’elenco delle nuove imprese di produzione associate: Amygdala, Apapaja, Casanova multimedia SPA, Citrullo International, Jole Film, Kinesis, La Sarraz Pictures, Mir Cinematografica, Mood Film, Movimento Film, One More Pictures, Partner Media Investiment, Paypermoon, Solaria Film, Tangram Film.
www.cinemaitaliano.info 31/01/2014 10:51 =
Quindici nuovi ingressi nella sezione produttori dell’ ANICA
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Quindici nuovi ingressi nella sezione produttori dell’ ANICA
Quindici società di produzione cinematografica sono entrate nella Sezione produttori dell’ ANICA .
“La rappresentatività dell’Associazione aumenta – ha dichiarato il presidente della Sezione, Angelo Barbagallo. “Abbiamo voluto favorire gli ingressi di forze nuove nell’ ANICA abbassando la quota ai nuovi associati per i primi due anni. Essere più forti nei confronti delle istituzioni e delle realtà del mercato con cui dobbiamo relazionarci, passa anche per una più ampia partecipazione delle imprese alla vita dell’ ANICA e un maggiore confronto con realtà che si affacciano nel nostro settore o altre già consolidate”.
I quindici nuovi associati alla Sezione produttori rappresentano infatti un mix di giovani società e di realtà già presenti da tempo nel mondo della produzione audiovisiva.
“Il nostro obiettivo è quello di costruire una grande ANICA – ha detto il presidente dell’ ANICA , Riccardo Tozzi – che sia un luogo di serio e serrato confronto tra le diverse realtà e di spinta per favorire politiche adeguate allo sviluppo del settore. L’ingresso di nuove imprese nell’ ANICA non fa che rafforzare la nostra azione e dare corpo, anche numericamente, all’idea di un’Associazione grande sia nel disegno strategico che nei numeri”.
Ecco l’elenco delle nuove imprese di produzione associate: Amygdala, Apapaja, Casanova multimedia SPA, Citrullo International, Jole Film, Kinesis, La Sarraz Pictures, Mir Cinematografica, Mood Film, Movimento Film, One More Pictures, Partner Media Investiment, Paypermoon, Solaria Film, Tangram Film.
www.millecanali.it30/01/2014 20:20 =
Dossier IsICult: il regolamento sul diritto d’autore online
Regolamento Agcom sul diritto d’autore online: normale e finanche banale, oppure rivoluzionario ed epocale? Il regolamento della discordia entra in vigore il 31 marzo 2014: considerazioni a freddo, ad un mese e mezzo dall’approvazione, mentre la Commissione Europea ancora s’interroga…
Elena D’Alessandri (*)
30 Gennaio 2014
Il 12 dicembre 2013, dopo lunga e travagliata attesa, il consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ­ presieduta da Angelo Marcello Cardani ­ ha approvato all’unanimità (in realtà non ha partecipato alla votazione il nuovo Commissario Antonio Nicita, ‘in quota’ Pd, che ha preso il posto del dimissionario Maurizio Décina) il regolamento in materia di diritto d’autore online. Tecnicamente, si tratta della Delibera n. 680/13/Cons. Relatori i Commissari Francesco Posteraro (secondo alcuni osservatori, in ‘quota Udc’) e Antonio Martusciello (secondo alcuni, in quota ‘Forza Italia’).
Il procedimento è stato approvato solo dopo un lungo periodo di consultazione con i soggetti interessati ed una controversa interlocuzione con la Commissione Europea. Ottenuto il via libera da parte di quest’ultima, entrerà in vigore a partire dal 31 marzo 2014. Una prima bozza ovvero uno ‘schema di regolamento’ era stato approvato il 25 luglio 2013, ottenendo il via libera definitivo, anche a seguito di una rinnovata consultazione, lo scorso dicembre appunto, con l’approvazione del regolamento.
Piace qui ricordare che la polemica italiana intorno alla protezione del diritto d’autore online ha radici ben lontane. Già nel 2010, quando l’Autorità era presieduta da Corrado Calabrò, l’Agcom aveva presentato una bozza di regolamento, modificata nel luglio 2011 a seguito della prima consultazione pubblica. Conclusa anche una seconda consultazione, nel marzo 2012, il Presidente Calabrò, ormai prossimo al termine del mandato, aveva dichiarato, in audizione parlamentare, l’intenzione di rimandare l’adozione del regolamento. Testualmente: in attesa che ‘veda la luce’ una norma di legge della Presidenza del Consiglio che “ribadisce la legittimazione di Agcom e ne definisce meglio la competenza ed i poteri dell’autorità nella materia del diritto d’autore”.
Che la rinnovata Agcom avesse invece effettivamente deciso di intervenire, dopo lunghissima attesa ed in perdurante assenza di nuove normative, era emerso in modo inequivocabile anche in occasione dello stimolante workshop del 24 maggio 2013, ‘Il diritto d’autore online: modelli a confronti’, tenutosi in pompa magna presso la Camera dei Deputati.
In base alla novella normativa, l’Agcom non agirà d’ufficio, ma sarà il titolare di diritti che ritiene la propria opera diffusa illegalmente a doversi rivolgere con un’istanza all’Autorità, che metterà in moto uno specifico iter procedurale. I tempi stabiliti sono particolarmente celeri: 35 giorni per un normale iter, 12 giorni in caso di violazioni ‘massive’ (concetto che pure presenta qualche margine di difficoltà interpretativa). Entro 7 giorni dalla segnalazione, l’Autorità si impegna a valutare l’istanza, e quindi stabilisce se archiviare o procedere.
In quest’ultimo caso, accertato l’illecito, darà 5 giorni di tempo ai ‘provider’ che ospitano i contenuti di presentare obiezioni difensive. Se queste non saranno ritenute convincenti, nei successivi 3 giorni il provider dovrà procedere alla rimozione del contenuto incriminato. Le sanzioni saranno progressive: vanno dalla ‘rimozione selettiva’ del contenuto fino alla ‘chiusura dell’accesso’ al sito, qualora si tratti di forme massive di violazione. Nel caso il provider ­ ma anche l’uploader e i gestori della pagina e del sito internet possono far concludere la procedura ­ invitato a rimuovere il contenuto non rispettasse il ‘diktat’ di Agcom, è prevista l’applicazione di una sanzione pecuniaria fino a 250mila euro. Una volta conclusasi la procedura, il proprietario dello spazio considerato colpevole ha come unica chance di reazione il ricorso al Tar.
In altri termini, l’Autorità può ordinare la rimozione selettiva delle opere digitali che violano il copyright o, nel caso di violazioni massicce, di disabilitare l’accesso alle suddette (o al sito, nel caso di server ubicato fuori dal territorio nazionale) o di reindirizzare automaticamente verso una pagina Internet redatta secondo le modalità indicate dall’Autorità.
Ad affiancare il meccanismo per così dire ‘repressivo’, l’Autorità ha istituito un Comitato Tecnico, presieduto dal Segretario Generale dell’Autorità, Francesco Sclafani (in carica da marzo 2013), e composto dai rappresentanti di ‘tutti’ gli stakeholder, che avrà il compito di favorire la promozione dell’offerta legale. La composizione del Comitato Tecnico appare a rischio di deriva pletorica: si tratta di ben 16 componenti, ovvero un rappresentante delle principali associazioni di settore: consumatori, autori, artisti, interpreti, editori, produttori, distributori, fornitori di servizi di media, prestatori di servizi della società dell’informazione… per ben 8 membri. Cui si aggiungono altri 7 rappresentanti: un rappresentante ognuno per la Siae, per il Comitato Permanente per il Diritto d’Autore presso il Mibact, per il Comitato Tecnico Contro la Pirateria presso il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Comitato per l’Applicazione del Codice di Autoregolamentazione ‘Media e Minori’ istituito presso il Dipartimento Comunicazioni del Mise, Polizia Postale, Nucleo Speciale per la Radiodiffusione e l’Editoria della Guardia di Finanza, Sezioni specializzate in materia di Proprietà industriale ed intellettuale…
Si arriva quindi a 15 membri, anzi 16 (col Segretario Generale Agcom): preoccupa l’indefinita quantificazione dei componenti funzionari dell’Agcom (il regolamento, all’art. 4, comma 1, lettera c., recita un discrezionale… ‘rappresentanti dell’Autorità’). Curioso ­ ed in verità intollerabile in un Paese evoluto ­ quanto previsto per quanto riguarda ‘il raggiungimento di intese’ tra gli ‘stakeholder’ cui supra: l’adozione di codici di condotta, di accordi di licenza, di finestre di distribuzione (ovvero degli strumenti che possano promuovere una semplificazione della filiera dell’audiovisivo online) potrà avvenire ‘anche avvalendosi della collaborazione a titolo gratuito di centri di ricerca’. A titolo gratuito?! Comprendiamo le esigenze di ‘spending review’, ma sia consentito osservare che questo vincolo di gratuità non stimola certo la qualità degli apporti dei ricercatori coinvolti: perché mai professionisti qualificati dovrebbero lavorare gratis per l’Agcom?!
Va segnalato che gli effetti di contrasto degli illeciti non vengono giustamente ritenuti dall’Agcom sufficienti di per sé a incentivare una cultura della legalità, questione ben più complessa verso la quale varrebbe forse la pena richiamare in campo un problema ‘educativo’ di base. Va ricordato che in Italia si soffre di un ritardo nell’adeguamento dei modelli di business: basti ricordare che Anica annuncia da oltre un anno una propria autonoma piattaforma online, che tarda però a vedere luce. Si ricordi anche che è entrato nel business dell’offerta ‘pay’ via web di contenuti audiovisivi legali un innovativo servizio ‘streaming’ promosso da Mediaset, Infinity (servizio ‘pay on demand’ in streaming visibile su smart tv, tablet, pc, console, ecc.), che sembra essere stato lanciato anche per presidiare il territorio italiano dalla prospettata entrata nel nostro mercato di un ‘player’ come Netflix.
Come molte volte è stato ribadito dal Presidente Cardani e dai suoi Commissari, in sostanza, il nuovo regolamento Agcom non intende colpire l’utente finale, né limitare la sua libertà in rete sulla base di un meccanismo di monitoraggio (o ‘spionaggio’ che sia, secondo i detrattori) che ricorda il modello francese dell’Hadopi, ma mira anzitutto a contrastare forme massive di pirateria. Nessuna reale o comunque significativa interferenza quindi, nel bene e nel male, per tutti coloro (i cosiddetti ‘scariconi’) che praticano ‘peer-to-peer’ e ‘downloading’ sostanzialmente illegale. Il regolamento Agcom non li disturberà, nelle loro… basse pratiche: non direttamente almeno. In sostanza, il regolamento Agcom intende punire la grande pirateria e tutelare l’industria culturale, senza colpire brutalmente gli utilizzatori finali, i ‘downloader’ filo-pirata… In estrema sintesi, Agcom intende colpire l”uploader’, non il ‘downloader’.
Il regolamento prevede due procedimenti sanzionatori: ordinario e abbreviato. Quest’ultimo s’avvia automaticamente qualora la segnalazione arrivi da una delle associazioni che detengono i diritti, oppure quando i fatti configurino un’ipotesi di grave lesione dei diritti di sfruttamento economico dell’opera digitale, o nell’ipotesi di violazione di carattere massiccio. Da segnalare anche che il procedimento amministrativo definito dal Regolamento Agcom è alternativo ma non sostitutivo di quello giudiziario: è prevista l’archiviazione degli atti, se il titolare dei diritti si rivolge all’autorità giudiziaria.
Il 25 gennaio 2014, un dispaccio dell’Adnkronos informava che l’Agcom si sta preparando alla gestione della grande mole di istanze che perverranno, soprattutto nei primi giorni di vigenza del Regolamento. Non risulta sia stata elaborata una stima predittiva della quantità di segnalazioni che perverranno all’Autorità dai primi di aprile… Per trovarsi pronta a questa nuova sfida, oltre ad riorganizzare i propri uffici, l’Agcom sta attivando collaborazioni anzitutto con la Siae (la Società Italiana Autori Editori), con la Guardia di Finanza (si ricorda che esiste un Nucleo Speciale operante presso la stessa Agcom) e con la Fondazione ‘Ugo Bordoni’ (nata nel 1952 in seno al Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni è attualmente una ‘istituzione di alta cultura e ricerca soggetta alla vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico’; si ricordi che il Comitato di Fondatori è formato da Poste Italiane, Telecom Italia, Vodafone, Wind, H3g, Ericsson).
Il regolamento, ancor prima della sua approvazione, ha di fatto ri-spaccato in due l’opinione pubblica italiana. Nei giorni e nelle ore antecedenti l’annunciata approvazione, si è assistito ad un fuoco di artificio di dichiarazioni da ‘dietro le quinte’, di cui non hanno scritto molto né quotidiani né periodici, ma di cui resta ampia prova nelle decine di dispacci di agenzie di stampa. La Presidente della Camera Laura Boldrini aveva auspicato, e quindi ritenuto preferibile, un intervento normativo, su un tema ‘così delicato’. Il Ministro agli Affari Esteri Emma Bonino ha sostenuto che ‘non spetta all’Agcom predisporre sanzioni in materia di proprietà intellettuale’…
Ci limitiamo a segnalare l’evidente contraddizione del Pd, ovvero la ‘contraddizione interna’ al Partito Democratico. Il 5 dicembre 2013, Felice Casson (Vice Presidente della Commissione Giustizia del Senato e primo firmatario di un ddl in materia, sottoscritto da altri 9 senatori del Pd), aveva chiesto all’Agcom ‘la sospensione dell’iter’… L’11 dicembre, Lorenza Bonaccorsi, parlamentare del Pd, annunciava che avrebbe chiesto alla Presidente Boldrini ‘chiarimenti sul blitz’ in gestazione. L’onorevole Gianluca Benamati, anche lui del Pd, esprimeva invece ‘apprezzamento per la prossima emissione del regolamento’… La piddina Valeria Fedeli, Vice Presidente del Senato, aveva auspicato l’approvazione del regolamento… Il giorno prima dell’approvazione del regolamento, dopo le variegate dichiarazioni dei colleghi di partito, il Presidente della Commissione Cultura al Senato, Andrea Marcucci, cercava una posizione di mediazione tra le varie anime, e dichiarava (citando Casson) con modalità cerchiobottiste: ‘il regolamento Agcom è utile, ma serve una legge’…
Un qualche commento ‘ex post’, a cose fatte, ovvero regolamento ­ nel bene e nel male ­ approvato. Da una parte, forte è stata l’attesa, e grande quindi l’esultazione ed il plauso, da parte delle principali industrie di contenuti del Paese: Siae, Fieg, Anica .
Riccardo Tozzi , Presidente Anica (Associazione Nazionale Produttori Cinematografici, Audiovisivi e Multimediali) ha così commentato: ‘Rendere internet un luogo di diffusione legale dei contenuti è un principio imprescindibile per la crescita economica e culturale del nostro Paese’. Marco Polillo, Presidente di Confindustria Cultura, ha addirittura affermato: ‘La consideriamo una vittoria epocale della cultura italiana contro i pirati e chi li sostiene, della legalità contro la criminalità organizzata, dell’Italia che lavora contro quella che fa demagogia’.
Mauro Masi (attualmente Presidente Consap, ma già Dg Rai ed ancor prima Commissario straordinario della Siae), ha scritto che si tratterebbe di un passo storico: ‘il tentativo più importante attuato nel nostro Paese per difendere il diritto d’autore sin dalla famosa legge Bottai del 1942′. Parole forti e forse eccessivamente entusiastiche, ma ­ senza dubbio ­ in una situazione stagnante, anche un piccolo sassolino sembra provocare impetuose onde….
Al plauso di Confindustria Cultura, e di Confindustria Radio Tv (presieduta da Rodolfo De Laurentiis; si ricorda che nella neonata associazione è confluita la Frt), si è associata una benedizione, ma critica, dell’altra anima confindustriale, ovvero Confindustria Digitale (presieduta da Stefano Parisi), che ha sostenuto che è necessario apportare delle correzioni al Regolamento (per esempio, la prevista rimozione selettiva dei contenuti di un sito da parte di soggetti diversi dal ‘content provider’ appare di difficile applicabilità).
Dall’altra parte, ovvero dai sostenitori del copyright libero e della più estrema libertà della rete, le critiche sono state molto dure. Paolo Nuti di Assoprovider (l’associazione dei provider indipendenti) e Marco Pierani di Altroconsumo hanno dichiarato di voler ricorrere al Tar, ribadendo in sostanza quel che avevano temuto, ovvero che si tratterebbe di un regolamento… ‘ammazza internet’.
Le critiche più serrate sono essenzialmente relative a due questioni: da un lato, si accusa Agcom di voler imbavagliare la rete, avvantaggiando i detentori dei diritti, bypassando il ‘naturale’ procedimento (ovviamente lento) di fronte all’autorità giudiziaria; dall’altro lato, esiste un acceso dibattito sulla legittimità o meno dell’intervento di Agcom, autorità amministrativa, a poter emanare un tale regolamento (che ad alcuni appare una legge), che sarebbe di stretta pertinenza del Parlamento.
Tra le voci dissidenti, val la pena riportare le critiche dell’avvocato ‘libertario’ Guido Scorza, che ritiene il regolamento un’impropria ‘quasi-legge’, destinata a disciplinare l’intera materia dell”enforcement’ dei diritti d’autore online in assenza di una precisa norma di legge che autorizzasse Agcom ad intervenire. Ha scritto sul suo blog de ‘l’Espresso’, ‘l’Avvocato del Diavolo’: ‘Siamo appena entrati nel guinness dei primati: siamo l’unico Paese in Europa nel quale un’Autorità amministrativa può ordinare la cancellazione di un contenuto dal web, e disporre che gli internet service provider ­ tutti ­ dirottino il traffico diretto verso una determinata pagina o un’intera piattaforma’.
Secondo Scorza ed altri osservatori critici, ci si troverebbe di fronte al rischio di vere e proprie violazioni della libertà d’espressione e finanche dei diritti umani tout-court. Sostiene Scorza: ‘Chiunque potrà attivare il procedimento di rimozione di un contenuto anche senza aver, preventivamente, attivato l’eventuale procedura di ‘notice and take down’ previsto dal gestore del sito, e l’Autorità, in caso di mancato adeguamento spontaneo alla segnalazione da parte dell’uploader del contenuto o del gestore del sito o della pagina, non perderà neppure tempo ad ordinare a questi ultimi la cancellazione, rivolgendosi direttamente all’internet services provider, con un ordine di cancellazione coatta o di disabilitazione all’accesso’.
L’avvocato Fulvio Sarzana, anch’egli militante sul fronte anti-regolamento e convinto nemico del temuto ruolo Agcom di ‘sceriffo del web’, ha sostenuto il 15 gennaio che ‘il regolamento è completamente sbilanciato a favore delle grandi lobby dell’intrattenimento, dell’editoria, ma anche del software. La norma istituisce un meccanismo di segnalazione all’Autorità e di ordini di rimozione e/o di disabilitazione all’accesso, istituito dall’Agcom, che diviene signora incontrollata di qualsiasi attività avvenga sul web italiano’.
Non siamo costituzionalisti, e non possiamo esprimerci in argomento, né sarebbe nostro compito farlo. Resta comunque il dato di fatto che l’industria culturale italiana, negli ultimi anni, ha subito gravi danni, secondo stime Fapav (per quanto mai ben validate) nell’ordine di circa 500 milioni di euro annui, soltanto per quanto riguarda il comparto audiovisivo, ed è rimasta troppo a lungo una ‘terra di nessuno’ in cui predare a piacimento: un vero e proprio Far West, come da titolo di un commento pubblicato su ‘il Sole 24 Ore’ del 13 dicembre dal Commissario Posteraro. «Va combattuta l’idea ­ scrive Posteraro ­ della rete ‘come un far west, nel quale è consentito fare strame impunemente dei diritti altrui, magari con la copertura dell’anonimato’. Sulla stessa linea, l’altro commissario Agcom relatore, Antonio Preto, che, sulle colonne di ‘MediaDuemila’ ha scritto il 18 dicembre: ‘Non esiste alcun trade off tra il diritto d’autore e la libertà di manifestazione del pensiero’.
In verità, a rifletterci seriamente ed a freddo, non ha gran senso assumere posizioni radicali in un senso o nell’altro ­ troppo entusiastiche o troppo critiche ­ ancor prima di vedere i concreti risultati del regolamento Agcom alla prova dei fatti. A naso, riteniamo possa trattarsi comunque di un buon compromesso tra chi auspicava più radicali interventi repressivo-censori (magari guardando il modello nipponico, ove anche il piccolo pirata domestico rischia veramente la galera) e chi invece vedeva nella regolazione un intollerabile bavaglio alla rete, e comunque un intervento non preceduto da una norma primaria legittimante (i seguaci di Grillo hanno addirittura gridato all’espropriazione della funzione del Parlamento: Cardani è stato definito ‘un autocrate che snobba il Parlamento’ dai parlamentari del Movimento Cinque Stelle in Commissione Trasporti della Camera).
Il Presidente Cardani, in un’audizione del 15 gennaio di fronte alle Commissioni Cultura e Trasporti della Camera, ha sostenuto che il regolamento si pone come ‘ragionevole sintesi fra i differenti e variegati interessi in gioco’. Va segnalato che due giorni dopo l’intervento del Presidente Agcom, il 17 dicembre, è intervenuto sull’argomento il Commissario Ue Responsabile per il Mercato Interno, Michel Barnier, il quale ha confermato che il regolamento dell’Agcom è ‘conforme al quadro legislativo europeo’, ma ha precisato anche che la Commissione ‘ha in effetti delle domande e dei dettagli da verificare’, e su questo ‘continua a lavorare con le autorità italiane’.
Pur giudicando positivamente l’iniziativa, Bruxelles nutre infatti alcuni dubbi sui nuovi poteri sanzionatori assegnati all’Authority e sulla possibilità di rimuovere dai blog i contenuti con parti di opere altrui. In particolare, ha destato la perplessità della Commissione la volontà dichiarata di voler perseguire i professionisti della pirateria, chiudendo esplicitamente un occhio per le violazioni degli utenti finali e per le applicazioni ‘peer-to-peer’ di condivisione di file online. Inoltre è stato richiesto di comprendere meglio se le nuove norme si applicano soltanto al ‘provider host’, od anche ai ‘provider di servizi intermedi’ (ossia i siti che mettono a disposizione i link), e di meglio specificare le definizioni di chi carica il materiale in rete (‘uploader’), manager e persona competente di un sito.
La Commissione Europea, pur riconoscendo che nel suo complesso l’iniziativa sembra essere orientata verso l’equilibrio dei diversi interessi delle parti coinvolte, ha anche chiesto spiegazioni sulle questioni del diritto alla difesa, del giusto processo e del principio del contraddittorio, che non potrebbero non essere in linea con la Carta Ue dei diritti fondamentali. La partita non è chiusa, quindi, ma si deve ben precisare che i chiarimenti richiesti (Barnier ha dichiarato che la Commissione attende ancora alcune risposte dall’Agcom) non bloccano in alcun modo l’entrata in vigore del regolamento, prevista per il 31 marzo 2014.
In conclusione, finalmente, esiste anche in Italia, dal 1° aprile 2014, una forma ­ finanche sperimentale ­ di contrasto al costante e progressivo depauperamento dell’industria culturale: depauperamento del sistema culturale che determina l’impoverimento dell’intera socio-economia del Paese. E anche qualora non fosse il ‘migliore dei regolamenti possibili’, ci sarà comunque tempo per modificarlo.
(*) Responsabile di ricerca dell’Istituto italiano per l’Industria Culturale – IsICult (www.isicult.it)
www.asca.it30/01/2014 18:09 =
Cinema: 15 nuovi ingressi tra i produttori dell’ ANICA
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(ASCA) – Roma, 30 gen 2014 – Quindici societa’ di produzione cinematografica sono entrate nella Sezione produttori dell’ ANICA . ”La rappresentativita’ dell’Associazione aumenta – ha dichiarato il presidente della Sezione, Angelo Barbagallo. ”Abbiamo voluto favorire gli ingressi di forze nuove nell’ ANICA abbassando la quota ai nuovi associati per i primi due anni. Essere piu’ forti nei confronti delle istituzioni e delle realta’ del mercato con cui dobbiamo relazionarci, passa anche per una piu’ ampia partecipazione delle imprese alla vita dell’ ANICA e un maggiore confronto con realta’ che si affacciano nel nostro settore o altre gia’ consolidate”. I quindici nuovi associati alla Sezione produttori rappresentano infatti un mix di giovani societa’ e di realta’ gia’ presenti da tempo nel mondo della produzione audiovisiva. ”Il nostro obiettivo e’ quello di costruire una grande ANICA – ha detto il presidente dell’ ANICA , Riccardo Tozzi – che sia un luogo di serio e serrato confronto tra le diverse realta’ e di spinta per favorire politiche adeguate allo sviluppo del settore. L’ingresso di nuove imprese nell’ ANICA non fa che rafforzare la nostra azione e dare corpo, anche numericamente, all’idea di un’Associazione grande sia nel disegno strategico che nei numeri”. Ecco l’elenco delle nuove imprese di produzione associate: Amygdala, Apapaja, Casanova multimedia SPA, Citrullo International, Jole Film, Kinesis, La Sarraz Pictures, Mir Cinematografica, Mood Film, Movimento Film, One More Pictures, Partner Media Investiment, Paypermoon, Solaria Film, Tangram Film. cm/red
it.notizie.yahoo.com_spettacoli30/01/2014 18:09 =
Cinema: 15 nuovi ingressi tra i produttori dell’ ANICA
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(ASCA) – Roma, 30 gen 2014 – Quindici societa’ di produzione cinematografica sono entrate nella Sezione produttori dell’ ANICA . ”La rappresentativita’ dell’Associazione aumenta – ha dichiarato il presidente della Sezione, Angelo Barbagallo. ”Abbiamo voluto favorire gli ingressi di forze nuove nell’ ANICA abbassando la quota ai nuovi associati per i primi due anni. Essere piu’ forti nei confronti delle istituzioni e delle realta’ del mercato con cui dobbiamo relazionarci, passa anche per una piu’ ampia partecipazione delle imprese alla vita dell’ ANICA e un maggiore confronto con realta’ che si affacciano nel nostro settore o altre gia’ consolidate”. I quindici nuovi associati alla Sezione produttori rappresentano infatti un mix di giovani societa’ e di realta’ gia’ presenti da tempo nel mondo della produzione audiovisiva. ”Il nostro obiettivo e’ quello di costruire una grande ANICA – ha detto il presidente dell’ ANICA , Riccardo Tozzi – che sia un luogo di serio e serrato confronto tra le diverse realta’ e di spinta per favorire politiche adeguate allo sviluppo del settore. L’ingresso di nuove imprese nell’ ANICA non fa che rafforzare la nostra azione e dare corpo, anche numericamente, all’idea di un’Associazione grande sia nel disegno strategico che nei numeri”. Ecco l’elenco delle nuove imprese di produzione associate: Amygdala, Apapaja, Casanova multimedia SPA, Citrullo International, Jole Film, Kinesis, La Sarraz Pictures, Mir Cinematografica, Mood Film, Movimento Film, One More Pictures, Partner Media Investiment, Paypermoon, Solaria Film, Tangram Film.
www.e-duesse.it30/01/2014 17:28 =
Anica , entrate 15 società di produzione
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Anica , entrate 15 società di produzione
Tozzi: «Costruire una grande associazione»
Hanno fatto il loro ingresso nella sezione produttori Anica 15 nuove società: Amygdala, Apapaja, Casanova multimedia SPA, Citrullo International, Jole Film, Kinesis, La Sarraz Pictures, Mir Cinematografica, Mood Film, Movimento Film, One More Pictures, Partner Media Investiment, Paypermoon, Solaria Film, Tangram Film. «L’obiettivo», secondo Riccardo Tozzi , presidente Anica , «è quello di costruire una grande Anica che sia un luogo di serio e serrato confronto tra le diverse realtà e di spinta per favorire politiche adeguate allo sviluppo del settore. L’ingresso di nuove imprese nell’ Anica non fa che rafforzare la nostra azione e dare corpo, anche numericamente, all’idea di un’associazione grande sia nel disegno strategico che nei numeri». Un’opportunità anche per Angelo Barbagallo, presidente della sezione produttori: «La rappresentatività dell’associazione aumenta. Abbiamo voluto favorire gli ingressi di forze nuove nell’ Anica abbassando la quota ai nuovi associati per i primi due anni. Essere più forti nei confronti delle istituzioni e delle realtà del mercato con cui dobbiamo relazionarci, passa anche per una più ampia partecipazione delle imprese alla vita dell’ Anica e un maggiore confronto con realtà che si affacciano nel nostro settore o altre già consolidate».
www.millecanali.it30/01/2014 13:19 =
I controlli del sistema televisivo e l’anarchia del web
Ecco un resoconto sul convegno promosso da Confindustria Radio Tv sul nuovo regolamento Agcom sul diritto d’autore online. Rai e Mediaset alleate nella lotta alla pirateria ma 1 italiano su 3 fruirebbe di contenuti illegali.
Elena D’Alessandri (*)
30 Gennaio 2014
Si è tenuto mercoledì 29 dicembre, presso la sala cinema dell’ Anica (Associazione Nazionale Produttori Cinematografici Audiovisivi e Multimediali), particolarmente gremita, il convegno organizzato da Confindustria Radio Televisione, dal titolo ‘Copyright online. Nuove regole per nuovi scenari digitali’. Si tratta della prima pubblica sortita della novella anima di Confindustria, che ha assorbito tra l’altro la storica Frt e vanta l’inedita adesione anche della Rai. Confindustria Tv si affianca a Confindustria Cultura ed a Confindustria Digitale, e va subito segnalato che le tesi delle tre consorelle non appaiono sempre allineate…
La mattinata è stata introdotta e moderata dal giornalista Emilio Carelli (che è anche Vice Presidente di Confindustria Tv ed appare quasi suo portavoce), dedicata alle tematiche del diritto d’autore online, a poco più di un mese e mezzo dall’approvazione del ‘tanto sospirato’ regolamento Agcom (per un approfondimento, vedi in questo stesso sito nella rubrica ‘Focus’ il ‘Dossier IsICult: il Regolamento Agcom sul diritto d’autore online’).
Rodolfo De Laurentiis, Presidente della novella associazione infra-confindustriale (nonché ex parlamentare Udc ed attualmente anche consigliere di amministrazione Rai), ha voluto organizzare questo incontro perché Confindustria Radio Tv, che pure rappresenta il 98% del mercato audiovisivo nazionale (temiamo che questa stima non sia condivisa da Aeranti-Corallo…), non ha avuto occasione di partecipare alla fase di consultazione, per evidenti questioni ‘anagrafiche’ (è operativa da ottobre 2013). Questi alcuni dati: 9 miliardi di euro sono prodotti ogni anno dagli associati, circa 30mila i dipendenti diretti, un’industria con 198 canali monitorati quotidianamente da Auditel, 16 editori…
I broadcaster ­ ha proseguito ­ nell’ultimo quadriennio, nonostante la morsa della crisi, hanno investito circa 2 miliardi nella produzione di contenuti: “Il regolamento Agcom è stato da noi accolto con particolare favore, perché cerca di arginare un fenomeno sempre più pervasivo, con dati che confermano tutta la sua virulenza. Nel nostro Paese, la pirateria è al 48%, rispetto al 33% in Europa, 45% nel mondo. In sostanza, 1 italiano su 3 fruirebbe di contenuti audiovisivi non originali. Non è stato fatto abbastanza per eliminare i link pirata dalle indicizzazioni”.
I danni da download illegale ammonterebbero a circa 3 miliardi di euro: 1,5 miliardi per l’audiovisivo, 1,4 miliardi per il software… “Se non si riuscirà ad arginare il fenomeno, il settore, nei prossimi 3 anni, rischia la perdita di 20mila posti di lavoro”. Il 37% degli utenti di smartphone farebbe streming illegale di film, serie tv, musica. Addirittura un 75% degli utenti, condividerebbe ‘peer to peer’.
Purtroppo, non è stata precisata la fonte di questi dati, ma siamo ormai abituati ­ in Italia ­ ad un uso discretamente spregiudicato (e partigiano) dei numeri. De Laurentiis crede che l’azione di Agcom per limitare la pirateria e tutelare il diritto degli autori ­ anche attraverso azioni di sensibilizzazione e promozione dell¹offerta legale ­ siano fondamentali, per tutelare il patrimonio artistico del nostro Paese e la concorrenza. La richiesta avanzata da Confindustria Radio Televisione è quella di un ‘level playing field’ e quindi ‘pari opportunità’ per tutti i soggetti (tv, ott).
È seguito un video di Kerstin Jorna (già intervenuta personalmente nel workshop promosso dall’Agcom a fine maggio 2013), Director Intellectual Property all’interno della Dg Mercato Interno e Servizi della Commissione Europea, che ha illustrato gli obiettivi comunitari in materia di diritto d’autore, e le strategie volte al loro perseguimento. Jorna ha paragonato l’industria creativa ad un albero: internet offre grandi opportunità, ma l’ecosistema sopravvive soltanto se ha radici sane, il che implica che l’acqua (ovvero le risorse) possa tornare alle radici (proventi generati anche online attraverso advertising). Proteggere il diritto d’autore appare quindi l¹unico modo per tenere in vita l’albero. “Quest’anno ­ ha proseguito Jorna ­ la Commissione ha avviato il progetto ‘Licenze per l’Europa’, anche al fine di verificare la portabilità degli abbonamenti. La Commissione ­ ha concluso ­ si sta impegnando molto per questo settore, che garantisce crescita e occupazione.
La prima parte della mattinata ha visto quindi sul tavolo di presidenza Angelo Marcello Cardani, Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) e Giovanni Pitruzzella, Presidente dell’Autorità per la Concorrenza ed il Mercato (Agcm). Cardani si è innanzitutto domandato perché il regolamento avesse scatenato reazioni tanto forti da produrre polemiche e quasi una ‘ferocia persecutrice’ nei suoi confronti. Il cammino per il raggiungimento del testo definitivo è stato molto lungo, anche perché si è tentato di tener conto delle implicazioni pratiche e giuridiche che avrebbe prodotto. Sono emersi quindi alcuni elementi imprescindibili: necessità di un’educazione alla legalità, promozione di un’offerta legale a condizioni economiche accettabili; ragionevolezza, garanzie procedimentali e proporzionalità nel regime di regolamentazione. Infine, è stato stabilito che gli interventi fossero solo su segnalazione, non di ufficio, e comunque mai verso gli utenti (fatta salva l’ipotesi che siano attivi, cioè ‘uploader’ di contenuti pirata). Obiettivo primario infatti è quello di ristabilire un piano di legalità in tempi rapidi, senza comunque escludere un intervento giurisdizionale”.
Infine, quanto alla polemica sulle competenze, Cardani ha sostenuto che “il Parlamento non ha bisogno che l’Agcom si faccia da parte, può intervenire in qualsiasi momento per la regolazione del diritto d’autore online. L’adozione da parte dell’Autorità del regolamento sul diritto d’autore non compromette la possibilità del Parlamento di svolgere un’azione legislativa di cui ha il monopolio. Senza riferirsi esplicitamente ai grillini, Cardani ha precisato ironicamente, dichiarando di volersi “togliere alcuni sassolini di cui ho piene le scarpe”: “Varando il regolamento sul copyright, non abbiamo compromesso la possibilità del Parlamento di svolgere la sua azione legislativa: la giovane età di alcuni parlamentari che ci hanno mosso critiche forse li esime da conoscenze costituzionali, ma mi aspettavo di più”.
Cardani ha annunciato la realizzazione di uno spot di sensibilizzazione sociale rispetto al problema della pirateria. Pitruzzella ha rimarcato che i ‘diritti’ (i diritti sul ‘content’), tutti, costano, e che se, culturalmente, non viene ristabilito questo principio fondamentale, sarà difficile ottenere risultati concreti. Quanto alla regolamentazione su internet ­ ha rimarcato ­ bisogna stare molto attenti. Da una parte, vanno tutelati diritti degli autori e dei creatori; dall’altra, bisogna stare in guardia rispetto a meccanismi troppo rigidi, che pregiudichino la libertà della rete intesa come forum di libera espressione e circolazione di idee. Pitruzzella ha quindi espresso preoccupazione per quanto riguarda il Comitato Tecnico che comprende tutti gli ‘stakeholder’, e che potrebbe dare vita ad offerte troppo rigide, che non tutelano la concorrenza. Pitruzzella ha voluto mettere in guardia dai possibili accordi che dovessero intervenire tra operatori all’interno del Comitato, da valutare in termini di tutela della concorrenza (ha precisato: “Il Comitato non è che non ci piaccia, ma il rischio è che gli accordi al suo interno possano essere fatti in modo tale da non tutelare la concorrenza tra le imprese”).
È stato quindi il momento dei broadcaster. Prima ad intervenire, Anna Maria Tarantola, Presidente Rai, che si è dichiarata favorevole al regolamento. Ritiene che la rete sia molto importante per la veicolazione di idee ed informazione, ma sottolinea che queste ultime sul web spesso non sono verificate e che inoltre internet è pieno di contenuti diffusi illegalmente. Apprezza lo sforzo di Agcom nel voler reprimere gli illeciti con tempistica finalmente rapida, e sottolinea l’importanza della campagna educativa, che non deve essere episodica, ma stabile. Ha quindi espresso alcune preoccupazioni rispetto al regolamento: l’Agcom potrebbe addirittura intervenire anche contro i ‘fornitori di servizi media audiovisivi’ (come la Rai), e questa eventualità appare curiosa, dato che la Tv pubblica, come altri broadcaster, o produce contenuti in-house o li acquista da terzi, pagandone i diritti. Tarantola ha inoltre concluso ribadendo l’importanza del regolamento, ma solo come primo step in prospettiva di un quadro organico più ampio di certezze a livello europeo.
Fedele Confalonieri, Presidente Mediaset, ha ribadito che si deve “pagare per i diritti”. Il Biscione spende 2 miliardi l’anno per il proprio palinsesto (questo dato sembra cozzare con quanto dichiarato da De Laurentiis, vedi supra), dovendo peraltro rispettare infinite norme: quote europee per il cinema e quote nazionali, fasce protette, eccetera. Scherzosamente, ha aggiunto: “Se ci scappa un capezzolo in fascia protetta, succede il finimondo, mentre su internet gli over the top non hanno limitazioni, e non pagano una lira. In assenza di una reale tutela del diritto d’autore su internet, noi rischiamo di chiudere”.
Francamente, non ci sembra che Agcom si mostri particolarmente feroce nei confronti degli obblighi di Mediaset (o di Rai e La7 ed altri), ma senza dubbio esiste una sperequazione tra ‘controllo’ della Tv ed ‘anarchia’ del web. A margine del convegno, Confalonieri ha precisato che, “a fronte degli oltre 2 miliardi di euro l’anno investiti per l’intero palinsesto, ben 1,2 miliardi di euro vengono allocati alle autoproduzioni italiane ed europee. Budget impressionanti, ed è naturale e giusto che chi investe rivendichi il diritto a non veder piratati i propri contenuti, e vanificati i propri investimenti. “Ci vuole una legge e la diffusione di una cultura specie tra i giovani, tale da far capire che scaricare gratis un film o musica è illegale”.
Secondo il n° 1 di Mediaset, gli ‘over the top’ sarebbero dei “signori che fanno miliardi di utili, non pagano una lira di tasse, qui, impiegano pochissime persone, parliamo di decine”. Viceversa, “noi spendiamo per il nostro palinsesto, e abbiamo norme su quote di cinema, su quote europee, sulla tutela dei minori²” Ha insistito: “Noi broadcaster abbiamo un’ira di Dio di regole, e dall’altra parte niente”. Sul niente, concordiamo. Sull’ira di Dio (?!), nutriamo dubbi.
Confalonieri si riferisce forse al recente mite invito ³repressivo² del redivivo Comitato Media e Minori, presieduto da Maurizio Mensi, rispetto alle sortite ‘porno’ della D’Urso nelle sue chiacchierate della domenica pomeriggio?! “Io rimpiango… la pirateria dei guappi napoletani ­ ha continuato Confalonieri ­ . il concetto di ‘settimo non rubare¹ facciamolo diventare una regola anche per internet”.
Per Sky Italia, in assenza di Zappia, trattenuto a Milano, è stato Eric Gerritsen, Executive Vp Communications and Public Affairs, ad intervenire. Ha evidenziato come il mercato televisivo, anche a causa di internet, stia attraversando una fase di trasformazione radicale. In questo scenario, Sky investe in diritti il 50% del proprio fatturato (anche in questo caso, chi può validare queste stime?! L’Agcom non interviene in materia), ed è quindi importante ribadire che i diritti vanno pagati, e non c¹è spazio per free rider”. Gerritsen ha quindi concluso: “Bisogna inoltre guardare al mercato unico, anche perché con l’arrivo di internet lo spettatore può scegliere dove, come e cosa guardare”.
Maurizio Giunco, a nome della Frt, associazione italiana delle Tv e Radio locali (infatti Frt ‘nazionale’ è confluita in Confindustria Tv) ha lamentato le enormi ‘limitazioni’ che imbrigliano il sistema televisivo, in nome del pluralismo, dei minori, della difesa del pudore, delle fasce più deboli, per poi domandarsi ­ un po’ curiosamente, sia consentito osservare ­ se sia giusto imbrigliare anche internet, o se non sia meglio togliere le catene alla Tv. Suvvia, le… ‘catene’ di cui parla Giunco ci appaiono veramente eccessiva formula retorica!
Marco Ghigliani, Amministratore Delegato di La7, ha espresso il proprio sostegno al regolamento. Ha condiviso le preoccupazioni esternate da Tarantola, sottolineando la necessità che, a livello culturale, prenda piede il principio per cui un investimento va remunerato. Principio ancor più valido in questa fase, nella quale i broadcaster sono divenuti operatori multimediali a tutto tondo.
Andrea Castellari, Direttore di Discovery Italia, ha sostenuto che il loro business è ancora al 99% basato su ricavi da Tv lineare. Discovery ha provato a ragionare su business non lineari, ma ad oggi è ancora molto complicato e rischioso. Ritiene fondamentale rendere disponibili contenuti legali a prezzi che la gente sia disposta a pagare. Crede l’Agcom stia facendo un lavoro straordinario, che è però importante proseguire a livello europeo e mondiale.
In chiusura, sono intervenuti Domenico Luca Scordino, Consigliere di Gestione Siae (già Sub Commissario della stessa), in rappresentanza del Presidente Gino Paoli, e Riccardo Tozzi , Presidente Anica . Il primo ha sostenuto l’importanza del lavoro di Agcom, ampiamente sostenuto da Siae, ed ha manifestato preoccupazione per il fenomeno della disintermediazione, che è stato accelerato dall’economia di internet, e che in verità non libera gli autori dal monopolio della collecting italiana, ma ne indebolisce soltanto il potere contrattuale.
Riccardo Tozzi si è soffermato invece sull’alone diffuso e manipolatorio che fa travisare la realtà, ben messo in campo dalle lobby delle OTT, aiutate in questo da un’area culturale e politica di ‘fiancheggiamento’, che si scaglia a priori per la rete libera. Quella adottata da Agcom è semplicemente una misura di equità e garanzia. Per quanto riguarda eventuali interventi di riforma della disciplina sul diritto d’autore, Tozzi ritiene che non ci sia proprio nulla da cambiare. “L’anomalia italiana – ha concluso – risiede in un mercato televisivo essenzialmente malato, in cui nessuno dei 3 player più importanti sulla scena riesce ad essere in utile: siamo l’unico Paese che ha 7 reti generaliste e questo fa si che la redditività sia molto ridotta”.
Antonio Catricalà, Vice Ministro dello Sviluppo Economico, in chiusura ha toccato molti temi scottanti: dall’asta delle frequenze alla numerazione Lcn, al rinnovo del contratto con la Rai del 2016. Per quanto riguarda la specifica tematica, ha espresso soddisfazione “perché è il segno che qualcosa si sta facendo, che comunque si potrà sempre migliorare. Tutelare il diritto d’autore è importante, perché chi produce contenuti per sé e per la società possa continuare a farlo”.
Totalmente assenti, ma era prevedibile, voci dissidenti, ma forse attendersi da Confindustria Tv che inviti al dibattito gli estremisti libertari come Scorza, Sarzana e Pierani sarebbe veramente pretendere troppo. Si attendono le loro reazioni.
(*) Responsabile di ricerca dell¹IsICult – Istituto italiano per l¹Industria Culturale (www.isicult.it)
tv.ilfattoquotidiano.it 30/01/2014 12:09 =
Mediaset, Confalonieri contro Internet: “Senza regole sul copyright saltiamo tutti”
“Se non si rispetta il copyright saltiamo tutti. Ci sono signori che non pagano nulla, impiegano pochissima gente e ci prendono in giro”. Parola di Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, durante un convegno sul copyright online nella sede dell’ Anica a Roma. “Spendiamo un miliardo e 200 milioni per il palinsesto – ha detto ancora – mentre i giganti di internet non pagano un accidente: così salta il nostro modello di business, rimpiango quasi le piraterie dei guappi americani che copiavano le cassette”. Il compagno d’impresa di Silvio Berlusconi ricorda anche un aneddoto sugli inizi del Cavaliere: “Quando partì con la televisione comprò per 2 miliardi l’archivio di Goffredo Lombardo, la Titanus. A posteriori è stato un grande affare, ma a quei tempi lo schernirono: ‘è arrivato il milanese, si è preso una bufala’”. “Se non c’è una tutela della nostra attività – conclude Confalonieri – rischiamo veramente di chiudere” di Tommaso Rodano
www.key4biz.it29/01/2014 18:00 =
Allarme pirateria online: 20 mila posti di lavoro a rischio in tre anni nell’audiovisivo
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Un italiano su tre usufruisce di contenuti audiovisivi scaricati illegalmente online, con un danno di 3 miliardi all’anno. E’ quanto emerge dal workshop di Confindustria Radio Televisione “Copyright online: nuove regole per nuovi scenari digitali”.
Pirateria digitale
Media – Un italiano su tre usufruisce di contenuti non originali scaricati illegalmente online (film, programmi tv, software), con un danno economico per il nostro paese che si aggira intorno ai 3 miliardi di euro all’anno e di 500 milioni di euro per il solo settore televisivo. Sono 20 mila i posti di lavoro a rischio nei prossimi anni nel settore televisivo a causa della pirateria online e della spregiudicatezza con cui si muovono gli Over the top in Rete. La pirateria è diventata il nemico numero uno dei broadcaster televisivi e dei detentori di diritti nel nostro paese. In questo senso, il settore televisivo accoglie con favore il nuovo regolamento sulla tutela del copyright online varato dall’Agcom, che entrerà in vigore il prossimo 31 marzo, un primo passo nella giusta direzione, per prendere atto della nuova prospettiva di un mercato unico dei servizi audiovisivi, con regole che in prospettiva dovranno essere uguali per tutti. E’ questa in sintesi la fotografia che emerge dal workshop “Copyright online: nuove regole per nuovi scenari digitali” organizzata oggi a Roma da Confindustria Radio Televisioni per fare il punto sulle prospettive del settore nel nuovo scenario della convergenza con il mondo del digitale.
La parte del regolamento Agcom che più preme ai broadcaster televisivi è quella che riguarda le violazioni commesse sul web. La partita si gioca ora a livello europeo, oltre che nazionale, con la partita delle concessioni di licenze multi territoriali. Con la possibilità di trasmettere contenuti in diversi paesi europei.
Al workshop hanno partecipato Rodolfo De Laurentiis, presidente di Confindustria Radio Televisioni, il presidente dell’Agcom, Angelo Marcello Cardani, il presidente dell’Agcm Antonio Pitruzzella, Anna Maria Tarantola, presidente della Rai, Fedela Confalonieri, presidente di Mediaset, Maurizio Giunco, presidente di FRT, Marco Ghigliani, amministratore delegato de La7, Andrea Castellari, Direttore generale di Discovery Italia, Eric Gerritsen, Sky Italia Executive VP Communication & Public Affairs, Riccardo Tozzi , presidente dell’ Anica , Domenico Scordino, membro del consiglio di gestione della Siae. In chiusura Antonio Catricalà, viceministro del Ministero dello Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni.
Rodolfo De Laurentiis (Confindustria Radio televisione): ‘Google non ha fatto abbastanza per eliminare l’indicizzazione di link pirata’
“Il consumo quotidiano di contenuti televisivi è in aumento, con una media di 4 ore e mezza al giorno – ha detto Rodolfo De Laurentiis, il presidente di Confindustria Radio Televisione – non penso che la fruizione televisiva cresca, come dicono alcuni, perché c’è la crisi. Anzi, credo che cresca per la capacità della televisione di arricchire l’offerta. Negli ultimi due anni i broadcaster hanno investito 2 miliardi di euro, contribuendo in modo concreto alla filiera dei contenuti. Per questo motivo accogliamo con favore il nuovo regolamento Agcom sul copyright online, perché cerca di arginare la pirateria che aggredisce il nostro settore. Il tasso di pirateria nel nostro paese è al 48%, a fronte del 33% nel resto d’Europa. Uno studente su tre non pensa che la pirateria sia un danno per cinema e tv. Ma a causa della pirateria sono a rischio 20 mila posti di lavoro nei prossimi tre anni nel nostro paese a causa della pirateria online”.
Secondo recenti stime di Hadopi, il 37% degli utenti effettua streaming illegale di film e telefilm via smartphone e terminali mobili e il 75% li condivide in modalità P2P. Il 74% degli utenti ammette che i motori di ricerca, in primo luogo Google, sono la fonte primaria di queste ricerche. “Dal nostro punto di vista non è stato fatto abbastanza per eliminare l’indicizzazione dei link pirata da Google – aggiunge De Laurentiis – pensiamo che il regolamento Agcom vada nella giusta direzione”.
Angelo Cardani (Agcom): ‘Parlamento sovrano su diritto d’autore, Agcom non ha bisogno di farsi da parte’
Polemico l’intervento del presidente dell’Agcom Angelo Marcello Cardani, che attacca “Vorrei ricordare ai parlamentari che in questi mesi mi hanno attaccato sul regolamento per la tutela del copyright online, che il regolamento lascia inalterate le garanzie giurisdizionali, non pregiudica che il Parlamento possa legiferare in questo campo”.
Il presidente dell’Autorità ha ricordato che “Il Parlamento non ha bisogno che l’Agcom si faccia da parte, può intervenire in qualsiasi momento perché il Parlamento è sovrano” per la regolazione del diritto d’autore online. “Il nostro regolamento ha valenza amministrativa e non pregiudica in alcun modo che il Parlamento legiferi in questo campo con un’azione legislativa in materia – ha detto Cardani – Diversi parlamentari, singolarmente, mi hanno chiesto di farmi da parte in questi mesi”.
Giovanni Pitruzzella (Agcm): ‘Antenne alzate sul rischio per concorrenza da comitato per la tutela del diritto d’autore’
Con l’istituzione di un comitato per la tutela del diritto d’autore online ci sono “rischi che si concludano intese fra diversi attori con un grado di dettaglio tale da prevedere offerte rigide che non tutelino la concorrenza”. Lo ha detto il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella. Il comitato, previsto dal regolamento Agcom sul diritto d’autore online, sarà presieduto dal segretario generale dell’Autorità con la partecipazione di tutti gli attori in campo. Pitruzzella ha comunque aggiunto che “siamo sicuri che l’Agcom eviterà questo pericolo”.
Riguardo in generale al regolamento dell’Agcom sul diritto d’autore online, Pitruzzella lo ha giudicato “un passo avanti, anche se non c’è la definitiva soluzione del problema”.
Il diritto d’autore, secondo Pitruzzella, è legato ai diritti fondamentali dai tempi di Kant e per questo va tutelato tenendo conto del fatto che “tutti i diritti hanno un costo, compreso il diritto alla banda larga e a quello della Rete – ha detto – i diritti vanno remunerati e i costi redistribuiti “. Per quanto riguarda la pirateria, Pitruzzella ha ricordato la segnalazione al Parlamento nel 2013, con la richiesta di un intervento forte sulla remunerazione proponendo come modello quello tedesco, considerato migliore di quello francese. E il procedimento di enforcement nel procedimento istruttorio su Google del 2010.
Anna Maria Tarantola (Rai): ‘Regolamento Agcom primo passo, ma serve testo unico’
Il presidente della Rai Anna Maria Tarantola, apprezza il regolamento messo a punto dall’Autorità di garanzia delle comunicazioni, per la tutela del diritto d’autore online, ma invita ad andare oltre verso la costituzione di un testo unico che tenga conto di tutti gli interessi contrapposti. Tarantola ha sottolineato che il regolamento è “un primo passo. Ma è necessario arrivare a un quadro organico più ampio che dia più certezze e tenga conto di tutti gli interessi per arrivare a un testo unico – ha detto il presidente Rai – Sarà nostro compito in sede Ue e di concerto con l’Agcom portare avanti l’idea di una specie di testo unico su questo argomento”.
A proposito del comitato previsto dal regolamento la Tarantola ha spiegato che “dovrà essere molto efficace nella sua azione, ma attenzione a non interferire sulle dinamiche concorrenziali”.
Secondo il residente Rai, la Rete spesso veicola volumi di informazioni che non sono verificate, non veritiere e contenuti illegali perché diffusi senza il consenso dei titolari dei diritti.
Fedele Confalonieri (Mediaset): ‘Basta contenuti gratis sul web, senza tutela copyright salta tutto’
Non usa mezze parole e attacca frontalmente gli Ott Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset. “I contenuti gratis su Internet rischiano di mettere in crisi il modello di business delle aziende dell’audiovisivo – ha detto Confalonieri – Non ci sono pasti gratis. Se non c’è la tutela del nostro patrimonio, della nostra attività – ha detto Confalonieri – rischiamo di chiudere. Il settimo comandamento non rubare facciamolo diventare una regola anche per Internet”.
Il presidente di Mediaset ha ricordato che “noi spendiamo 1,2 miliardi per preparare il nostro palinsesto, mentre gli Ott non pagano nulla – ha detto – Se il diritto di autore non è rispettato saltano tutti, salta il nostro modello di business mentre altri fanno miliardi di utili, non pagano una lira qui, impiegano poche persone e ci prendono in giro. Gli Ott devono pagare e poi non ci deve essere una contrapposizione tra libertà e legalità”.
Confalonieri ha ricordato che quando Silvio Berlusconi cominciò a fare televisione “comprò per 2 miliardi tutto l’archivio della Titanus. Ora non pagano un accidente”.
Commentando l’avvertimento lanciato da Pitruzzella sui rischi dell’istituzione del comitato per la tutela del diritto d’autore online, Confalonieri, ha precisato che “secondo me questo genere di intese alla luce della nostra esperienza sono all’origine del diritto televisivo”. Confalonieri ha ricordato le tante intese sulla pubblicità raggiunte tra i vari operatori televisivi nel passato.
Eric Gerritsen (Sky): ‘Margini in calo, priorità al mercato unico’
Eric Gerritsen, Sky Italia Executive VP Communication & Public Affairs Pone l’accento sulle trasformazioni del mercato televisivo legate all’avvento di Internet. In questo senso “Benvenga il nuovo regolamento Agcom sul copyright online – ha detto – anche se qualche miglioria è auspicabile. Negli ultimi anni la marginalità dei broadcaster è in fase decrescente, quindi la tutela dei diritti è fondamentale. Basti pensare che Sky mette il 50% del fatturato sui diritti”.
In linea con quanto dichiarato da Fedele Confalonieri, Gerritsen dice che “non esistono ‘free lunch’, i pasti gratis non sono più ammissibili. Bisogna guardare ad un mercato unico e passare dalle parole ai fatti, visto che gli OTT usano Internet per la trasmissione di contenuti. La trasformazione del mercato televisivo deve quindi prevedere un intervento forte su copyright e mercato”.
Maurizio Giunco (FRT): ‘Gli OTT sono dopati, allora si dopino anche i broadcaster’
“Oggi dobbiamo partire dal fatto che esiste un mercato unico della comunicazione – ha detto Maurizio Giunco, presidente di FRT – negli ultimi 35 anni la tv è sempre stata imbrigliata in nome di concetti come il pluralismo, la par condicio, tutela dei minori. Al contrario, personalmente non ho mai sentito alcun tipo di autocritica da parte del web, eppure la Rai stessa critica la tv in diverse sue trasmissioni”.
Giunco ha poi attaccato gli OTT: “Gli OTT sono dopati, allora anche la tv si dopi perché il problema dei diritti è fondamentale anche per le emittenti locali”.
Marco Ghigliani (La7): ‘Garantire remunerazione, il 70% del traffico web è costituito da video’
Accoglie positivamente il nuovo regolamento dell’Agcom Marco Ghigliani, amministratore delegato de La7, pur condividendo con il presidente della Rai Anna Maria tarantola “alcune piccole preoccupazioni sulla sua applicazione ai broadcaster – ha detto Ghigliani – penso inoltre che la remunerazione vada garantita, tanto più che il 70% del traffico online è costituito da video e in prospettiva crescerà ancora”.
Secondo Ghigliani, tutti i broadcaster si sono evoluti verso il web e il mondo dei social. “La7 da tempo fa live streaming di contenuti sui social e su diversi siti web – ha detto – abbiamo siglato diverse partnership commerciali con gli operatori del web, ad esempio con Youtube. In questo modo riusciamo a monetizzare anche i contenuti online. Servono accordi di reciprocità, ricordando sempre che le testate online hanno bisogno dei contenuti dei broadcaster”.
Andrea Castellari (Discovery): ‘Pirateria strutturale quando parte qualcosa di nuovo’
“La pirateria è strutturale in tutte le cose nuove che partono – ha detto Andrea Castellari, direttore generale di Discovery Italia – Ricordo il caso di Tele Più, che all’inizio in Italia registrava 2,5 milioni di abbonamenti pirata, un fenomeno che è diminuito nel tempo, lo stesso problema lo ha vissuto Microsoft con i suoi software. Per quanto riguarda il nuovo regolamento varato dall’Agcom, sono d’accordo con il presidente Cardani sul fatto che gli operatori debbano definire un modello per fornire contenuti a prezzi abbordabili. Stiamo attenti che negli Usa alcune corti federali hanno approvato il fatto che tv di altri paesi possano andare in onda online in streaming senza chiedere autorizzazioni. E’ un fatto preoccupante”.
borsaitaliana.it29/01/2014 01:24 =
Economia e finanza: gli avvenimenti di MERCOLEDI’ 29 gennaio
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Missione a Bruxelles per il presidente del Consiglio Enrico Letta in vista del semestre di Presidenza italiano dell’Ue che si aprira’ a luglio. Sul fronte finanziario il Tesoro mette in asta BoT semestrali per 8 miliardi, a Milano si svolge la presentazione di Lmax Exchange, mercato regolamentato europeo per la negoziazione delle valute, a Torino si tiene la conference call di Fiat Spa e Chrysler Group LLC per la presentazione dei risultati del 2013 e a Basilea si svolge l’incontro di Novartis sui risultati finanziari 2013. A Roma si tiene il workshop “Copyright Online: nuove regole per nuovi scenari digitali”, promosso da Confindustria Radio Televisioni. A Roma si tiene il tavolo Electrolux con Flavio Zanonato, ministro dello Sviluppo economico ed Ernesto Ferrario, amministratore delegato di Electrolux Italia. Sul fronte macroeconomico sono attesi i dati Istat sulla fiducia delle a gennaio, mentre Acea diffonde i dati sulle immatricolazioni di veicoli commerciali in Europa a dicembre, dall’Eurozona e’ atteso il dato M3 destagionalizzato a dicembre
FINANZA – Milano: presentazione di Lmax Exchange, mercato regolamentato europeo per la negoziazione delle valute. Ore 11,00. Presso Palazzo Giureconsulti, piazza Mercanti, 2
- Torino: conference call di Fiat Spa e Chrysler Group LLC per la presentazione dei risultati del 2013. ore 15,00
- Roma: asta di BoT semestrali da 8 miliardi. Ore 11,00 termine per la presentazione delle domande
- Basilea: incontro di Novartis per la presentazione dei risultati finanziari 2013. ore 10,00. Presso Novartis Campus
- Webcast Chrysler per la presentazione dei risultati del gruppo
CDA (approvazione dati contabili) – Ansaldo Sts
ECONOMIA – Milano: convegno “Calamita’ naturali: l’esperienza in Abruzzo e la nuova proposta Cineas”. Organizzato da Consorzio universitario non profit Cineas. Ore 9,15
Partecipano, tra gli altri, Adolfo Bertani, presidente Cineas; Gianni Chiodi, presidente Regione Abruzzo; Aldo Minucci, presidente Ania. Presso Politecnico, piazza Leonardo Da Vinci
- Milano: convegno patrocinato dalla Provincia di Milano, organizzato dal confidi Fidicom Asvifidi Antali e dal sistema associativo Sistema Commercio e Impresa “Fare Impresa, aspettando Expo 2015″. Ore 9,30. Presso Palazzo Isimbardi, Corso Monforte, 35
- Milano: nell’ambito del III Forum delle Politiche sociali, incontro “Anche questa e’ politica sociale
L’educazione finanziaria per contare davvero”. Ore 10,00
Palazzo Marino
- Milano: incontro Rcs Periodici per la presentazione del nuovo “Dove Club”, nuovo sito di Travel E-Commerce di Dove
Ore 11,30. Via Solferino, 26/a
- Milano: conferenza stampa di presentazione di PayBack Italia. ore 11,30. Presso Officina 22, Foro Buonaparte, 22
- Milano: presentazione del libro “Gaetano Mosca e il Corriere della Sera”. Ore 18,00. Partecipa, tra gli altri, Piergaetano Marchetti. Via Solferino, 26/a
- Milano: incontro Ibl per la presentazione del libro “La politica moderna tra scetticismo e fede” di Michael Oakeshott. Ore 18,00. Piazza Castello, 23
- Segrate (Mi): tavola rotonda Ibm “Impresa Italia: perche’ e come crescere”. Ore 16,00. Partecipa, tra gli altri, Michele Angelo Verna, d.g. Assolombarda. Presso Ibm Client Center, Circonvallazione Idroscalo
- Peschiera Borromeo (Mi): “Diversita’ e inclusione nel mondo del lavoro”, evento organizzato da Fondazione Adecco per le Pari Opportunita’. Ore 9,30. Presso Auditorium Microsoft Innovation Center, via Lombardia, 2
- Pavia: inaugurazione dell’Anno Sportivo Universitario 2013-2014. Ore 17,30. Presso Aula Magna dell’Universita’ di Pavia
- Bergamo: conferenza stampa per la presentazione del progetto di Venti Sostenibili, con il contributo di Fondazione Cariplo e il Comune di Bergamo “New Moby. Meno energia, piu’ movimento”. Ore 11,00. Presso Palazzo Frizzoni, Piazza Matteotti, 27
- Brescia: tavola rotonda organizzata da Il Corriere della Sera Corriere Economia e J.P.Morgan Asset Management “Missione crescita. Quali visioni per il 2014″. Ore 18,00
Presso Chiesa di San Cristo, via Piamarta, 9
- Torino: Compagnia di San Paolo presenta le Linee Programmatiche per il 2014 e le attivita’ svolte nel 2013
Ore 10,45. Partecipa, tra gli altri, Piero Gastaldo, segretario generale Compagnia di San Paolo. Presso Teatro Regio, piazza Castello, 215
- Roma: workshop “Copyright Online: nuove regole per nuovi scenari digitali”, promosso da Confindustria Radio Televisioni. Ore 9,30. Partecipano, tra gli altri, Rodolfo De Laurentis, presidente Confindustria Radio Televisioni; Angelo Marcello Cardani, presidente Agcom; Giovanni Pitruzzella, presidente Agcm; Anna Maria Tarantola, presidente Rai; Andrea Zappia, a.d. Sky Italia; Fedele Confalonieri, presidente Mediaset; Marco Ghigliani, a.d. La 7; Gino Paoli, presidente Siae; Riccardo Tozzi , presidente Anica ; Antonio Catricala’, vice ministro per lo Sviluppo economico. Viale Regina Margherita, 286
- Roma: convegno di chiusura del workshop itinerante, promosso da Codere, su “In nome della legalita’”. Ore 10,30. Partecipa, tra gli altri, Massimo Passamonti, presidente Confindustria Sistemi Gioca Italia. Spazio Mastai, Palazzo dell’Informazione, piazza Mastai, 9
- Roma: conferenza stampa, promossa dalle Ferrovie di Stato Italiane, “Piu treni Vivalto ai pendolari della Regione Lazio”. Ore 11,00. Partecipano, tra gli altri, Mauro Moretti, a.d. Ferrovie dello Stato Italiane; Nicola Zingaretti, presidente Regione Lazio. Stazione Roma Termini, Binario 1, ingresso via Marsala
- Roma: presentazione della guida “Radio e televisione digitale”, pubblicata dal Comitato elettrotecnico italiano
Ore 11,00. Partecipano, tra gli altri, Oscar Cicchetti, vice presidente Confindustria digitale; Angelo Maria Cardani, presidente Agcom. Presso il Cnr, sala Marconi, piazzale Aldo Moro, 7
- Roma: convegno “Educare alla rete. L’alfabeto della nuova cittadinanza nella societa’ digitale”, promosso dal Garante per la protezione dei dati personali. Ore 11,30
Partecipano, tra gli altri, Maria Chiara Carrozza, ministro per l’Istruzione; Francesco Caio, Commissario di Governo per l’attuazione dell’agenda digitale; Luigi Gubitosi, d.g
Rai; Antonello Soro, presidente dell’Autorita’ Garante per la protezione dei dati personali. Sala Convegni, piazza di Montecitorio, 123/a
- Roma: conferenza stampa di presentazione della 111esima edizione di Fieragricola che si terra’ a Veronafiere dal 6 al 9 febbraio. Ore 11,30. Partecipano, tra gli altri, Damiano Barzacola, vice presidente vicario di Veronafiere; Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere; Giuseppe Castiglione, sottosegretario per le Politiche agricole; in collegamento da Bruxelles, Maurizio Martina, sottosegretario per le Politiche agricole con delega ad Expo 2015. Presso il Jumeirah Grand Hotel, via Veneto, 155
- Roma: conferenza stampa di presentazione La fabbrica della patente. Ore 12,00. Partecipano, tra gli altri, Erasmo D’Angelis, sottosegretario di Stato del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture; Maurizio Vitelli, direttore generale della Motorizzazione. Presso uffici della Motorizzazione, Cesprad, via di Settebagni, 333
- Roma: convegno “Strategie e strumenti per l’internazionalizzazione dell’industria dei dispositivi medici”. Ore 14,30. Partecipa, tra gli altri, Carlo Calenda, viceministro dello Sviluppo economico. Presso la sede Ice, via Liszt, 21
- Roma: tavolo Electrolux. Ore 15,00. Partecipano, tra gli altri, Flavio Zanonato, ministro dello Sviluppo economico; Ernesto Ferrario, amministratore delegato di Electrolux Italia. Sara’ presente anche la presidenza del Consiglio
Presso ministero dello Sviluppo economico
–In collaborazione con Borsa Italiana www.borsaitaliana.it
RED
(RADIOCOR) 28-01-14 19:52:04 (0596) NNNN
finanza-mercati.ilsole24ore.com29/01/2014 01:00 =
Telecom: Catricala’, Sawiris? ‘Ben venga se ci mette i soldi’ -
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Roma, 29 gen – “Ben vengano se ci mettono i soldi”. Cosi’ il vice ministro dello Sviluppo economico, Antonio Catricala’, ha commentato, a margine di un convegno alla sede dell’ Anica , la recente intervista in cui l’imprenditore egiziano Naguib Sawiris, ha sostenuto di avere intenzione di entrare nell’azionariato di Telecom Italia.
sim-lc- (RADIOCOR) 29-01-14 09:58:33 (0170) 3
www.unionesarda.it28/01/2014 12:03 =
Nuovi scenari digitali in Italia A Roma workshop di Confindustria
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Nuovi scenari digitali in Italia A Roma workshop di Confindustria La regia e la messa in onda del TG di Videolina
L’appuntamento, domani a Roma, è promosso da Confindustria Radio Televisioni. Ci saranno, tra gli altri, i presidenti di Rai e Mediaset e il viceministro Catricalà .
“Copyright Online: nuove regole per nuovi scenari digitali”. E’ il titolo di uno workshop in programma domani dalle 10 a Roma (in viale Regina Margherita 286) su iniziativa di Confindustria Radio Televisioni. Sono previsti gli interventi di Rodolfo De Laurentis (presidente Confindustria Radio Televisioni), Angelo Marcello Cardani (presidente Agcom), Giovanni Pitruzzella (presidente Agcm), Anna Maria Tarantola (presidente Rai), Andrea Zappia (amministratore delegato Sky Italia), Fedele Confalonieri (presidente Mediaset), Maurizio Giunco (presidente Frt), Marco Ghigliani (amministratore delegato La7), Andrea Castellari (direttore generale Discovery Italia), Gino Paoli (presidente Siae), Riccardo Tozzi (presidente Anica ). Conclusioni affidate ad Antonio Catricalà (viceministro Sviluppo economico). Modererà i lavori il giornalista Emilio Carelli.
huffingtonpost.it27/01/2014 13:33 =
Festival di Roma, si va verso un’eutanasia?
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Il festival del cinema di Roma, un pasticciaccio glocal tra velleità internazionali e revanscismi localisti, è arrivato a un bivio (c.f.r. articolo Dagospia). I bilanci pubblici sono in crisi, la Camera di Commercio ha qualche problema e allora la diretta conseguenza è: che fare? Questo il dilemma – tra gli altri – che agita i sonni del sindaco Ignazio Marino e del Presidente di Regione Nicola Zingaretti.
La domanda è stata oggetto di un dibattito promosso dal Sindacato Critici Cinematografici alla Casa del Cinema e la sensazione è quella che per la kermesse veltroniana sia stato avviato un processo di eutanasia che se da un lato solleverebbe le attuali amministrazioni dalla responsabilità di un taglio netto, dall’altro porrebbe dei freni a un centro di spesa da 10 milioni di euro l’anno.
Lucida, come al solito, è stata l’analisi del produttore e presidente dell’ Anica Riccardo Tozzi che ha sottolineato con impietoso garbo sia il mancato raggiungimento di un adeguato mercato dell’audiovisivo com’era nelle intenzioni originarie (Business Street), sia l’assenza di un Palazzo del Cinema – come Parigi o Berlino – che oltre a dimostrare che il festival non sia una priorità istituzionale, lo costringe a farsi concavo con il calendario concertistico dell’Auditorium ed i limiti strutturali di sale bellissime, ma inadatte. Senza considerare la periodizzazione che ha sempre dovuto fare i conti con Venezia e Torino.
“Alle condizioni attuali -conclude Tozzi- c’è un modo per rilanciare il festival nella direzione iniziale?”.
Interrogativo capzioso, al quale gli assessori Flavia Barca per il Comune e Lidia Ravera per la Regione Lazio rispondono parlando di generici “efficientamenti” e di un presidente Zingaretti che si è messo in moto per avere un sostegno del Mibac. Con tanti saluti alla sbandierata virtù dei fondi solo locali agitata a suo tempo.
Ma qual è la direzione per rendere tutto più efficiente? Nel cda della Fondazione Cinema riunitosi nel pomeriggio di giovedì se da una parte è emersa chiara la volontà di proseguire, sia il Comune che la Camera di Commercio non si sono sbilanciati sulle cifre. In termini operativi però l’intenzione è quella di investire la Fondazione Cinema di responsabilità da Film Commission (il che rende quasi vano il recente rientro della Regione nella FC Lazio) e di procedere verso l’unificazione del Festival del Cinema col Roma Fiction Fest mantenendo – come sostenuto dalla stessa Ravera all’incontro del Sindacato Critici – due direzioni artistiche separate. Una buona notizia, pur con tutti i suoi limiti, sia per Steve Della Casa che per Marco Muller il quale però, dicono i rumors, sia sempre più tentato da qualche offerta arrivata dalla Russia (con la quale l’audiovisivo italiano ha avviato dei rapporti), altre – si dice – dalla Cina e, non ultimo di un ritorno ai lidi elvetici del Festival di Locarno.
Insomma, c’è un’aria se non di smobilitazione quantomeno di forte ripensamento sulle ragioni – tutte politiche – che portarono alla creazione del Moloch dei festival italiani. Niente che non fosse immaginabile già al momento del suo varo in cui i limiti localistici erano perfettamente visibili e che ora, in tempi di crisi, emergono in tutta la loro evidenza.
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SABRINA FERILLI
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VIOLANTE PLACIDO
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MIRIAM DALMAZIO
ANNALISA DESIMONE
VALERIA SOLARINO 2
NATHALIE RAPTY GOMEZ 2
ELIANA MIGLIO
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NATHALIE RAPTI GOMEZ, per il film Romeo and Juliet
Selena Rapti Gomez
Isabella Ferrari
Isabella Ferrari2
HABEL MORILLO
ELENA ALVIGO, chiudo gli occhi non sono più qui
ROONEY MARA
ANITA KRAVOS
KIARASH ASADIDZADEH regista iraniano con la moglie
LEA BLOCH
RUNA GREINER per il film Sitting next to Zoe
NATHALIE RAPTI GOMEZ attrice colombiana
IVANA LALOVIC regista svedese
KIARASH ASADIZADEH
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MAHSA ALAFAR attrice iraniana
SHABNAM MOGHADDAMI attrice iraniana
ROYA JAVIDNIA attrice iraniana
HELLE FAGRALID
HELLE FAGRALID attrice danese
MAJA DYBBOE attrice danese
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www.targatocn.it27/01/2014 08:16 =
Mondovì, il Cinema Baretti inaugura il nuovo digitale
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Dopo la brevissima pausa nella programmazione, un nuovo inizio per la sala con il videoproiettore digitale e il rinnovato sistema audio Dolby 7.1.
Venerdì 31 gennaio riapre, dopo una breve pausa necessaria all’adeguamento dell’impianto, il cinema Baretti di Mondovì. A soli 12 giorni dall’ultima proiezione con pellicola infatti, grazie anche all’intervento dell’Amministrazione Comunale e all’efficienza della ditta Lubiani, agente di Cinemeccanica per tutto il nord ovest, la sala si presenta completamente rinnovata sia nelle apparecchiature per la video proiezione, con l’utilizzo di un proiettore Barco di seconda generazione e di un Digital Cinema Server Doremi®, sia nella configurazione audio, che adesso adotta un sistema Dolby® 7.1 e un nuovo amplificatore. La sala aprirà i battenti alle ore 18 con una inaugurazione ad invito, alla presenza delle autorità, all’interno della quale verranno mostrati alcuni video dimostrativi delle nuove tecnologie impiegate e alcuni trailer dei film in programma nelle prossime settimane. Le proiezioni aperte al pubblico si terranno venerdì e sabato sera, alle ore 21, domenica pomeriggio alle ore 17.30 e 21.00.
Il passaggio al digitale apre al Baretti anche altre prospettive. A breve infatti verrà valutata l’installazione di un sistema di trasmissione via satellite che possa permettere al pubblico monregalese la fruizione di contenuti di alto livello qualitativo, dalla grande opera trasmessa dai più importanti palcoscenici internazionali, al balletto, ai concerti, agli eventi live.
Nel mese di febbraio è inoltre in programma al Cinema Baretti, la rassegna cinematografica “il cinema diffuso”, tutti i lunedì di febbraio alle ore 21.15 i quattro appuntamenti della rassegna “Il Cinema Diffuso” promosso dall’AIACE Torino e AGIS in collaborazione con ANICA prevedono la proiezione di “Violeta Parra”, “Blue Valentine”, “Il Ministro: l’esercizio dello Stato”, e “Gloria”.
A febbraio prenderà il via anche la “Rassegna Bimbi” una novità per quel che riguarda la programmazione del Cinema Baretti: a partire da sabato 15 febbraio sarà proposta, dalle ore 16 alle ore 19, un’animazione per i bambini con la merenda e la proiezione, alle ore 17,30, di un cartone animato. Per tutta la durata dell’iniziativa sarà possibile usufruire del servizio di assistenza per i bambini prenotabile entro il venerdì precedente presso l’Associazione Monregaltour allo 0174/47428.
Per maggiori informazioni relative a tutte le iniziative presentate è possibile scrivere all’indirizzo baretti(at)coopitur.com per essere inseriti nella nostra mailing list oppure consultare la nostra pagina facebook www.facebook.com/cinebaretti.mondovi e il sito internet www.coopitur.it oppure contattare l’ufficio turistico della Città di Mondovì allo 0174/40389.
D.M.
mondoreality.info25/01/2014 12:55 =
Marco Spagnoli ci racconta Walt Disney e l’Italia
Guarda la nostra intervista al regista e critico cinematografico Marco Spagnoli che ci parla del suo ultimo lavoro, Walt Disney e l’Italia Una storia d’amore, appassionato documentario che ricostruisce il rapporto tra il nostro paese e il padre dell’animazione moderna
Marco Spagnoli Laureato in filosofia nel 1995 , critico e giornalista cinematografico, da quasi vent’anni si occupa di cinema e di spettacolo per diverse riviste cartacee e su Internet.
Collabora a Primissima, Cinema & Video International, Vivilcinema, La Rivista del Cinematografo e Globalist.
Scrive dall’Italia per la rivista tedesca di Cinema, Blickpunkt Film.
Ha collaborato in passato anche con Empire Italia, Il Giornale dello Spettacolo, Tv Sorrisi e Canzoni, Il Venerdì di Repubblica, Novella2000, Gioia, Nick, DNews, Dvd World, RockStar, New Age, Acid Jazz, Numéro Beaute, Il Cinemotore, Cinema.it e The Guide. E’ stato responsabile del settore cinema per Time Out – Roma e per il Canale Cinema del portale Internet della Rai.
E’ il Direttore Artistico del Galà del Cinema e della Fiction in Campania, degli Italian Dvd Awards e del Premio Golden Graal.
E’ il responsabile artistico del progetto ‘Il protagonista’ promosso da Anica , Univideo, MPA in collaborazione con Fapav e Youtube.
Vicedirettore del Festival di Bari – Per il Cinema Italiano, è stato selezionatore e Vicedirettore del Festival di Taormina per le edizioni 2005 e 2006 e Vicedirettore del RomaFictionFest2007, Membro del Comitato Esperti del RomaFictionFest dal 2008, è consulente della Casa del Cinema di Roma.
Nel 2012 ha curato per la Casa del Cinema di Roma la rassegna ’100 anni di Universal Pictures’ in collaborazione con Universal Pictures Italia e nel 2013 ha ideato e presentato la rassegna ’90 anni di Warner Bros.’ in stretto contatto con la divisione italiana dello Studio hollywoodiano.
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cinefilos.it24/01/2014 21:32 =
Marco Spagnoli ci racconta Walt Disney e l’Italia
Guarda la nostra intervista al regista e critico cinematografico Marco Spagnoli che ci parla del suo ultimo lavoro, Walt Disney e l’Italia Una storia d’amore, appassionato documentario che ricostruisce il rapporto tra il nostro paese e il padre dell’animazione moderna.
Marco Spagnoli
Marco Spagnoli Laureato in filosofia nel 1995 , critico e giornalista cinematografico, da quasi vent’anni si occupa di cinema e di spettacolo per diverse riviste cartacee e su Internet.
Collabora a Primissima, Cinema & Video International, Vivilcinema, La Rivista del Cinematografo e Globalist.
Scrive dall’Italia per la rivista tedesca di Cinema, Blickpunkt Film.
Ha collaborato in passato anche con Empire Italia, Il Giornale dello Spettacolo, Tv Sorrisi e Canzoni, Il Venerdì di Repubblica, Novella2000, Gioia, Nick, DNews, Dvd World, RockStar, New Age, Acid Jazz, Numéro Beaute, Il Cinemotore, Cinema.it e The Guide. E’ stato responsabile del settore cinema per Time Out – Roma e per il Canale Cinema del portale Internet della Rai.
E’ il Direttore Artistico del Galà del Cinema e della Fiction in Campania, degli Italian Dvd Awards e del Premio Golden Graal.
E’ il responsabile artistico del progetto ‘Il protagonista’ promosso da Anica , Univideo, MPA in collaborazione con Fapav e Youtube.
Vicedirettore del Festival di Bari – Per il Cinema Italiano, è stato selezionatore e Vicedirettore del Festival di Taormina per le edizioni 2005 e 2006 e Vicedirettore del RomaFictionFest2007, Membro del Comitato Esperti del RomaFictionFest dal 2008, è consulente della Casa del Cinema di Roma.
Nel 2012 ha curato per la Casa del Cinema di Roma la rassegna ’100 anni di Universal Pictures’ in collaborazione con Universal Pictures Italia e nel 2013 ha ideato e presentato la rassegna ’90 anni di Warner Bros.’ in stretto contatto con la divisione italiana dello Studio hollywoodiano.
www.key4biz.it24/01/2014 16:36 =
Copyright online: workshop di Confindustria Radio Televisioni il 29 gennaio a Roma
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I nuovi scenari digitali in vista dell’imminente entrata in vigore del nuovo regolamento Agcom sul Diritto d’autore online sotto la lente di regolatori e industria raccolti a convegno.
Diritto d’autore
Media – Entrerà in vigore il prossimo 31 marzo il nuovo regolamento sul Diritto d’Autore online approvato il 12 dicembre scorso dall’Agcom. Il nuovo contesto per il settore digitale, figlio dell’introduzione di nuove regole sul Ddaonline, sarà oggetto del workshop “Copyright Online: nuove regole per nuovi scenari digitali”, organizzato per il 29 gennaio a Roma da Confindustria Radio Televisioni. Un momento di incontro e riflessione per Istituzioni, broadcaster, autori, produttori e distributori del cinema e dell’audiovisivo per confrontarsi e dare il proprio contributo nella fase di prima applicazione del Regolamento Agcom.
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Al workshop prenderanno parte fra gli altri i presidenti di Agcom e Antitrust, Angelo Marcello Cardani e Giovanni Pitruzzella, e il presidente di Confindustria Radio Televisioni Rodolfo De Laurentiis.
Secondo Confindustria Radio Televisioni, l’effettiva tutela dei diritti televisivi è condizione indispensabile per lo sviluppo di un’industria audiovisiva competitiva e di qualità. Anche gli utilizzi su Internet devono rientrare in questa logica e le violazioni non possono beneficiare di trattamenti privilegiati. La tutela del Copyright Online si risolve infatti nella tutela di interessi generali: tutela degli investimenti a presidio della creatività, tutela della qualità dell’informazione, tutela del pluralismo, tutela della concorrenza e quindi delle condizioni migliori d’acquisto per l’utilizzatore finale.
Gli altri partecipanti sono Anna Maria Tarantola (Presidente Rai), Andrea Zappia (Amministratore Delegato Sky Italia), Fedele Confalonieri (Presidente Mediaset), Maurizio Giunco (Presidente Frt), Marco Ghigliani (Amministratore Delegato La7), Andrea Castellari (Direttore Generale Discovery Italia), Gino Paoli (Presidente Siae), Riccardo Tozzi (Presidente Anica ) e Antonio Catricalà (Vice Ministro MISE).
www.corrierecomunicazioni.it 24/01/2014 12:35 =
Copyright Online: nuove regole per nuovi scenari digitali [29/gen/2014 - 29/gen/2014]
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29 Gennaio 2014
Il diritto d’autore sul web e i nuovi scenari digitali sono il tema di un workshop organizzato da Confindustria Radio Televisioni che si svolge il 29 gennaio a Roma
“Copyright Online: nuove regole per nuovi scenari digitali” è il titolo del workshop organizzato da Confindustria Radio Televisioni presso la Sala Multimediale di viale Regina Margherita 286 a Roma.
Ecco il programma degli interventi:
09:30-10:00 Registrazione. Welcome coffee
10:00-10:45
Rodolfo De Laurentiis (Presidente Confindustria Radio Televisioni)
Angelo Marcello Cardani (Presidente Agcom)
Giovanni Pitruzzella (Presidente Agcm)
10:45-12:15
Anna Maria Tarantola (Presidente Rai)
Andrea Zappia (Amministratore Delegato Sky Italia)
Fedele Confalonieri (Presidente Mediaset)
Maurizio Giunco (Presidente Frt)
Marco Ghigliani (Amministratore Delegato La7)
Andrea Castellari (Direttore Generale Discovery Italia)
12:15-12:45
Gino Paoli (Presidente Siae)
Riccardo Tozzi (Presidente Anica )
Conclusioni
Antonio Catricalà Â (Vice Ministro Mise)
Moderatore: Emilio Carelli
Segreteria organizzativa
Angela Angelelli 06/4402104 angela.angelelli@confindustriaradiotv.it
L’avvio dei lavori è previsto per le ore 10:00 precise
www.e-duesse.it24/01/2014 09:31 =
Festival di Roma, il futuro è nel potenziamento della Fondazione
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Festival di Roma, il futuro è nel potenziamento della Fondazione
Il Sncci promuove un incontro sulla manifestazione. Tra i temi principali: rafforzamento della macchina organizzativa e sinergia con il festival della fiction
In attesa dell’incontro tra i soci fondatori, si è tenuto a Roma un tavolo di dibattito su potenzialità future, identità e prospettive del festival internazionale del film di Roma. Promosso dal Sindacato Nazionale Critici ha visto interloquire il presidente del sindacato, Franco Montini, gli assessori alla cultura del territorio, Flavia Barca per il Comune, Lidia Ravera per la Regione, il presidente Anica , Riccardo Tozzi , e il presidente BNL, main sponsor della manifestazione, Luigi Abete. Ma in platea alla Casa del cinema c’erano anche il direttore del Festival, Marco Müller, Gian Luigi Rondi, ex presidente, Steve Della Casa, direttore del Fiction Fest, il presidente dei distributori dell’ Anica , Andrea Occhipinti. Punto focale della discussione sono stati la vocazione, i compiti e le risorse di Fondazione Cinema per Roma, nata per volontà dell’allora presidente Goffredo Bettini e al cui personale è stata poi affidata la gestione della manifestazione. Dalle parole di Barca è parso chiaro come il Comune di Roma auspichi maggiore presenza territoriale e un utilizzo più razionale della Fondazione come punto di riferimento delle attività cinematografiche capitoline. Analoga richiesta di coinvolgimento del territorio anche nelle intenzioni della Regione. Tra i punti toccati da Lidia Ravera: un’unica macchina organizzativa per il festival del cinema e quello della fiction, il rilancio della Roma Lazio Film Commission, e un rafforzamento di The Business Street (il mercato del festival del cinema) proprio attraverso una potenziata Film Commission. Ma anche una sede che permetta alla manifestazione di «irradiarsi» in tutto il Lazio e un coordinamento che vigili sulle date del festival e di tutte le manifestazioni cinematografiche e regionali affinché gli appuntamenti diventino complementari e mai concorrenti. Per quanto riguarda la prospettata fusione del festival della fiction in quello del cinema i pareri sono diversi: secondo Riccardo Tozzi la nuova serialità ha già influito sulla produzione cinematografica ed è quindi possibile convogliare i due linguaggi nella stessa manifestazione. Di parere diverso Giorgio Gosetti, al timone del festival del cinema di Roma delle prime edizioni, per il quale la Fondazione Cinema per Roma dovrebbe occuparsi di tutti i festival del Lazio, ma la divisione cinema-fiction va mantenuta. Per la separazione anche Andrea Occhipinti per il quale i due media hanno mercati troppo diversi ed è giusto trattarli in modo differente.
www.articolo21.org24/01/2014 02:20 =
Il futuro del Festival del Cinema di Roma
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festival-cinema-roma-2011
Mercoled’ 22 gennaio alla Casa del Cinema il sindacato Sncci ha organizzato un incontro sul futuro del Festival del Cinema di Roma. Un incontro di carattere interlocutorio per i rappresentanti istituzionali, assente il dg Cinema-MiBACT Nicola Borrelli convocato dal ministro Bray. Franco Montini, presidente del Sncci sottolinea l’identità del festival, festa popolare o festival, la diffusione sul territorio cittadino e regionale, il rapporto con il Festival della Fiction e con le eccellenze come il CSC-Cineteca, la Casa del Cinema e Cinecittà.
Riccardo Tozzi , presidente di Anica , sostiene l’idea originaria della kermesse romana; il sindaco Walter Veltroni pensò a una Festa del cinema come punto di partenza di un mercato dell’audiovisivo. Occorre rilanciare senza sprecare risorse, e trovare date definitive e luogo, “Roma è l’unica capitale europea senza un palazzo del cinema”.
L’assessore alla Cultura del Comune Flavia Barca, punta a un progetto con il rilancio della filiera cinematografica, con la promozione di nuovi talenti”. Di più l’assessore comunale non vuole dire, in attesa della riunione dei soci, tranne sottolineare la necessità di un luogo adatto che ospiti “la Festa”, pensando a un palazzo del cinema che non c’è e valorizzando il capitale umano della Fondazione Cinema.
L’assessore regionale alla Cultura Lidia Ravera parla di “un’unica macchina organizzativa per il Festival del cinema e quello della Fiction, comunque eventi separati”.
La Ravera ricorda che “Festa e mercato non sono in contraddizione potenziandolo con Lazio Film Commission”. Infine occorre dare “una residenza alla Festa che deve ampliarsi in tutto il Lazio”.
Interviene anche Luigi Abete, presidente di BNL-BNP Paribas main sponsor del Festival, che conferma per il 2014 il sostegno economico di 1 milione e 350mila euro, e chiede di “migliorare il Festival che è in pareggio, criticando i ritardi rilevanti dell’ultima gestione colpa delle vicende politiche” e chiede il coinvolgimento diretto del MiBACT.
Giorgio Gosetti, che ha partecipato alla nascita e alle prime edizioni del Festival di Roma ritiene che la Fondazione Cinema può diventare una struttura a cui fanno capo tutti i festival di cinema del Lazio.
Anche Andrea Occhipinti, presidente della sezione Distributori Anica , è di questo avviso: cinema e fiction sono due mercati del tutto differenti.
Alessandro Rossetti dell’ANAC, sottolinea un progetto permanente in uno spazio dove l’attività cinematografica si condivida con la cittadinanza durante tutto l’anno. Attività aperte a diverse forme di promozione culturale del cinema con la possibilità di ampliare tale attività anche nelle zone meno centrali della città.
Tutti gli interventi sottolineano l’esigenza di avere un luogo, un sito, un palazzo del cinema per la città di Roma, ma nessuno ha pensato o accennato alla possibilità di usare un sito importante per la nostra cinematografia nazionale e internazionale che già abbiamo, che esiste da più di 80anni, Cinecittà. Vogliamo chiederci il perchè?
Assenti Lamberto Mancini e Paolo Ferrari, rispettivamente presidente e direttore generale della Fondazione Cinema, presente il direttore artistico Marco Müller, inoltre: Maurizio Sciarra,
Gianluigi Rondi, Francesca Via, Michele Lo Foco, Bruno Torri, Gianluca Giannelli, Fabia Bettini, Silvio Maselli, Laurentina Guidotti, Francesco Ranieri Martinotti, Steve Della Casa,
Cristina Crisari, Fulvio Lucisano.
confindustria.it23/01/2014 17:56 =
Copyright online: nuove regole per nuovi scenari digitali
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CONFINDUSTRIA RADIO TELEVISIONI , 29 Gennaio 2014 Orario d’inizio: 9:00 Durata: 1 giorno
Viale Regina Margherita 286 – 00198 ROMA (RM)
Promotore
Associazione italiana delle imprese dei settori dei media audiovisivi e radiofonici
Descrizione
INVITO
mercoledì 29 gennaio 2014 ore 09:30
Confindustria Radio Televisioni
Sala Multimediale
Viale Regina Margherita 286 – Roma
Workshop
“Copyright On-Line: nuove regole per nuovi scenari digitali”
09:30-10:00 Registrazione. Welcome coffee
10:00-10:45
Rodolfo De Laurentiis (Presidente Confindustria Radio Televisioni)
Angelo Marcello Cardani (Presidente AGCOM)
Giovanni Pitruzzella (Presidente AGCM)
10:45-12:15
Anna Maria Tarantola (Presidente RAI)
Andrea Zappia (Amministratore Delegato SKY Italia)
Fedele Confalonieri (Presidente Mediaset)
Maurizio Giunco (Presidente FRT)
Marco Ghigliani (Amministratore Delegato LA7)
Andrea Castellari (Direttore Generale Discovery Italia)
12:15-12:45
Gino Paoli (Presidente Siae)
Riccardo Tozzi (Presidente Anica )
Conclusioni
Antonio Catricalà (Vice Ministro MISE)
Moderatore : Emilio Carelli
R.S.V.P.
Segreteria organizzativa
Angela Angelelli – 06/4402104 angela.angelelli@confindustriaradiotv.it
L’avvio dei lavori è previsto per le ore 10:00 precise
Destinatari
istituzioni – imprese associate – giornalisti
Partecipazione
Libera previa conferma
Segreteria organizzativa
CONFINDUSTRIA RADIO TELEVISIONI
angela angelelli
Indirizzo: Viale Regina Margherita 286
Telefono: 06/4402104
Fax: 06/4402723
E-mail: angela.angelelli@confindustriaradiotv.it
Programma
INVITO
mercoledì 29 gennaio 2014 ore 09:30
Confindustria Radio Televisioni
Sala Multimediale
Viale Regina Margherita 286 – Roma
Workshop
“Copyright On-Line: nuove regole per nuovi scenari digitali”
09:30-10:00 Registrazione. Welcome coffee
10:00-10:45
Rodolfo De Laurentiis (Presidente Confindustria Radio Televisioni)
Angelo Marcello Cardani (Presidente AGCOM)
Giovanni Pitruzzella (Presidente AGCM)
10:45-12:15
Anna Maria Tarantola (Presidente RAI)
Andrea Zappia (Amministratore Delegato SKY Italia)
Fedele Confalonieri (Presidente Mediaset)
Maurizio Giunco (Presidente FRT)
Marco Ghigliani (Amministratore Delegato LA7)
Andrea Castellari (Direttore Generale Discovery Italia)
12:15-12:45
Gino Paoli (Presidente Siae)
Riccardo Tozzi (Presidente Anica )
Conclusioni
Antonio Catricalà (Vice Ministro MISE)
Moderatore : Emilio Carelli
R.S.V.P.
Segreteria organizzativa
Angela Angelelli – 06/4402104 angela.angelelli@confindustriaradiotv.it
L’avvio dei lavori è previsto per le ore 10:00 precise
cinema.fanpage.it23/01/2014 14:15 =
La Paramount abbandona la pellicola, chi la rimpiangerà?
La decisione della Paramount Pictures di smettere totalmente di distribuire film in pellicola sul territorio statunitense ci ricorda che quel momento è arrivato. Come molte altre cose in Italia la modernizzazione viene scacciata fino a che non ti travolge.
La Paramount abbandona la pellicola, chi la rimpiangerà?
Chi è che davvero piangerà la scomparsa della pellicola? Che le proiezioni in 35mm siano destinate a diventare un reperto da cineclub (quei pochi che ancora esistono, altrimenti da museo del cinema) è cosa nota, e adesso la decisione della Paramount pictures di smettere totalmente di distribuire film in pellicola sul territorio statunitense ci ricorda che quel momento è arrivato. E nonostante l’amore per il rumore del proiettore e i graffietti sull’immagine, davvero non c’è da rimpiangere nulla. Lo studio americano è il primo a decidere che da “The Wolf of Wall Street” in poi se una sala cinematografica americana non ha un proiettore digitale non potrà programmare i suoi film perché loro la pellicola semplicemente non la trattano più. Tra poco gli altri la seguiranno e infine anche gli indipendenti. Poi anni dopo anche l’Italia.
Intendiamoci, la pellicola è un supporto straordinario, è durato ben 100 anni (quale altra tecnologia inventata nell’800 può dire lo stesso?), si è leggermente evoluta e ha veicolato colori, immagini e una dinamica (cioè la quantità di sfumature esistenti tra il nero e il bianco) che il digitale sta replicando con grandissima fatica, però il digitale è semplicemente migliore. Conviene a tutti. A noi che guardiamo e a loro che producono e distribuiscono. Ad Hollywood i registi si sono divisi, chi ha abbracciato il nuovo senza se e senza ma (Lynch, Rodriguez, Lucas, Coppola, Abrams, Jackson) e chi invece sostiene che girerà in pellicola fino a che ne sarà rimasta in vendita (Spielberg, Scorsese, Eastwood e, fino a poco tempo fa, Tarantino) ma anche lo zoccolo duro della celluloide ammette che il digitale è un’ottima scelta (per chi è interessato c’è un documentario fantastico in materia, si chiama “Side by side”, e l’ha fatto Keanu Reeves). Come sempre il motivo per il quale una grande società sceglie di cambiare supporto in maniera così radicale è meramente economico. La pellicola costa. Molto.
Stampare 2000 pizze da inviare con un corriere in 2000 sale è una spesa esorbitante. Copiare 2000 file da spedire via internet a 2000 proiettori diciamo che viene meno (il costo è tutto nella banda). In più i file non si deteriorano mentre la pellicola è uno dei supporti più fragili in assoluto. Per quanto riguarda la differenza vi assicuro che non ve ne accorgerete, già ad oggi in Italia moltissimi cinema proiettano in digitale ed è probabile che abbiate visto film non in pellicola senza aver notato nulla di strano. E questo perché il digitale moderno, semplicemente, è arrivato allo standard della celluloide e da qui in poi non può che migliorare in dettaglio e definizione.
Non sarà mai la stessa cosa perché è diverso, ma non certo di una qualità inferiore. Se la pellicola ha come propria peculiarietà la dinamica dei colori e della luce, il fatto che possa comprendere moltissime sfumature diverse risultando in quello che comunemente chiamiamo “calore” dell’immagine, il digitale ha invece la forza del dettaglio (arriva a minuzie a cui non siamo abituati e spesso i registi abbassano di poco la qualità perché altrimenti non ci sembra più cinema) e soprattutto funziona molto meglio della pellicola in presenza di poca luce. Scene che con la celluloide sarebbero semplicemente buie con il digitale si vedono bene, l’esempio più noto è “Collateral” di Micheal Mann, girato tutto di notte e illuminato da pochissime luci di led solo perché realizzato con videocamere e non macchine da presa.
Ma non è solo un discorso di qualità o di risparmio per i giganti dell’industria. Se avete letto la storia di “Spaghetti story” avrete anche capito che deve tutto al digitale. Si tratta di un film italiano a budget ridicolo (siamo intorno ai 20.000€, praticamente niente) girato da esordienti che sta andando molto bene. Sono 6 settimane che è in programmazione in diverse regioni italiane, quando solitamente opere di questo tipo reggono 1 settimana in 1 cinema e devono ringraziare. “Spaghetti story” sta piacendo molto contro ogni previsione di esercenti e distributori. Fosse esistita solo la pellicola i ragazzi non avrebbero mai potuto sperare di essere visti in più di una sala a Roma perché mai avrebbero avuto il denaro per stampare diverse copie e spedirle (anche Nanni Moretti con il suo esordio indipendente, “Io sono un autarchico”, fece il botto potendo contare su una sala sola a Roma). Con il digitale invece possono inviare il file ovunque e quindi arrivare ovunque, trovando il loro pubblico d’elezione magari nelle Marche.
Ecco perché il fatto che il 2014 dovrebbe essere l’anno in cui anche l’Italia abbandonerà la pellicola è un vantaggio per tutti, ricchi e poveri del cinema. Il “dovrebbe” è d’obbligo visto che al momento, secondo gli ultimi dati presentati dall’ Anica , circa il 60% degli schermi sul territorio è digitale, il che significa che poco meno della metà dovrebbe digitalizzarsi in un anno. Con un po’ di ottimismo si potrebbe dire che accadrà, ma con più pragmatismo si può ipotizzare che lo switch off della pellicola nel nostro paese non avverrà quest’anno. Tuttavia anche questa è una cosa che possiamo rimandare per un po’ ma ad un certo punto accadrà.
Come molte altre cose in Italia la modernizzazione viene scacciata fino a che non ti travolge.
lospaccatv.it23/01/2014 12:49 =
Supercinema: anticipazioni su Hercules
Stasera, nuovo appuntamento su Canale 5 con “Supercinema”, il rotocalco d’informazione cinematografica di News Mediaset. In questa puntata, “Carosello napoletano”, il primo musical italiano con le più famose canzoni partenopee interpretate da Peppino di Capri e Renato Carosone, compie 60 anni. Un occasione per rivedere anche altre pellicole di successo come “Maruzzella” e “Totò Peppino e le fanatiche”. E ancora, le storie di Ercole, Ursus, Sansone e Maciste, protagonisti di un genere cinematografico, quello mitologico, che sta tornando sugli schermi ma con le nuove tecnologie computerizzate e in 3D.
E oltre a “Ercole al centro della terra”, diretto nei primi anni ’60 da Mario Bava, “Supercinema” propone le prime immagini del nuovo kolossal “Hercules”, in arrivo da Hollywood con sorprendenti effetti speciali. Spazio poi ad alcuni spezzoni di film del grande Totò: “Totò contro Maciste” e “Totò e Cleopatra. “Supercinema” è un programma di News Mediaset, a cura di Antonello Sarno e realizzato in collaborazione con l’ Anica .
tafter.it22/01/2014 21:00 =
Cinema: il 23 gennaio un incontro tra sindacato e istituzioni per il Festival internazionale del cinema di Roma
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22 gennaio 2014
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cinemafestivalroma”Il Festival internazionale del cinema di Roma: futuro prossimo” è il tema dell’incontro promosso dal Sindacato nazionale critici cinematografici italiani a Roma giovedì 23 gennaio, ore 11, presso la Casa del cinema.
La discussione, moderata da Franco Montini, presidente del Sncci, prevede gli interventi di: Flavia Barca assessore alla Cultura, Creatività, Promozione Artistica Roma Capitale, Nicola Borrelli direttore generale Cinema-MiBACT, Lidia Ravera assessore alla Cultura e Politiche Giovanili Regione Lazio e Riccardo Tozzi presidente Anica .
L’iniziativa, promossa per riflettere e discutere sul futuro del Festival Internazionale del Film di Roma, è aperta al contributo delle istituzioni, delle associazioni cinematografiche, delle aziende che hanno sostenuto il festival, di autori e imprenditori, allo scopo di individuare, attraverso un approfondito e sereno confronto, su quali programmi, strutture e linee editoriali potrà e dovrà svilupparsi la manifestazione.
Fonte: Cinecittà News
mediaset.it22/01/2014 16:06 =
A “Supercinema” Carosello napoletano il primo musical italiano …
Giovedì 23 gennaio in seconda serata, nuovo appuntamento su Canale 5 con “Supercinema”, il rotocalco d’informazione cinematografica di News Mediaset.
In questa puntata, “Carosello napoletano”, il primo musical italiano con le più famose canzoni partenopee interpretate da Peppino di Capri e Renato Carosone, compie 60 anni.
Un ‘occasione per rivedere anche altre pellicole di successo come “Maruzzella” e “Totò Peppino e le fanatiche”.E ancora, le storie di Ercole, Ursus, Sansone e Maciste, protagonisti di un genere cinematografico, quello mitologico, che sta tornando sugli schermi ma con le nuove tecnologie computerizzate e in 3D.
E oltre a “Ercole al centro della terra”, diretto nei primi anni ’60 da Mario Bava, “Supercinema” propone le prime immagini del nuovo kolossal “Hercules”, in arrivo da Hollywood con sorprendenti effetti speciali.
Rivedremo anche alcuni spezzoni di film del grande Totò: “Totò contro Maciste” e “Totò e Cleopatra”.
“Supercinema” è un programma di News Mediaset, a cura di Antonello Sarno e realizzato in collaborazione con l’ Anica .
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